STORIA TEST MEDICINA JAZMINA

Sher ma secondo te posso superare il test se non sono brava in Chimica?

Leggi la storia di Jazmina…

Sher ma secondo te posso superare il test al terzo tentativo?

Leggi la storia di Jazmina…

Sher ma secondo te è possibile studiare per il test, lavorare e praticare sport allo stesso tempo?

Leggi la storia di Jazmina…

Sher ma…

Leggi la storia di Jazmina…

Ancora una volta non ho parole per descrivere quanto qualcuno possa diventare fortissimo quando vede un fallimento per due volte.

Jazmina ha sfruttato ogni singola possibilità per migliorare.

Questa ragazza ha dimostrato ciò che dice Laird Hamilton, un famoso surfista:

siamo tutti uguali prima di un’onda.

E tu?

Come ti comporti quando sei di fronte ad un ostacolo?

Non hai molte scelte.

Molti fanno dell’ostacolo una scusa per non andare avanti e rimanere bloccati.

Jazmina invece ha fatto dell’ostacolo una opportunità per andare dall’altra parte dell’onda.

Fatta l’introduzione, lascio la parola a Jazmina, sperando ancora una volta di poterti dare una mano nell’affrontare le tue difficoltà.

Buona lettura!

STORIA TEST MEDICINA JAZMINA

Ciao ragazzi sono Jazmina!

Ho 21 anni e quest’anno ho passato il test di Medicina.

Cercherò di raccontare la mia storia nella speranza che possa essere di aiuto anche solo a uno di voi che là fuori ancora lotta per raggiungere il suo obiettivo.

Sono uscita dal liceo linguistico un paio di anni fa, ottima scuola per quanto riguarda le materie umanistiche, un disastro invece per le materie scientifiche.

Ribadisco un disastro, il mio livello di Matematica e Fisica sfiorava lo zero.

Per chimica invece avevo taaante lacune.

Cercherò di essere il più chiara possibile.

Il mio processo è stato lungo e travagliato.

Per farvi capire in poche righe com’è andato tutto:

1° anno: non ho provato davvero il test, avevo deciso che avrei preso un anno di stop dagli studi per viaggiare (e lavorare). Sono solo andata il giorno del test per capire come si svolgesse.

2° anno : 4 mesi e mezzo di preparazione e fallimento

3° anno: 5 mesi e mezzo di preparazione, assegnata nella mia prima scelta senza bisogno di alcun scorrimento.

Insomma, 3 anni molto molto duri.

A posteriori posso e voglio dirvi questo:

la difficoltà del test non sta solo nel vastissimo programma ministeriale, paradossalmente ci sono fattori la cui gestione è ancora più dura.

Ecco quindi le 4 cose alle quali dovete stare attenti:

1. Il giusto equilibrio tra quiz e teoria per il test di ammissione.

Ricordatevelo e stampatevelo in testa, si tratta di un TEST a scelta multipla, non della maturità, NON di un esame universitario.

Questo fa si che l’approccio alla studio debba essere diverso.

2. La gestione del ripasso per il test di ammissione.

Da dove si ripassa? Come? Quando?

Dipende ovviamente da quanto tempo si ha a disposizione prima del test.

Se sei dal secondo tentativo in avanti sicuramente il tuo tempo sarà più di un mesetto no?

Lo sai, e non serve che te lo dica io, che puoi metterci tutto l’impegno del mondo, ma se non riprendi in maniera strategica argomenti fatti due/tre mesi prima, condanni nozioni magari fondamentali a cadere nel dimenticatoio ed è chiaro che non te lo puoi permettere.

3. Strategia per il test di ammissione a Medicina.

Qual è la tua strategia di attacco il giorno del test?

Da cosa inizi?

Perché lasci Matematica e Fisica per ultime anche se sono il tuo punto forte?

Al test devi portarti a casa il maggior numero di punti “facili” nel minor tempo possibile.

Mesi di preparazione, di sacrifici e rinunce convergono tutti in 100 minuti di tempo in una stanza con dei cavolo di fogli svolazzanti e un foglio risposte.

La tua testa ha bisogno di serenità.

Passare al setaccio TUTTA la prova e prenderti TUTTI i quiz che sai di TUTTE le materie per poi tornare piano piano ai quesiti più difficili e lunghi ti porta in netto vantaggio rispetto a tutti gli altri che magari sono ancora bloccati ai quiz di logica.

Questo ovviamente è un esempio di strategia.

Ognuno ne avrà una sua in base a diversi fattori.

4. Le simulazioni per il test: un disastro!

Quando è il momento per fare simulazioni?

All’ultimo mio tentativo ho iniziato a fare simulazioni una decina di giorni prima.

Ha senso fare simulazioni quando non si è neanche a un quinto della preparazione?

Se hai decine e decine di argomenti in bianco e fai simulazioni che cosa stai simulando?

Se ti mancano tantissimi argomenti a cosa serve esaltarsi per un 70/90 o buttarsi giù per un 30/90?

Come dice Sher, che tu ci creda o no (e posso capirne i motivi):

la verità è che fare simulazioni quando si è ancora impreparati su tanti, troppi argomenti è una perdita di tempo.

Le simulazioni non sono uno specchio della tua preparazione.

Ti servono invece per affinare la tua strategia, per gestire il tempo e per imparare a usare il foglio risposte.

Non perdere 100 preziosi minuti dietro alle simulazione con 60 quiz random se sei indietro col programma, fai piuttosto 60 quiz di due/tre argomenti su cui sei carente.

Per le simulazioni vi consiglio di leggere questa guida:

SIMULAZIONE PER IL TEST: NON FARE.

Tornando alla mia storia…

Sappiamo bene che molti studenti non sanno già da subito cosa vogliono fare da grandi.

Per quanto riguarda me solo in quarta liceo ho capito cosa avrei davvero voluto studiare.

Ho sempre lavorato e fatto sport e non ho avuto la lungimiranza di mettermi a riempire le lacune che mi portavo dietro da tempo.

Se da una parte Biologia mi piaceva da matti ed era alla mia portata, chimica dall’altra era un ulteriore grande mistero.

Così è andata:

dopo la maturità sapevo avrei voluto qualche mese di tempo prima di ricominciare a studiare, soprattutto avendo scelto un percorso così lungo e per varie questioni mi era impossibile preparare seriamente il test di ammissione quella stessa estate.

Ho dato l’orale di maturità, ho dato la pratica della patente e ho aiutato i miei nel trasloco.

La famiglia si spostava da Milano verso la Liguria, non molto lontano da Genova.

Un posto bellissimo e con una facoltà di medicina che richiedeva un punteggio minimo di accesso ben più basso.

Not bad at all.

Avevo deciso di andare al test, seppure con il biglietto di partenza in tasca, per prendere dimestichezza con le procedure del test ed essere pronta l’anno dopo.

Quest’anno nella classe 98, parliamo dunque di persone che sono al secondo/terzo tentativo, c’è chi ha sbagliato a mettere le etichette, chi non ha firmato l’anagrafica e addirittura c’è chi è stato beccato col cellulare. Tutte queste cose, dalla più alla meno grave comportano l’annullamento della prova.

Sono partita e da settembre fino a metà aprile ho viaggiato, lavorato e conosciuto luoghi e persone.

Anche se non rimpiango la mia scelta di viaggiare non è andato tutto liscio come speravo.

In quei mesi sul web ho trovato il blog di Sher, e ho iniziato a cercare di capire come avrei affrontato lo studio una volta tornata.

Avevo grandi lacune in quasi tutta fisica, argomenti di mate, anatomia, chimica organica, probabilità…

In quei mesi di viaggio per il test ho fatto solo due cose,

1) Con alcuni libricini ho iniziato ad allenare logica

2) Ho fatto e capito alla grande tutta la nomenclatura inorganica grazie al corso Wikimica di Sher.

Anche se ho conosciuto Sher prima, solo nell’ultimo anno mi sono davvero affidata a lui tramite consulenza, lezioni private e al suo materiale come Wikibio e Wikimica.

Purtroppo solo a posteriori ho capito di aver sbagliato la mia strategia di attacco, e anche con tutta la buona volontà sono state le “piccole” cose a fregarmi.

Tornata a casa ho iniziato a preparare il test.

Vado velocemente avanti con la storia per poi tornare di nuovo indietro.

Studio aprile, maggio, giugno.

La preparazione procedeva bene, il tempo a disposizione lo avevo ma succede l’imprevedibile:

resto coinvolta in un brutto (brutto brutto) incidente stradale.

Come va a finire?

Un mese di ricovero, due operazioni, morfina, toradol e chi più ne ha più ne metta.

Sedia a rotelle, fissatori esterni, stampelle, dolori lancinanti.

Mi restavano poco più di 20 giorni al test, ma ero devastata fisicamente e mentalmente.

Biologia era fatta (mancavano pochi ,pochissimi argomenti)

Chimica inorganica era fatta e di organica avevo fatto solo la parte di nomenclatura.

Su Matematica e Fisica avevo messo toppe quasi ovunque ma c’erano comunque argomenti che padroneggiavo

Sono andata al test, risultato?

Non l’ho passato.

Serve che vi spieghi come mi sentissi?

Mi è venuto “comodo” nei mesi a venire giustificare ad amici e familiari il mio fallimento dando la colpa al mio incidente, ma solo in parte era vero.

Se non fosse avvenuto avrei avuto molto più tempo e più lucidità
mentale per finire il programma.

Ma la verità era che nonostante l’incidente avrei potuto essere ammessa, se solo avessi avuto una strategia vincente il giorno del test.

Nonostante non sapessi padroneggiare ogni argomento del programma ministeriale, il mio errore è stato il seguente.

NON HO RICONOSCIUTO DI AVERE DAVANTI UN TEST DIFFICILE.

Come un’idiota vedendo che non avevo risposto ad abbastanza domande sono entrata nel pallone e ho iniziato a sparare verso la fine tutti quei quiz su cui ero indecisa su due o su tre opzioni.

Che scema eh?

Purtroppo test selettivi come questo e come quello di professioni sanitarie funzionano così.

Un test difficile è un test in cui sbagliare è facile e i punteggi non solo si abbassano ma si avvicinano brutalmente uno all’altro.

Avere la consapevolezza di aver di fronte un test difficile o facile cambia le carte in tavola.

Non puoi sparare a caso, devi prenderti i tuoi punti sicuri e difenderli.

E questo riesci a farlo solo se hai una strategia efficace che deriva da uno studio basato su una pianificazione efficace.

Fallire dopo aver lottato con forza e passione, dopo tanti sacrifici e per quanto riguarda me anche dopo tanto sconvolgimento fisico (luglio studiavo in ospedale, mi ero perfino attaccata la tavola periodica ai piedi del letto d’ospedale per memorizzarla) è stato un pugno in faccia.

Ero al tappeto, ma passate alcune settimane e migliorate anche le mie condizioni fisiche sapevo una cosa:

io ci avrei riprovato.

Essere scartati al test di ammissione ha molte implicazioni, la delusione personale, la paura per il futuro, la vergogna sociale…

Ma la verità era che nessuna di queste cose era più grande della mia voglia di essere ammessa e di diventare medico.

So cosa voglio essere e cosa voglio fare, il percorso per diventare il medico che sogno è lungo, quasi infinito visto da qui, quindi dimmi tu, che cos’è un anno in più?

Mi sono guardata per bene allo specchio e ho detto a me stessa che era inutile piangersi addosso (anche perché le lacrime le avevo già versate tutte).

Non avevo scelta se non quella di rimboccarmi le maniche.

Mi sono iscritta al corso di biotecnologie a Genova, non perché lo considerassi il mio piano B ma perché visto il programma del primo anno mi sembrava il migliore per prepararmi al test di quest’anno

Il materiale che ho usato è il seguente.

Per i quiz: Artquiz Studio.

Secondo me è il miglior libro in circolazione

Non tutti i quesiti sono commentati, ma sono impostati in maniera da farti vedere un argomento da più angolature.

Spesso mi sono accorta che davo per capito un concetto e poi al quiz dopo cascavo come una pera sullo stesso.

Questo mi ha molto aiutato nel corso della mia preparazione.

Non è un libro perfetto, lungi dall’esserlo, ma comunque si tratta di materiale molto valido. Per i quiz ho usato solo questo.

Per lo studio teorico dirvi il materiale usato è già più complicato poiché ho usato libri del liceo, materiale universitario, internet, materiale di Sher, ecc… ecc…

Biologia: Wikibio di Sher e Lisa.

In realtà avevo studiato da Wikibio già l’anno prima, anche se non avevo passato il test, per quanto riguarda Biologia avevo fatto 16 quiz su 18 lasciandone due in bianco.

Chimica: ho usato un libro universitario di cui non farò nome perché secondo me se usato male rischia di fare più danni che altro.

Man mano mi studiavo la teoria e finito un argomento a lezione andavo a vedermi tale argomento su Artquiz.

Chimica da sempre un mistero per me è diventata una materia tutt’altro che ostica, anzi è diventata in poco tempo il mio secondo cavallo di battaglia.

Per quanto riguarda chimica inorganica il corso universitario mi è stato utile tutto (tranne qualcosa su elettrochimica troppo approfondita), invece per chimica organica la situazione era un po’ diversa.

Le conoscenze che richiedeva il corso erano troppo approfondite rispetto alla richiesta del programma ministeriale per il mio test.

Su questo mi ha fatto ragionare Sher.

Avrei rischiato di perdere tempo prezioso dietro argomenti lunghi e complessi che in QUEL momento non mi servivano.

Lo stesso discorso valeva per materie come istologia e anatomia.

Quindi cosa ho fatto?

Ho comunque seguito le lezioni, preso appunti e fatto domande, ma ho lasciato perdere esami che anche se convalidabili a medicina mi avrebbero fatto “perdere tempo” ad apprendere nozioni che al test non erano richieste.

In sostanza, è inutile che conosci la desmogleina, la desmocollina, la desmoplakina se non sai dire al volo che tipo di giunzione è il desmosoma.

Questo non vuol dire che le lezioni siano inutili, io ho frequentato praticamente tutto sfruttando al massimo i professori per i chiarimenti.

Matematica e Fisica: ho fatto tutti i quiz di Artquiz.

Ho iniziato proprio dai quiz e andando alla teoria quando necessario.

Per matematica ho usato libri del liceo e il canale youtube di Elia Bombardelli, che molti di voi conosceranno.

Per fisica volevo seguire il corso in uni ma il professore era andato diretto agli esercizi, passando velocissimo su argomenti chiave per il test, quindi ho lasciato stare.

Fisica l’ho studiata per ultima facendomi aiutare da Sher tramite lezioni private.

Cultura Generale: molti amici, più grandi o più piccoli, si sono disperati alla notizia dell’aumento del numero di quiz di cultura generale.

Io invece ero felicissima e la vedevo come una possibilità in più di essere ammessa quest’anno.

Ecco i 2 motivi per cui ero contenta!

1) Per una ragione personale: il mio livello di informazione me lo permetteva. Ho sempre cercato di restare al passo con l’attualità italiana ed estera e in quanto a costituzione e cittadinanza era ferrata in partenza.

2) Per Logica: perché la terribile (per me) sezione di logica si riduceva alla metà e questo voleva dire più tempo! Più tempo per ragionare con calma su tutto, per svolgere i calcoli, per controllarli. Ero felicissima!

Cultura generale o lo sai o non la sai, non ti fa perdere tempo.

Per una volta quei maledetti cervelloni del liceo scientifico non avevano un vantaggio su di me.

Negli ultimi due mesi ho approfondito tramite teoria e quiz i seguenti argomenti: Europa, istituzioni europee e capitali, ONU e organizzazioni ONU (in particolare nomi delle organizzazioni e sedi) Costituzione (i primi 12 articoli praticamente a memoria e lettura integrale).

In due mesi, prendendola come lettura e non come studio su insistenza del buon vecchio papà, ho usato il “Bignamino di Storia contemporanea” di A. Bussotti che mi ha permesso di portarmi a casa ben 3 punti in quanto sono riuscita a rispondere alla domanda sulla rivoluzione iraniana e sulla crisi dei missili di cuba.

Ovviamente mi sono permessa di approfondire cultura generale perché il tempo che avevo me lo permetteva, ma non crediate che vi abbia speso così tanto tempo.

Avevo ingaggiato amici e familiari per mettermi costantemente alla prova con date, capitali e nomi.

I miei amici più stretti l’avevano presa bene e a caso se ne uscivano con “Jaz, capitale della Slovenia?”.

Li ringrazio ancora e in più, ci sentiamo tutti un po’ meno ignoranti ora…

Logica: con fatica, sudore e una buona dose di lacrime in quasi tutti i mesi della mia preparazione mi sono dedicata alla sezione di logica di artquiz, cercando di toccare tutti le tipologie di esercizi.

Purtroppo non ci sono trucchi per logica.

Bisogna perseverare e sbatterci la testa, cercando di farne il più possibile durante tutta la preparazione.

Non ha senso secondo me concentrarla in una determinata fase della vostra preparazione, bisogna tirarsela dietro durante tutto il processo.

Logica matematica è stata senza dubbio una delle parti che più mi ha fatto penare.

Seppur frequentassi le lezioni di biotec. dall’inizio, lo studio per il test vero e proprio è iniziato a Marzo.

Da Marzo ad Agosto ho fatto quiz su quiz, andando alla teoria quando necessario.

Ho fatto i 13 mila quiz di Artquiz riguardando, a eccezione di Logica, TUTTO almeno una volta.

Penso che una grande differenza l’abbia fatta proprio il ripasso dei quiz.

A metà Luglio avevo finito quasi tutto il programma (mi restava fuori una parte di fisica e parte di cultura generale) e nel mese e mezzo restante ho rifatto tutti i quiz (il ripasso di tutte le materie era attentamente programmato, 20 giorni circa di programma militare)

Quando sbagliavo qualcosa andavo a dare un occhio alla teoria, ma praticamente solo con biologia.

Come mi aveva detto Sher nella Consulenza, per Chimica, Fisica e Matematica il mio ripasso è stato quasi esclusivamente sui quiz per sfruttare al massimo Artquiz Studio.

Riguardare i quiz con intelligenza vuol dire non correre subito a guardare se la risposta da noi indicata è quella giusta.

Vuol dire pensare con precisione al perché le altre quattro opzioni siano sbagliate.

Questo vuol dire sfruttare al massimo i quiz, “dico che A è corretta, ma dico anche perché B, C, D, E sono sbagliate

Quest’anno mi sono presa un sacco di punti con Biologia (nonostante fosse davvero molto difficile) perché sono riuscita a scartare le opzioni palesemente sbagliate, ragionando con “calma” sulle opzioni rimanenti.

Il periodo Marzo-Agosto era attentamente programmato.

Ho fatto una consulenza con Sher per impostare lo studio in maniera efficace.

Mi è stato estremamente utile, perché avevo un piano di studio e delle scadenze da rispettare.

Sappiate che quando ho iniziato a studiare per il test non era ancora uscita la variazione rispetto alle domande di cultura generale e comunque siamo riusciti ad inserire tutto nel mio piano di studi.

Tutto ciò andando a lezione tutti i giorni, lavorando nei weekend e allenandomi.

Non dico di programmare la singola giornata di studio, nel senso “devo fare da pagine 445 a 500” il giorno X perché ne uscite pazzi dopo due giorni quando vi accorgete di aver fatto la metà di quello che vi siete prefissati.

Ma vi assicuro che dire a voi stessi “tra un mese chiudo chimica e me la tengo fresca ripassando un paio di argomenti alla volta” dà una notevole carica.

Nei precedenti 5 giorni al test ho preso il formulario di mate/fisica, il formulario di chimica e la tavola periodica e le ho (ri)ripetute fino alla nausea.

Ho ripetuto in quegli ultimi giorni, le costanti (0.0821 con unità di misura del S.I. nessuno mai me lo toglierà dalla testa) le ossa, i muscoli e gli ormoni.

Ripetuto a macchinetta, perché si, anche la memoria a breve termine può essere sfruttata.

IMPARATE LA TAVOLA PERIODICA A MEMORIA!!!

Grazie a Wikimica ho capito che sapere la tavola periodica a memoria porta solo ed esclusivamente vantaggi.

Io sapevo snocciolare a memoria il blocco s, p, il quarto periodo e 4/5 altri elementi.

Arriva il fatidico giorno, i nervi mi assistono e non mi giocano nessun brutto scherzo.

Quando ho ricevuto il plico ancora chiuso, l’ho guardato e ho letteralmente pensato “non mi fai paura, ora ti divoro”.

Mesi e mesi di preparazione per quel momento.

Pensate che abbia aperto il plico e che abbia trovato solo quiz che sapevo svolgere?

Assolutamente no.

Era pieno zeppo di quiz difficili, lunghi e ingannevoli.

Un quiz difficile, per chi non ha una strategia vuol dire “crisi di nervi”.

Ma perché devi entrare in paranoia se anche tutti gli altri hanno un quiz difficile davanti?

Ricordo che i primi quiz che ho letto non li sapevo, ma ero pronta a una tale evenienza, me l’ero ripetuta fino alla morte.

NON ENTRARE IN PARANOIA, QUIZ DIFFICILE PER TE, QUIZ DIFFICILE PER TUTTI, SANGUE
FREDDO.

Sono stata in grado di mantenere la calma e la concentrazione.

Piano piano, quiz dopo quiz mi sono avvicinata al mio obiettivo (dovevo riuscire ad arrivare a 43-45 circa quiz giusti, anche se a causa della difficoltà della prova ne ho fatti di meno).

Ho passato al setaccio tutta la prova, prima biologia, chimica e cultura (i mie cavalli di battaglia), poi mate fisica e infine logica.

Mi sono presa tutti i punti possibili e solo dopo sono tornata indietro per svolgere i calcoli più lunghi e difficili.

Proprio perché sapevo bene di avere davanti un test difficile, non ho risposto a caso a niente, ho messo solo quello di cui ero sicura.

Un mese dopo scoprivo di essere risultata assegnata senza necessità di scorrimenti.

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Surf Storia Medicina Jazmina GRADUATORIA

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Questa è la mia storia.

Il processo è stato più lungo e più duro del previsto.

Diciamolo fuori dai denti:

ci sono state settimane pesantissime.

Ho faticato come una bestia, mi sono incazzata con questo assurdo sistema di selezione, con me stessa, ho iniziato a odiare quel maledetto Artquiz Studio che era diventato la mia ombra.

Per non parlare di quell’enorme punto interrogativo che era l’esito del test.

Dopo mesi e mesi di preparazione lo sconforto arriva, si fa sentire forte e chiaro e cerca di buttarti giù.

Non mollare mai, mai.

Pensa a un quiz alla volta, ad un argomento alla volta e affronta quello.

Il risultato poi arriva, i mesi di preparazione corretta, con un metodo giusto e con una pianificazione intelligente, daranno il loro frutto.

Ci sono tre cose che mi hanno aiutato davvero molto:

1) Avevo una compagna di sventura, che come me stava riprovando il test. Abbiamo studiato insieme, fatto quiz insieme, ripetuto insieme. Avere qualcuno nella mia situazione è stato ossigeno puro. Quando una mollava, ci pensava l’altra a incoraggiare. Se hai la possibilità di studiare con qualcuno sfruttala, perché il carico emotivo si alleggerisce. Entrambe siamo entrate nella nostra prima scelta.

2) MNEMOTECNICHE. Ne avevo a decine, per tantissime cose. Esempio più lampante? Tavola periodica! Se la conoscevo tutta era perché mi ero costruita frasi di impatto per ricordarla
I gruppo: Linacherubacosefredde
II gruppo: Bere magma causa surriscaldamento basta ragionare
III gruppo: basta alzare il gallo in tiro

Memotecniche everywhere, utilissime.

3) MEMO CARDS. Se sono riuscita a memorizzare tanti termini, definizioni, ormoni, muscoli, ossa, date, premi Nobel… è stato proprio grazie a loro. Sono state fondamentali per allenare la memoria a lungo termine e per darmi sicurezza durante tutto il processo di preparazione. Sapevo di andar avanti col mio programma di studio senza star dimenticando nozioni fondamentali

Cosa sono le memo cards?

Si tratta di pezzi di carta (tipo post-it, ma senza la parte adesiva) in cui sul fronte scrivi (faccio esempi) “Edema” mentre sul retro scrivi “accumulo di liquido interstiziale nei tessuti…”, o sul fronte “unità d’italia” e sul retro “1861”.

Insomma domanda sul fronte e risposta sul retro.

Man mano che studi o fai quiz si forma una pila di queste memo cards, a fine sessione di studio le prendi.

Inizi (puoi decidere tu se partire dal fronte o dal retro, io facevo un segno sul fronte per distinguerlo) leggendo edema sul fronte, se dai la definizione giusta la metti da parte e vai alla seguente, altrimenti la metti in una seconda pila destinata a essere ripetuta, avrai due pile, quelle alle quali hai risposto correttamente e quelle invece che hai sbagliato, devi andare avanti finché non ti si sarà formata una sola pila.

Le mie erano divise per materie, ovviamente siccome studiavo biologia dall’inizio era lei la materia di cui ne avevo di più , ma anche le memo cards di chimica e cultura generale erano tante.

Le ho usate per tutto: definizioni, concetti, formule, mi facevo da sola domande a trabocchetto. Ne avevo tantissime.

Quando ero stufa di fare quiz ne prendevo un po’ e le facevo.

Sono state utilissime, e quando al test sono apparse quelle due o tre domande che avevo scritto sulle mie memo cards a casa , che avevo ripetuto e ripetuto magari settimane prima, mi è sfuggito un sorrisetto pieno di soddisfazione.

Sono state utili perché mi sono servite a non fare cadere nel vuoto concetti trovati nei quiz di mesi e mesi prima, poiché mi permettevano un veloce e random ripasso più o meno periodico.

Cos’altro posso dirvi?

Non mollate.

La parte difficile della preparazione (se sei al secondo tentativo o più) è la lunghezza, mesi e mesi in cui devi trattare più di 5 materie.

Sembra non finire mai.

Bisogna reggere a livello psicologico.

E per farlo bisogna avere un piano di lavoro adeguato!

Non torturatevi, prendetevi giornate di pausa.

Io pratico surf e quando arrivavano le mareggiate, mandavo a quel paese quell’odioso Artquiz studio e me ne restavo ad ammollo in acqua per ore con le mie amate onde.

Surf Storia Medicina Jazmina

Abbiate cura del vostro corpo, soprattutto nell’ultimo mese, perché è necessario evitare il febbrone da stress dell’ultimo minuto.

Personalmente siccome nell’ultimo periodo ho fatto molta meno attività fisica del normale sono stata ancora più attenta all’alimentazione.

Ho sottoposto il mio povero corpo e cervello a notevole stress, il minimo che potessi fare era dargli una mano mangiando attentamente.

Non trascurate questo fattore.

Io ho finito.

Ragazzi coraggio, provateci ancora.

Se è il vostro sogno non mollate.

Ne vale sempre la pena!

Credeteci fino alla fine.

Vi abbraccio e buona fortuna

Jazmina

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Sheryaar
Sheryaar

26 anni. Fisioterapista e studio Economia. Dal 2014 mi occupo della preparazione al test di ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie tramite consulenza, lezioni private, guide e corsi.

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