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Strategia per il test.

Strategia per il test.

Strategia per il test.

Serve una strategia per affrontare il test!

Studiare mesi (a volte anche anni) e non poter passare il test di ammissione perché non si ha assolutamente controllo delle proprio nozioni ed emozioni il giorno del test… Cavoli se brucia!

E io non voglio che tu debba rinunciare al tuo sogno per delle stronzate.

Su questo blog ne ho già parlato diverse volte di quanto sia utile la strategia per incanalare bene le proprie conoscenze in un risultato che rispecchia la tua preparazione.

Ne ho parlato in primis nella guida dedicata alla strategia e poi nel caso studio della studentessa che ha superato il test partendo da zero.

Ti consiglio di leggere entrambe le guide:

  1. Guida per la strategia.
  2. Caso studio.

In questo post, invece, leggerai consigli e parole di chi non ha smesso di crederci.

Parole di chi ha usato le difficoltà per misurarsi.

Di chi ha avuto il coraggio di confrontarsi con gli avversari ancora prima di scendere in campo.

Se fossi in te prenderei appunti: 

ci sono diversi consigli per portare la tua preprazione ad un altro livello.

Buona lettura!

 

_____

“Sei stato assegnato a Medicina Milano”.

_____

Leggere questa frase sul mio account di universitaly è stato il culmine di un’avventura che è iniziata un anno fa, ossia la preparazione al test di Medicina, e l’inizio di una nuova: studiare (finalmente) Medicina.

Innanzitutto mi sembra doveroso presentarmi ai miei lettori: mi chiamo Chiara, ho 20 anni e ho provato il test di Medicina due volte.

Sembra un po’ una presentazione da gruppo degli alcolisti anonimi eh? 

Vabe ok, ora parliamo di cose serie.

Ebbene si, questo per me è stato il secondo tentativo.

Io ho frequentato un liceo scientifico, quindi avevo delle buone basi su gran parte delle materie del test.

Verso dicembre della quinta superiore ho iniziato ad informarmi riguardo al test, ho comprato alcuni manuali per la preparazione al test e ho iniziato a fare nel tempo libero qualche quesito di logica e a studiare i meccanismi principali per risolvere questi quesiti.

Inoltre c’è da dire che non ho mai avuto grossi problemi nello studio e quindi, fortemente convinta delle mie capacità, ho deciso di concentrare la preparazione al test nei mesi estivi post-maturità.

Durante l’estate ho studiato ogni giorno, a volte mattina e pomeriggio e a volte mezza giornata.

Mi sono concentrata su una materia alla volta, partendo da quelle in cui ero più carente.

Per prima cosa ho studiato la teoria a partire dal programma fornito dal miur nel bando (Leggetelo! E’ fondamentale!), schematizzato i concetti principali degli argomenti, ripetuto e infine fatto più quiz possibile sugli argomenti studiati.

Eh si, perchè a volte non basta aver studiato, non basta sapere cose, ma bisogna saper sfruttare le proprie conoscenze, metterle al servizio delle proprie abilità di ragionamento e crearsi delle strategie per rispondere.

Per caso poi mi sono imbattuta in alcuni gruppi FB per la preparzione ai test, e in particolare nella comunità di Sher, e mi sono detta:

massi, perchè no?!

Questi gruppi sono stati davvero un’occasione.

Innanzittutto per confrontarmi con altri studenti che come me stavano vivendo questa avventura di preparazione al test, mettere alla prova le mie conoscenze per aiutare alcuni che ponevano domande a cui mi sembrava di saper dare delle risposte, imbattermi in quesiti proposti da altri e rendermi conto di alcune lacune del mio studio di cui non mi ero resa conto.

E, ultimo, ma come si suol dire non meno importante, ho incontrato persone con cui si è creato un bellissimo clima di lavoro e sostegno reciproco; perchè, parliamoci chiaro, riuscire a essere motivati fino alla fine, fino all’ultimo giorno facendo fatica se si è da soli è davvero difficile, mentre se si ha accanto qualcuno che continua a spronarti, a dirti che ti manca poco, che puoi farcela, allora vedrai che la meta sarà sempre più vicina e a portata di mano.

Poi è arrivato il giorno del test 2016.

Ansia al massimo (sì, sono una persona molto ansiosa).

Sensazione fortissima di non ricordare più nulla.

Quando mi sono trovata di fronte quel test, così diverso dalle aspettative che avevo (mi aspettavo un test di modalità Cambridge molto più difficile) mi ha messo in difficoltà.

Lettura consigliata: test medicina 2016, un insegnamento importante.

In quel momento ho commesso l’errore più grande: ho sbagliato strategia.

Non mi sono adattata a ciò che avevo davanti, e ho risposto a meno domande rispetto a quante avrei potuto effettivamente svolgerne, pensando a:

tanto 49 domande basteranno, meglio non rischiare.

Lettura consigliata: strategia per il test, come averne una.

Fu così che lo scorso anno, nonostante avessi fatto un buon punteggio non riuscii ad entrare a Milano (che per me, non potendomi/volendomi trasferire, è l’unico luogo in cui posso studiare.)

In compenso in ho frequentato Fisioterapia a Milano e sono assolutamente contenta della scelta fatta, anche se non mi verrà convalidato nessun esame.

Questo perché una facoltà del genere mi ha permesso di passare del tempo in ospedale, di stare con dei pazienti, di stare a contatto con una realtà che ho capito fino in fondo quanto mi appartenesse.

Tutto ciò mi ha motivato ancora di più per la preparazione a questo nuovo test.

Senza dubbio è stato un anno impegnativo, in cui le lezioni occupavano l’intera settimana (spesso mattina e pomeriggio), nel week-end ho lavorato e a luglio ho svolto il tirocinio previsto dalla facoltà per otto ore al giorno (alcuni sabati compresi).

Inoltre ho preferito dare tutti gli esami e non solo quelli utili alla preparazione del test in modo che, nel caso non lo avessi superato nuovamente, avrei almeno potuto continuare senza ostacoli o rallentamenti eccessivi il percorso che avevo già intrapreso.

Quindi sì, è stata dura, ma del resto nessuno mi aveva mai promesso il contrario.

Anzi, il fatto che sia stato difficile mi ha obbligato a chiedermi se fosse davvero quello che volevo per il mio futuro, se valesse la pena di fare tutta quella fatica e tra alti e bassi, tra momenti di incertezza e di sconforto alla fine ho trovato una risposta.

E questa risposta è stata indubbiamente affermativa, e da quel momento non ho più avuto ripensamenti.

Mi sono impegnata al massimo e ho cercato di sfruttare ogni momento utile per prepararmi.

Ebbene sì, ho portato i libri per la preparazione al test anche al mare, sacrificando ahimè una possibile abbronzatura per il sogno di una vita 😉 

Se la storia ti sta piacendo, lascia un mi piace come feedback!

 

 

Grazie!

Anche quest’anno ho seguito le stesse modalità per lo studio, ma ho cercato di essere più presente sui gruppi FB che avevo riscontrato essere davvero utili e ho cercato di correggere l’errore precedente.

Ripeto: sui gruppi per la preparazione, non tempo su FB in generale, mi raccomando! 

Lettura consigliata: gruppi Facebook per il test. Come sfruttarli al massimo!

Difatti, ho elaborato diverse strategie, applicabili ai vari tipi di test in cui avrei potuto imbattermi; senza limitarmi ad unica possibilità e aspettativa.

Ovviamente, anche quest’anno quel giorno ero in ansia, e avevo mille preoccupazione, e ho fatto per questo errori evitabili, ma tali errori sono stati compensati dalla strategia che ho messo in atto.

Ho iniziato il test da logica perchè era la parte su cui mi sentivo più sicura, ma ho subito capito che alcuni quesiti richiedevano più tempo del previsto per essere risolti e così, senza andare troppo in panico, sono passata alle altre materie per non perdere troppo tempo.

Infine ho svolto i quesiti di logica mancanti.

Quando mancavano 20 minuti ho compilato il foglio risposte con le risposte date e infine nel tempo restante (circa 5/10 minuti) ho cercato di risolvere i quesiti che ancora mancavano.

Quest’anno ho preferito rischiare un po’ di più e rispondere anche a qualche quesito su cui ero indecisa e posso dire di averci guadagnato (ma questa è ovviamente una scelta che va ben ponderata e che è assolutamente soggettiva).

 

Ad oggi, sono immatricolata a Medicina Milano e la mia nuova avventura è da poco comiciata.

Il consiglio che mi sento di dare a chi ora si trova di fronte alla sfida del test è quello di non vedere tutto questo come un ostacolo, come qualcosa che potrebbe impedirti di diventare ciò che vorresti, perchè non è così.

Il test è innanzitutto una sfida con sé stessi, con la propria tenacia, forza di volontà, impegno e coraggio e niente vale più di questo.

Certo, lo studio è indispensabile, ma può non bastare.

Cerca di ottimizzare le tue conoscenze, di imparare ad usarle nel modo e nel momento migliore.

Ah…e sottolineo, “conoscenze” e non “nozioni”.

Il nozionismo serve a poco; anzi, spesso confonde, quindi non affidartici troppo!

Confida piuttosto in te stesso e nella tua testa pensante!

Detto questo, sono sicura che tu che leggi PUOI farcela.

Hai tutto il tempo che ti serve per prepararti al meglio e per trovare le tue strategie.

Quindi ora tocca a te!

Buona avventura! 

Ti aspetto dall’altro lato del test, nella nuova avventura dell’università.

Chiara

 

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Scarica ora la guida contenente 36 consigli pratici per la preparazione la test di ammissione.

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