test di ammissione Margherita
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Ogni studente è speciale.

Ma lo è di più quello testardo.

Ti racconto: ho avuto modo di insegnare matematica per un anno a due classi della terza media e due classi della seconda media.

Senza entrare troppo nei dettagli: dovevo seguire gli studenti che erano in condizioni pessime. 

Immagina quindi di avere una classe di studenti che hanno generalmente voti solo sotto il 4.

Immagina ora che sono dei bambini.

Immagina ora quanto caz#o può essere difficile lavorare con questi studenti per una materia come matematica.

E sai cosa ho scoperto?

Che la maggior parte di questi studenti VOGLIONO studiare matematica. E che solo gli studenti che non avevano paura di sbagliare potevano essere aiutati.

Cioè: se hai già perso tutto, non ha senso che ti nascondi ed aspetti il miracolo. Ti devi ESPORRE!

Devi sbagliare per imparare. Tanto sei già nella cacca. 

Quindi la prima cosa che ho valutato di fare con questi studenti era semplice: convincerli a fare degli errori senza aver paura.

Il cambiamento è stato pazzesco!

Siamo passati dal “no Sher, non so farlo” al “dai, facciamone un altro di esercizio”.

Un’altra cosa importante che ho notato e che lega tutta la storia che leggerai in questo post è la seguente: gli studenti che riuscivano efficacemente aiutare gli altri studenti in quella classe non erano coloro che avevano semplicemente capito le cose, ma coloro che avevano provato in mille modi diversi.

(E questo mi aiutò molto per individuare studenti “leader” per i lavoro di gruppo)

Ecco, Margherita l’ho trovata proprio così: sapeva cosa doveva fare, sapeva qual era l’obiettivo, conosceva ogni cosa delle dinamiche del test di ammissione e, soprattutto, sapeva che poteva farcela!

Le mancava solo la certezza che sbagliando si poteva imparare molto.

Doveva solo fare un errore: cambiare mentalità in termini di approccio alle varie materie del test.

E cosa significa sbagliare o compiere un errore? 

Esporsi. 

Significa esporsi.

Ed è solo l’esposizione che ti porta a dire: ero determinatissima.

Se non ti torna qualcosa, avrai tutto più chiaro leggendo questa storia.

Lascio la parola a Margherita che ha davvero molti consigli da darti.

Prendi pure carta e penna 😉

test di ammissione Margherita

 

Ciao a tutti ragazzi.

Il mio nome è Margherita e quest’anno ho superato il test.

Yeah! 😉

Ho fatto un buon punteggio e mi sono immatricolata nella mia seconda scelta a Medicina.

Sono davvero felice poiché il mio obiettivo era la Facoltà di Medicina, nonostante reputi un’ottima facoltà anche Odontoiatria.

Nella graduatoria nazionale mi sono classificata circa in posizione 4100.

Tuttavia il mio percorso non è stato così facile e scontato: quest’anno ho provato il test per la terza volta.

Ma partiamo dall’inizio.

Da quando ero piccola ho sempre considerato quello del medico un ottimo lavoro, soprattutto perché mio zio (che per me è praticamente un secondo padre) fa il Pediatra ed ha sempre dimostrato una grande passione e dedizione per il suo mestiere.

Tuttavia proprio a ridosso del test (in quinta superiore) non avevo proprio le idee chiare: pensate che avevo in mente di fare addirittura Economia e Commercio!

Infatti mi sono sempre piaciute le lingue straniere e in quel periodo mi vedevo nel futuro a lavorare in una azienda.

La svolta è avvenuta quando decisi di iscrivermi a un corso di Primo Soccorso e poi continuai il percorso in un’associazione di volontariato della mia città, che si occupa di trasporto con le ambulanze: entrando spesso in ospedale, avendo a che fare con malati più o meno gravi, avendo la possibilità di percepire le gioie e i dolori che caratterizzano l’ambiente ospedaliero, capii che volevo diventare un medico.

In realtà, ormai per quell’anno era tardi: andai a fare il test del 2015 dopo aver studiato davvero poco e per solo un paio di mesi (facendo pochi quiz e ripassando male la teoria), complici anche una serie di piccoli problemi di salute con cui ebbi a che fare proprio quell’estate.

Non feci un punteggio terribile, grazie soprattutto alla preparazione che avevo ricevuto dalla scuola superiore.

(Ho frequentato il liceo scientifico e proprio nelle materie di biologia e chimica ho avuto un’ottima professoressa; posso dire la stessa cosa per fisica e matematica)

Tuttavia ovviamente questo non è stato sufficiente, infatti non entrai per pochi punti.

La prima volta quindi non riuscii a superare il test.

Non mi persi d’animo però: mi iscrissi alla facoltà di Farmacia, sperando di riuscire a prepararmi al meglio e anche che qualche esame mi fosse riconosciuto nel caso fossi entrata l’anno dopo. In realtà, scoprii che quella facoltà non mi piaceva ed ebbi anche dei pessimi professori in materie importantissime come Chimica.

A causa dell’obbligo di frequenza inoltre (anche per materie non importanti per il test, o per alcuni laboratori) ho perso molto tempo prezioso il primo anno.

La seconda volta ero sicuramente molto più preparata della prima, sia in biologia che in chimica, grazie alle quali arrivai a un punteggio di 60.

Esatto, 60, rimasi fuori quell’anno per circa due punti.

Quando seppi che il punteggio minimo per essere ammessi era così alto (62 circa) mi sentii quasi mancare: presa dallo sconforto non riuscivo a capire dove avessi sbagliato.

Ad oggi, facendo un’analisi più obiettiva, ho potuto riconoscere quattro grandi errori nella mia preparazione al test e durante il test del 2016:

1) Non ho fatto molti quiz di biologia e chimica, preferendo una preparazione “teorica”, solo studiando dai libri di testo.

Questo mi ha penalizzato nei quiz “di esercizio” ovvero quelli che richiedevano un ragionamento maggiore rispetto a quelli puramente nozionistici, soprattutto per quanto riguarda chimica.

2) Ho fatto al momento del test pochissimi quiz di logica: per questo motivo non riuscii a totalizzare un punteggio più alto.

In logica non sono mai stata bravissima, inoltre le avevo dedicato poco tempo durante la preparazione, considerando solo la logica di tipo Cambridge (e quindi soprattutto lunghi brani) e tralasciando la logica “non Cambridge”, che è quella utilizzata nei test delle università private e in quelli delle professioni sanitarie (caratterizzata da esercizi più veloci e con ragionamenti matematici).

3) Sbagliai la strategia: errore che mi sembrava secondario, ma del quale poi riconobbi l’importanza, grazie anche ai consigli di Sher.

Infatti iniziai prima dalla logica (materia in cui ero meno preparata); questo mi ha penalizzato perché trovandomi in difficoltà mi sono demoralizzata. Come conseguenza, ho perso molto tempo utile per biologia e chimica, trovandomi in affanno perché mi era rimasta solo la mezz’ora finale per rispondere.

4) Non ho rischiato: arrivata a 39 domande, pensavo di aver totalizzato un punteggio abbastanza alto e quindi ho deciso di fermarmi ai quiz di cui ero certa (infatti 39 risposte risultarono poi corrette) tralasciando i quiz in cui non ero sicura ma dei quali c’erano buon probabilità di rispondere correttamente. 

Inoltre, durante il 2015/2016 ho avuto dei piccoli problemi familiari e di salute, fortunatamente risolti, ma che in quel lungo periodo hanno in parte compromesso la qualità della mia preparazione.

Reduce da queste due esperienze fallimentari, sono stata male per un po’: non riuscivo a capacitarmi del fatto che tutti i miei amici avessero superato il test senza grosse difficoltà, molti anche al primo tentativo.

In realtà poi seppi che non erano così geniali come avevo immaginato, semplicemente avevano dedicato mesi, alcuni anche anni, alla preparazione al test.

Erano forse più intelligenti di me?

Mi sentivo una stupida e un’incapace!

Avrei potuto lasciar perdere. Scegliere un’altra strada.

Magari non ero tagliata per quel test, per quella facoltà… Ma ogni altra alternativa mi dava il vomito!

Decisi che avrei dovuto passare il test ad ogni costo.

Nei mesi successivi, misi da parte lo studio per gli esami di Farmacia, saltando due sessioni d’esame.

Notai che, avendo continuato questo percorso, tramite le lezioni e i laboratori con obbligo di frequenza, mi aveva rallentato parecchio e stancato inutilmente, oltre ad avermi demoralizzato perché questa facoltà non mi piaceva.

Perciò mi diedi da fare: l’estate era alle porte, e quei pochi mesi che mi separavano dal test erano decisivi.

Avevo visto il blog di Sher tramite una veloce ricerca su Google. Incuriosita, decisi di approfondire i suoi articoli, che indubbiamente mi diedero numerosi consigli.

Io però volevo qualcuno che mi guidasse personalmente, che mi indicasse la strada migliore da percorrere.

Perciò decisi di chiedere una sua consulenza.

Grazie alla sua professionalità e gentilezza, mi spiegò passo passo quel che avrei dovuto fare nei mesi successivi, fino alla data del test, e anche il giorno stesso del test.

Mi consigliò i libri adatti, l’approccio per ogni materia (il Metodo Artquiz) e una strategia giusta per il test stesso. Tutto in base al mio caso personale.

Pianificammo con cura ogni mese che mi separava dal test: quanto tempo dedicare ad ogni materia ogni giorno e per quanto tempo.

Esempio:

il primo mese avrei dovuto fare i quiz di matematica e chimica, tutti gli esercizi e i riassunti.  Quello successivo biologia e fisica (e i relativi riassunti). Il resto del tempo lo avrei dovuto dedicare al ripasso e alla strategia per il test. Da quel giorno per ogni giorno, inoltre, avrei dovuto dedicare tempo per la logica, la materia più spinosa per me.

Una volta conclusa la consulenza, mi sentivo davvero rincuorata…

Avevo qualcuno che sapeva esattamente come fare, che mi aveva spiegato come migliorare quelle che consideravo debolezze!

Mi gettai a capofitto nello studio per il test.

Sono stati mesi sicuramente molto impegnativi.

Facevo circa 300 quiz al giorno, tra logica, chimica e biologia, studiando su Artquiz Studio e facendo i riassunti secondo il Metodo Artquiz.

Ho fatto i riassunti di tutti i quiz di chimica e biologia, oltre a ripassare dai libri e le slide della scuola superiore e dell’università.

Ho approfondito tutti gli argomenti in cui non mi sentivo preparata.

Ho deciso di dedicarmi anche a matematica e fisica, come Sher mi aveva consigliato e che invece avevo tralasciato nella preparazione per il test precedente.

Questo mi ha permesso di totalizzare 4,5 punti al test del 2017: sicuramente non sembrano molti, ma hanno fatto la differenza nella posizione in graduatoria.

Mi sono concentrata soprattutto sulla logica, poiché in chimica e biologia avevo già buone basi grazie anche alla preparazione al test del 2016.

Ho dedicato un’ora al giorno (quasi tutti i giorni) per circa tre mesi alla logica… Era la materia che mi spaventava di più.

Mi sono impegnata a risolvere ogni quiz, di tipo Cambridge e non, senza guardare la soluzione. Se non riuscivo a rispondere, lo lasciavo da parte e lo riprendevo alcuni giorni dopo. 

Nel frattempo, mi sono iscritta anche ai gruppi di Sher: mi hanno permesso di valutare le mie conoscenze aiutando gli altri nei quiz di cui conoscevo la risposta. Inoltre ho potuto confrontarmi con gli altri e chiedere aiuto se c’era un quiz a cui non sapevo rispondere oppure un argomento su cui ero in dubbio.

I giorni precedenti mi sono dedicata al ripasso generale e a studiare la strategia al test come mi aveva consigliato Sher.

In realtà, gli ultimi giorni sono tornati dei problemi di salute che mi avevano rallentato nel 2016, ciò ha fatto sì che io arrivassi un po’ stanca al test.

Sarò sincera: non mi sentivo al 100% i giorni precedenti al test, pensavo in continuazione a ciò che avrei potuto fare in più. Questo ovviamente era la conseguenza della stanchezza, perché in realtà ero ben preparata.

Il giorno prima mi sono imposta di fare una cena sostanziosa (l’ansia si faceva sentire, togliendomi l’appetito) e sono andata a dormire presto.

Arrivato il grande giorno però, ho raccolto tutte le forze che mi erano rimaste: ero determinatissima.

Anche se avevo un po’ d’ansia ho cercato di fare una buona colazione, e mi sono avviata verso l’edificio in cui avrei sostenuto la prova.

Credevo di essere una delle più grandi a fare il test, invece mentre aspettavo di entrare ho conosciuto molti ragazzi, miei coetanei, alcuni anche più grandi di me di un paio d’anni: questo mi ha rincuorata molto.

Appena entrata fino al momento dell’inizio della prova ho cercato di concentrarmi il più possibile e di pensare con positività, in modo da non farmi prendere dall’ansia.

Come da strategia appena ho aperto il plico ho iniziato da biologica e chimica; appena finito le ho subito trascritte nel foglio delle risposte. Poi mi sono dedicata a matematica e fisica, rispondendo solo a quelle in cui mi sentivo sicura, e ho trascritto anche quelle.

Ho risposto correttamente a una domanda di cultura generale. Evvai!

Ho dedicato il resto del tempo alle domande di logica, a trascriverle e a ricontrollare tutto. Stavolta sono riuscita a rispondere a circa 14 quiz su 20, risultato che sembrava impensabile all’inizio della primavera quando ero convinta che non sarei mai riuscita a rispondere a più di un paio di quiz.

Ho risposto a 47 domande. Quasi tutte quelle di biologia e chimica (ne ho lasciate circa 5).

In tre ero indecisa, ma ho stavolta deciso di fidarmi di me: due erano corrette, una sbagliata.

Ho finito 10 minuti prima dello scadere del tempo.

Terminato il test ero più tranquilla, ma non sono stata sicura del mio punteggio fino al 29 settembre.

Sono stata poi molto felice di sapere che ho totalizzato 66,7 punti: per due punti non sono riuscita a entrare nella mia prima scelta, cioè Padova, ma sono comunque riuscita a rientrare nella seconda, ed è un ottimo risultato.

Sono molto soddisfatta, considerando che si trova molto vicina alla mia città.

In conclusione, posso dire che la costanza e la testardaggine mi hanno portato alla vittoria, volando al di sopra di tutte le critiche e le energie negative che, sia per colpa mia che di alcune persone che mi stavano attorno, avrebbero rischiato di farmi cadere.

Sicuramente avrei preferito entrare al primo tentativo, questo è indubbio.

Ma l’attesa mi ha fatto capire quello che volevo diventare nella mia vita, ovvero un buon medico.

Se fossi entrata subito, non avrei avuto tutta la determinazione che ho ora.

Perciò, nel caso non riusciste ad entrare immediatamente, non scoraggiatevi: non saranno certo un paio d’anni a separarvi dal vostro sogno.

Auguro a tutti coloro che sono entrati (anche a me stessa) un percorso meraviglioso, perché credo che questa facoltà sia meravigliosa.

A coloro che non sono entrati un grandissimo in bocca al lupo per l’anno prossimo.

Potete farcela.

Non lasciatevi abbattere dalle difficoltà e dal giudizio altrui.

Dovete solo essere sicuri di quel che volete fare, oltre a metterci impegno e buona volontà.

Nessuno ha mai detto che sarà facile, ma potete trasformare ciò che sembra impossibile in qualcosa di realizzato.

Dipende solo da voi.

E io ne sono la testimonianza.

Margherita

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