Cosa succede se non supero il test di Medicina?

Come farò?

Ma è veramente Medicina la mia strada?

Questi sono i dubbi di tutti gli studenti che devono sostenere il test.

Ma sai qual è l’errore che si commette quando non si supera il test di ammissione?

Non valutare gli errori commessi durante la preparazione.

Sbagliare è umano, ma se continui ad usare gli stessi strumenti e le stesse strategie, continuerai ad ottenere stessi risultati e stessi fallimenti.

(Nella affermazione precedente è compreso il segreto di coloro che riescono a raggiungere i propri obiettivi. Segnatela!)

Oggi sul blog abbiamo una lettera per tutta la Community, me compreso.

Una storia di chi non crede nel fallimento ma solo nel miglioramento, partendo dagli errori.

Lascio la parola Sarah!

Posso solo dire che quando mi sono vista tra i primi duemila d’Italia, mi è venuto un tuffo al cuore e un’emozione nuova mi ha travolto, la stessa che auguro possiate provare a tutti voi che state leggendo questo piccolo scorcio della mia vita.

Eh già! Quest’anno sono riuscita a superare il “temuto” test entrando a Padova, la mia prima scelta.

La mia storia inizia molti anni fa quando ancora ero una piccola peste e mi divertivo a curare, con la mia amata valigetta del dottore, tutti coloro che mi capitavano a tiro.

Crescendo però questo sogno non mi ha mai abbandonato veramente, anche se molto spesso mi sono domandata se fosse veramente la mia strada, perché vedere le persone stare male, toccava in particolar modo la mia sensibilità.

Forse la mia visione è cambiata quando una persona a me cara mi ha detto:

“la sensibilità è sinonimo che questa è la tua strada, abbiamo bisogno di medici che provino sentimento vero in quello che si impegnano a fare ogni giorno”.

Si, probabilmente sono state queste parole, che ancora custodisco gelosamente nel mio cuore, a farmi capire che dovevo crederci e che i sogni, se ci si crede veramente si concretizzano in un istante, quasi senza accorgersene.

Così nel 2016 appena finite le superiori ho deciso di iscrivermi al test di ingresso.

Ho studiato da metà luglio fino ai primi di settembre preparandomi prevalentemente su biologia, con particolare interesse ad anatomia che non avevo mai affrontato, e logica per la quale ammetto di non essere mai stata portata (infatti i primi tempi capivo ben poco di come si doveva ragionare per risolvere i quesiti).

Nonostante queste difficoltà, sono sempre andata avanti senza scoraggiarmi troppo.

Ho partecipato anche ad un corso organizzato da alcuni studenti della facoltà di Padova della durata di 3 settimane dove ogni settimana si approfondiva e ci si esercitava insieme su una materia differente. Questo mi è servito per “valutarmi” attraverso il confronto con gli altri miei compagni di corso, rispetto ai quali mi sentivo anche abbastanza al pari, a livello di conoscenze.

Arrivato il giorno del test, ero molto agitata, anche se cercavo di nasconderlo…

 Ho cominciato dalle domande di biologia, per poi proseguire con chimica, fisica e matematica in modo da lasciare logica, per la quale avevo più difficoltà, per ultima.

Terminato il test e fatto un calcolo approssimativo del mio punteggio, pensavo di essere riuscita a passare, ma in quel momento non ho pensato che essendo molto più facile dell’anno precedente i punteggi soglia si sarebbero alzati notevolmente.

Ammetto di essermi sentita incapace perché tutti gli altri ragazzi che conoscevo, tra i quali anche coloro che avevano partecipato insieme a me al corso di preparazione, avevano ottenuto punteggi molto superiori al mio e sarebbero sicuramente entrati.

Ora come ora, penso che i miei errori siano stati questi:

  1. Poca preparazione in logica che mi ha penalizzato parecchio.

    Avevo preso in considerazione perlopiù la tipologia Cambridge tralasciando quella classica “non Cambridge”.

  2. Non ho rischiato.

    Unaa volta segnato tutte le risposte di cui ero sicura ho visto che rispetto all’anno prima (dove la difficoltà della prova era alta) avevo fatto un ottimo punteggio.
    Cosi mi sono fermata non tentando le 4 domande su cui avevo qualche dubbio, ma che con il senno di poi mi avrebbero fatto entrare.

  3. L’entrare a medicina era la mia unica alternativa.

    E questo mi ha portato a vivere, non solo il test, ma anche i mesi precedenti con troppo coinvolgimento emotivo che non mi ha fatto valutare oggettivamente la difficoltà del test in sede di esame.

Mi sono trovata così ad ottobre (quando ho appurato che anche se mi mancavano pochi punti per raggiungere il minimo di entrata, non sarei riuscita ad accedere) a cercare un’alternativa.

Ho così deciso di iscrivermi all’unica facoltà che aveva ancora le iscrizioni aperte, che poteva interessarmi e che mi permetteva di ripassare in un certo senso gli argomenti del test. La cosa migliore che potessi fare e che tuttora reputo la migliore possiate fare anche voi che state leggendo.

L’anno è passato talmente velocemente che finita la sessione estiva (circa metà luglio) ho ripreso in mano i libri.

Ho cominciato a ripassare tutto e a fare quiz di ogni genere con una “maturità“ notevolmente diversa, mi sono accorta che la logica di risoluzione dei problemi logici che l’anno prima mi sembrava cosi astrusa, in realtà era solo questione di allenamento.

Ogni tanto nell’attesa del grande giorno, mi facevo forza con le tue parole Sher, era come se capissi esattamente come mi sentivo. L’ansia, la voglia di farcela, la grinta, la paura… quel “centrifugato” di sentimenti a cui tu facevi ordine dentro di me.

Ricordo ancora l’immagine del minatore che arrivato quasi alla fine della galleria, che aveva con tanta fatica e sudore scavato, si fermava. Sapevo che non dovevo commettere nuovamente quell’errore, dovevo mettercela tutta e arrivare in fondo.

Arrivata al giorno della prova ero inaspettatamente serena, l’esperienza del test dell’anno precedente in qualche modo mi tranquillizzava e a questo si sommava la consapevolezza che se non fossi riuscita a superare la prova di ammissione, avrei avuto comunque una facoltà alternativa che, nonostante fosse un ripiego, mi aveva dato molte soddisfazioni.

La mattina del 3 ottobre mi sono vista in graduatoria, già assegnata alla mia prima preferenza.

Per favore, non ritirarti proprio quando sei vicino a realizzare il tuo obiettivo, non è mai troppo tardi e mai troppo presto.

“Quando insorgono degli ostacoli, puoi cambiare strategia per raggiungere i tuoi obiettivi.

Ma questo non deve farti cambiare la decisione di volerli raggiungere”.

Tu che stai leggendo: so che un giorno ne avrai bisogno…. ricorda le mie parole… 

insisti, resisti e conquista

solo per te stesso.

Con l’augurio che tu possa ottenere ciò che desideri.

Sarah

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Marianna

E’ da due ore che ormai leggo questo blog e ogni storia è meravigliosa!

Grazie mille ragazzi!

Marianna

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