test di ammissione e il ruolo del genitore

Il rapporto genitori e figli è un tema estremamente delicato.

Immaginiamoci ora lo sviluppo di questo rapporto durante il periodo di preparazione al test: periodo stressante e forte emotivamente soprattutto per lo studente.

Se sei un genitore sappi che con questa guida non cerco il tuo consenso.

Non mi aspetto che tu sia d’accordo con me in tutto da subito.

Più si diventa grandi e più i nostri pregiudizi, modi di pensare e di agire diventano difficili da cambiare.

Ma se siamo d’accordo che i figli vanno aiutati ed accompagnati, e siamo anche d’accordo che vorremmo vedere i nostri figli felici e sereni, ti assicuro che il contenuto di questa guida sarà l’unica cosa che ti servirà per aiutare tuo figlio o tua figlia efficacemente in vista del test di ammissione.

Andiamo per gradi…

Tutto ciò che ho pubblicato su questo Blog è dedicato 100% a studenti che vogliono sostenere il test di Medicina e Prof. Sanitarie.

Troverai su questo Blog 3 macro categorie di articoli:

→ Guide dettagliate sulla preparazione delle varie materie e sui comportamenti sbagliati nella preparazione;

→ Guide sul materiale veramente valido;

Storie reali di studenti (link) che hanno superato il test a partire da zero.

Però è sempre mancato un piccolo angolo dedicato ai genitori.

Ho realizzato, grazie all’esperienza di centinaia di studenti che ho seguito e preparato individualmente negli ultimi 5/6 anni, che fosse necessario dare una guida al genitore che vede il proprio figlio affrontare lo studio per il test.

Infatti, spesso mi capita di:

Ricevere nelle consulenze non solo studenti ma anche genitori;

→ Dover chiarire dubbi di genitori su come i figli devono prepararsi al test;

→ Vedere genitori che, pur volendo aiutare i figli con buonissima volontà, fanno scelte che danneggiano la preparazione dello studente (a sua volta inconsapevole).

E non solo!

Mi è capitato anche di vedere, in diverse occasioni sui social, genitori presi in giro perché hanno peccato di chiedere informazioni per i figli.

Ah, e un’altra cosa!

Mi meraviglia anche il fatto che nelle storie di centinaia di studenti che ho seguito nessuno parli dei propri genitori e del loro ruolo (positivo o negativo) in maniera approfondita.

E il risultato generale è questo:

spesso la preparazione risente negativamente del ruolo del genitore.

Continua a leggere e capirai il perché…

Quindi se sei un genitore di uno studente che si sta preparando al test di Medicina o Professioni Sanitarie questa guida è dedicata tutta a te.

(Sei uno studente? Beh, dovresti assolutamente far leggere questa guida ai tuoi genitori o genitori dei tuoi amici)

Partiamo dal principio!

Perché nasce questa guida?

Nel lontano 2016 avevo chiesto a studenti della mia Community di compilare un modulo. Ecco la richiesta che avevo fatto:

__ ___ __ ___ __ ____ ___ _ ___

Ciao! 🙂

Il ruolo dei genitori per uno studente che affronta il test è molto importante.

Mi è capitato più di una volta durante gli ultimi anni di dover parlare con i genitori per i loro figli che sosterranno il test, e ti dico che non è stato facile.

Purtroppo la relazione “genitore – figlio/a” non tiene conto del fatto che il figlio o la figlia abbia già raggiunto una certa età.
E’ nella natura del genitore voler aiutare i propri figli, a prescindere dal suo comportamento, dalla sua età e dai suo obiettivi.

Ci sono passato e so che questa relazione influenza molto la preparazione e quindi anche il risultato di chi affronta il test, sia in senso positivo che negativo.

Vuoi aiutarmi ad aiutare i genitori?

Ecco le domanda alle quali potresti rispondere:

Quali consigli vorresti dare ai genitori che vogliono aiutare i propri figli?
Ci sono situazioni particolari in cui ti sei trovato durante la tua preparazione?
Cosa dovrebbero e cosa non dovrebbero fare i genitori mentre lo studente si prepara?

Scrivi tutto quello che ti viene in mente senza problemi. Il questionario è anonimo e mi servirà per creare una guida per i genitori che vogliono aiutare i propri figli a superare questo test. Cercherò di scrivere una guida toccando i punti più salienti e utili.

Grazie 😉

Un abbraccio!

Sher

__ ___ __ ___ __ ____ ___ _ ___

Tantissimi studenti hanno risposto e ho raccolto tutte le loro risposte basate sulla loro esperienza in un file .pdf che trovi dal seguente link:

file .pdf con le risposte (link).

Fermo!

Ti consiglio di leggere le risposte presenti nel file con calma dopo che hai letto questa guida.

Essendo risposte anonime troverai tutto:

sfoghi, consigli, lamentale, osservazioni, ecc…

Invece, in questa guida, cerco di dirti tutto ciò che ti serve in maniera ordinata e diplomatica sperando di aiutare direttamente te (genitore) e indirettamente lo studente.

Test di Medicina e il ruolo del genitore nella preparazione

test di ammissione e il ruolo del genitore

– – – – – – – – – – – – – – –

Permettimi di specificare 2 cose:

→ 1) Ti chiedo scusa. Come detto prima, questa guida era sospesa da 5 anni. Meglio tardi che mai.

L’esperienza di questi 5 anni ha fatto sì che questa guida diventerà, molto probabilmente, la più utile e unica nel suo genere.

→  2) In questa guida non porto solo il mio ruolo da figlio, studente, insegnante e consulente, ma anche il ruolo da genitore.

Quindi se ti dico che ti posso capire, vuol dire che ti posso capire.

Anch’io, molto probabilmente, vorrei il bene di mia figlia tanto quanto te. 

Il problema è però questo…

voler bene non significa automaticamente che tutte le nostre azioni siano finalizzate a delle conseguenze buone. 

Attenzione: il fatto che delle azioni hanno delle conseguenze non è poi così immediato per tutti, soprattutto per genitori spinti principalmente dalle emozioni nell’aiutare i figli.

Capirai quindi che il voler bene non risulta solo un atto di puro pensiero ma diventa anche un atto di responsabilità.

Mi dispiace ma questa cosa va ribadita per il bene dello studente.

(Lo capirai meglio quando leggerai le risposte degli studenti dal file di cui ti ho messo il link precedentemente).

Detto questo, ecco cosa ci diremo in questa guida.

Suddividerò la guida in 4 parti per spiegarti tutto senza confusione e cercando di esserti utile.

Parte 1. Nella prima parte parleremo del tuo ruolo da genitore appena prima dell’inizio della preparazione al test di tuo figlio.

Parte 2.  Nella seconda parte parleremo del tuo ruolo durante la preparazione.

Parte 3. Nella terza parte voglio parlarti del tuo ruolo nella fase appena prima del test.

Parte 4.  Nella quarta parte andremo a vedere il tuo ruolo durante il giorno del test e dopo il test.

Ti spiegherò non solo cosa dovrai fare e cosa NON dovrai fare ma con questa guida capirai anche un’altra cosa importante:

in base a ciascuna fase della sua preparazione:

→  come dovrebbe agire lo studente

 → di cosa ha bisogno a livello di preparazione

→  e soprattutto cosa sta vivendo a livello psicologico ed emotivo.

Partiamo!

Parte 1. Prima dell’inizio della preparazione

Uno studente che si prepara per il test ha bisogno, materialmente parlando, di un po’ di soldini per acquistare libri e materiale per il test.

E ti posso assicurare che la maggior parte degli studenti, quindi probabilmente anche tuo figlio, comprano il materiale più comune senza valutare l’effettiva utilità.

E spesso sono proprio i genitori a fare il primo passo nella scelta del materiale comparando lo stesso libro che ha usato il nipote, il figlio del collega, l’idraulico e il cane del vicino di casa.

Quindi mi raccomando: niente scelta a caso sul materiale.

In questa fase l’unico contributo che puoi fare per aiutare nel concreto è leggere (e far leggere a tuo figlio) la mia guida contenenti i libri per il test e le storie di studenti che hanno sperato il test.

Ecco i due link:

libri per prepararsi al test ⟶

storie di studenti ⟶ 

La guida aiuterà tua figlia o tuo figlio a capire quali sono i libri che bastano per la preparazione e soprattutto per creare la convinzione per cui passare il test non richiede 10 libri diversi per una stessa materia ma ne basta uno e usarlo in maniera efficace.

Le storie di studenti serviranno invece a capire che la Grande Guida è veramente utile e quali sono gli errori da non fare.

Non pretendo che lo studente inizi a fare ciò che dico io, ma intanto, deve sapere dove sta la verità:

prendere 4 libri diversi consigliati dallo studente di Medicina su Youtube/Instagram non lo renderà più preparato.

Molta gente quando ti consiglia qualcosa non si prende la responsabilità dei propri consigli e, se da genitore (ma anche da studente) non sai veramente di cosa hai bisogno, partirai male e finirai male.

Purtroppo la fase di euforia iniziale porta a scegliere strumenti sbagliati e creare un sistema di credenze sbagliate.

Mi raccomando:

non ha solo bisogno del tuo contributo economico ma anche di un tuo parere (oggettivo) per capire di quale materiale ha bisogno.

Se avrà scelto qualche strumento sbagliato perché questo strumento è stato raccomandato dagli amici, e si accorge che non funziona, non avrà alcuna frizione a livello psicologico nel dirsi: 

sì, ho speso 400 euro per un corso, però non mi aiuta, quindi devo rivalutare i miei strumenti di studio, anche se ho buttato nel nulla 400 euro.

QUESTO E’ MOLTO IMPORTANTE.

Il motivo per cui ti sto chiedendo di prestare attenzione a queste cose è il seguente:

mi capita di ricevere studenti nelle consulenze che pur sapendo di aver scelto uno strumento sbagliato (libro, corso o altro) continuano ad usarlo per non sentirsi in colpa nei confronti dei propri genitori.

E questi studenti è la terza o quarta volta che fanno il test perché, non passando il test alla prima volta, inizia un circolo vizioso che rincara sempre la dose di errori e pregiudizi.

Ne parlo meglio qua:

Test Medicina 2020: superarlo al 1° tentativo. Storia di Chiara ⟶

La storia di Chiara riassume molto bene cosa succede quando uno studente è convinto di avere materiale giusto per la preparazione ma il risultato poi dice il contrario.

RIASSUNTO PARTE 1

Contributo economico sì, ma anche una costante presenza nella scelta del materiale. Come?

Facendo leggere la guida: libri per prepararsi al test ⟶

Facendo leggere le storie: storie di studenti ⟶

Attenzione al sistema di credenze e pregiudizi dovuti alla scelta del materiale (esempio: se il cugino o il figlio dell’amico ha usato questo libro per passare il test allora ci riuscirò anch’io).

Parte 2. Durante la preparazione

La preparazione per il test di ammissione a Medicina e tutta l’area sanitaria richiede conoscenze molto precise di diverse materie.

Quindi è probabile che lo studente che si prepara per il test debba affrontare materie che prima non aveva affrontato.

Alcuni studenti vivono la fase di preparazione con tanta rabbia dovuta al fatto che devono studiare materie che effettivamente odiano da sempre.

E’ il caso, ad esempio, di Matematica e Fisica.

In tutto questo l’unica cosa che verrà sempre incontro allo studente è una pianificazione dettagliata.

Non è facile parlare del tuo ruolo in questa fase perché ogni studente si comporterà soggettivamente e avrà bisogni differenti.

Ecco quindi alcune cose a cui bisognerebbe prestare attenzione.

1. Essere presenti.

Vedrai un giorno tuo figlio diventare Medico, Fisioterapista, Infermiere, ecc… 

E penso che per un genitore non ci sia soddisfazione migliore se non quella di immaginare proprio figlio che aiuta qualcuno a star bene e a star meglio.

Sto scrivendo questa durante la situazione pandemica dovuta al COVID:

il ruolo del Medico e Professioni Sanitarie è, è stato e rimarrà fondamentale.

Ho molti conflitti personali con il mondo della Medicina, della ricerca medica e della storia medica, ma una cosa che NON può essere negata è questa:

Medicina (e tutte le prof. sanitarie) sono la massima espressione di aiuto fisico e spirituale.

Tornando al discorso del test:

la cosa più importante che puoi fare è essere sempre presente nel momento di bisogno.

Attenzione: ho scritto essere sempre PRESENTE NEL MOMENTO di bisogno.

Ed è diverso dall’ESSERE SEMPRE PRESENTE.

Se sei sempre presente e basta, sappi che anche i muri di casa sono sempre presenti. Anche il cielo è sempre presente, ad esempio.

Devi essere quasi assente in generale e presente quando c’è bisogno.

Lo so, è difficile, ma è di questo che hanno bisogno i nostri figli. 

Quindi per “essere presente” si può intendere:

→ Ascoltare senza dare pareri. Ascoltare e basta

→ Parlare di tutto: non specificatamente della preparazione al test

→ Aiutare economicamente nell’acquisto di materiali

MA NON SOLO…

Essere presenti si traduce anche in fare tutto ciò che può rendere le sue ore di studio di massima qualità.

Mi è capitato di trovarmi a lezione studenti che erano infastiditi da:

vicini di casa con musica a volume alto;

il cane che abbaiava;

la televisione accesa ad alto volume;

situazioni famigliari strane dovute a scelte di vita di genitori.

NON SONO COSE SCONTATE.

Quindi fai in modo che le sue ore di studio siano di qualità e se qualcosa non va nella sua preparazione, possibilmente, non sia per colpa tua.

Andiamo al punto successivo.

2. Essere assenti

In genere fare qualcosa è molto facile, quando ce n’è bisogno, ma sapere cosa e quando NON FARE qualcosa, secondo me, definisce la maturità di qualsiasi rapporto.

Ci sono momenti in cui uno studente vuole vivere la solitudine e vuole bersi tutta la frustrazione da solo:

è normale e vuol dire che sta maturando l’idea che è difficile studiare per il test (101% vero).

La tua presenza costante potrebbe rendere tutto più difficile se il vostro rapporto non si base su un minimo di amicizia.

Io posso capirlo:

essere genitori e amici a volte non è facile.

Questo può essere dovuto alla differenza di età e di idee, ma ti assicuro che l’ascolto, anche se non porta soluzioni ad un problema specifico, risolve molte cose, soprattutto le distanze.

Un genitore non vuole mai vedere proprio figlio star male. Ti capisco.

Ma sappi che tuo figlio è grande ormai. Sbaglierà, e DEVE sbagliare.

Ma la tua sua fortuna sarà avere te al suo fianco in ogni momento difficile in modo tale che da ogni errore possa imparare qualcosa e possa andare avanti nel percorso.

Non sostengo la teoria per cui “per migliorare bisogna sbagliare o dagli errori si impara” perché il focus spesso va sull’errore. 

Sbagliando si impara a sbagliare. Punto.

E’ correggendo l’errore che si impara.

Tornando a noi:

finché le cose vanno bene, siamo tutti bravi.

E’ quando si inizia a crollare che voglio vedere come reagisce il vostro rapporto.

Quindi se sta gestendo i suoi problemi da solo è arrivato anche il momento di non tenergli la manina.

Lascia andare.

Se avrà bisogno saprà che ci sei.

3. Parlare

La cosa più pericolosa per uno studente sono le scuse.

Le scuse del tipo:

→ Non ho tempo per studiare

→ Non riesco a studiare in casa

→ Non riesco a concentrarmi perché mio fratello intanto gioca

→ Non riesco a studiare d’estate perché la famiglia è in vacanza e io a studiare

Ecc…

Queste scuse, fondate o non, sono legate ad un ecosistema in cui anche il genitore svolge un ruolo importante.

Quindi parlatene!

Chiedigli di cosa potrebbe aver bisogno o se puoi fare qualcosa per migliorare l’ambiente (persone comprese) che gli circonda.

Forse non riuscirai a fare qualcosa di concreto nell’atto pratico ma, come detto prima, anche solo parlarne aiuta.

4. Riconoscere la difficoltà di una preparazione al test

Chi non ha idea di cosa significa studiare per il test, spesso, immagina che sia tutto solo una questione di studio.

E quindi il classico modo, sbagliatissimo, di incoraggiare, è questo:

ma sì! Cosa vuoi che sia!

Devi solo studiare.

Al test arriva gente con 3 lauree o gente che fa il test da 4 anni.

Che sia un questione di “solo studiare” è quasi ovvio, ma il “solo studiare” è la vera questione.

Sappi che chi si prepara al test, generalmente, sa a cosa va incontro.

E se anche tu te ne renderai conto, cioè che tuo figlio si sta preparando per un test dove dovrà dimostrare tutte le sue conoscenze di 5 materie diverse tramite delle “semplici crocette”, eviterai di dire mega cavolate che potrebbero solo peggiorare la situazione.

Ricordati:

per uno studente, che ha davanti una grande mole di materiale da studiare ogni distrazione è una scusa buona per non studiare.

Funzioniamo così, purtroppo.

Quindi, sapendo che prepararsi per il test non è facile, evita di esprimerti su cose che non conosci direttamente.

Tu sei un genitore, che eventualmente ne ha viste tante e quindi vedi i problemi con un’ottica differente rispetto alla sua. 

E su questo penso che sarai d’accordo con me.

Questo, però, non ti giustifica nel dare sentenze sulla difficoltà o facilità del test.

Il caro Einstein diceva:

ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido.

Spero di aver reso l’idea.

RIASSUNTO PARTE 2

Aiutare lo studente è un gioco di equilibrio.

Essere presenti è fondamentale. Mi raccomando: senza essere troppo invadenti.

Bisogna riconoscere momenti in cui lo studente vuole essere lasciato solo. Come genitore non devi preoccuparti: è capace di cavarsela autonomamente.

Un rapporto sano si crea sulla fiducia e per evitare incomprensioni la soluzione è solo una: parlare.

La preparazione per il test di ammissione è molto, molto, molto stressante e difficile.

A prescindere dal risultato al test, una preparazione fatta bene è già un grande traguardo. Riconoscere le difficoltà di una preparazione per un test così selettivo ti aiuterà a comprendere meglio lo stato d’animo e i comportamenti dello studente. 

RIASSUNTO DEL RIASSUNTO CHE NON VORRESTI MA DEVI LEGGERE:

se non vuoi fare un minimo di fatica a comprendere e aiutare lo studente in un momento così importante e stressante è meglio che eviti di fare mosse strane per fare il protagonista. Alla fine dei conti sarà sempre lo studente a perderci, non tu.

Parte 3. Fine preparazione – Prima del test

Il mese finale prima del test, ad esempio per il test delle Università Pubbliche dal 10 Agosto in poi, è il periodo che deciderà l’atteggiamento di tuo figlio al test stesso.

In questo mese lo studente inizia a farsi due conti e si chiede, ed esempio:

→ Cosa ho studiato?

→ Cosa mi manca da studiare?

→ Cosa mi ricordo?

→ Ripasso o continuo a studiare?

→ Faccio tanti quiz o faccio la teoria?

E tante altre domande…

Se non avrà già una pianificazione dettagliata da qua fino al test due sono le cose che succederanno:

(ERRORE) Acquisterà corsi intensivi inutili per avere la bacchetta magica al test.

(ORRORE) Inizierà ad agire a caso e crollerà a causa dello stress dovuto allo studio, al caldo e all’impossibilità di potersi permettere una vacanza senza sensi di colpa.

Il risultato del test lo si decide proprio nel mese di Agosto.

Quindi cosa puoi fare, tu, ad Agosto?

Niente.

Dal punto di vista pratico nulla. 

Perché la preparazione ormai è terminata. E se sta ancora studiando, addirittura aumentando le ore di studio, ti assicuro è nella merda.

Non si arriva mai, e poi mai, a studiare ad Agosto. Tranne casi veramente eccezionali.

Ad Agosto si lavora sul ripasso ed altre 2/3 cose.

Quindi se in pratica non puoi aiutarlo più di tanto, puoi sempre cercare di assicurare un ambiente tranquillo, un rapporto sano e soprattutto niente domande del tipo:

Come va con la preparazione? (Ti odierà)

Ti senti pronto? (Ti odierà ancora)

Hai finito? (Ti odierà per sempre)

Pensi di poterlo passare? (Ti vorrà uccidere)

Come vedi, a volte, non è fare qualcosa che aiuta, ma è proprio il non fare qualcosa che aiuta.

Se tuo figlio o tua figlia ha fatto la consulenza con me obbligalo/a a scrivermi verso Agosto per un confronto e per capire cosa fare in questo ultimo periodo. 

RIASSUNTO PARTE 3

Evita domande sulla preparazione.

Se sei genitore di uno studente che ho seguito tramite consulenza fatevi risentire per fare il punto della situazione e per parlare della strategia.

Parte 4. Il giorno del test e dopo il test

Come detto precedentemente: il giorno del test lo studente starà proprio come ha vissuto la preparazione nei mesi precedenti al test.

Se avrà seguito una preparazione pianificata, con un buon metodo e poi una strategia efficace per affrontare il test, il giorno del test sarà solo un giorno di formalità. 

Se invece tuo figlio ha avuto una preparazione casuale, mi dispiace anticipartelo, il test andrà male e non c’è nulla che tu possa fare in questo ultimo periodo.

Ecco alcune cose che vanno fatte nei confronti dello studente il giorno del test.

Prima del test di ammissione:

→ Accompagnalo.

Se non avete un buon rapporto, fai in modo che qualcuno lo accompagni (nonno, nonna, zia, amica, ecc…). E’ probabile che ti dirà che non ha bisogno di qualcuno che lo accompagni, ma cerca di farlo. Il giorno del test l’unica cosa a cui deve pensare è sostenere il test. Nient’altro. Non deve quindi avere la preoccupazione che deve prendere il treno, il bus, ecc…

→ Incoraggialo.

E’ l’unico momento in cui avrà bisogno di incoraggiamento. Abbraccialo. Digli che gli vuoi bene e sei con lui. Digli che sai che può farcela. Digli che ha tutte le carte in gioco in regola. Digli che sei consapevole e fiero della sua preparazione per l’impegno e tempo che ci ha investito. Molti miei studenti che hanno sostenuto il test ne hanno sentito la mancanza. La mancanza di qualcuno che fosse lì fuori a fare il tifo per loro.

Dopo il test di ammissione:

→ Dopo il test è finita. Non ha più senso chiedersi com’è andata. Accompagnalo a casa e lascia che possa riposare.

→ Dopo il test finalmente inizia la fase in cui il peso delle preparazione inizia a scaricarsi e molti studenti preferiscono chiudersi in stanza e godersi la libertà.

E’ normale!

Non significa assolutamente che il test sia andato male.

Capita che alcuni studenti abbiano addirittura la febbre dopo il test. E’ normalissimo. Si chiama febbre psicogena.

Riposo e buona alimentazione risolvono tutto.

→ Se sei genitore di uno studente che ha fatto una consulenza con me e soprattutto se lui ha seguito il corso TESTKO ricordagli di lasciarmi un vocale con le prime impressioni e cosa pensa di aver combinato. Lui saprà cosa deve dirmi e io so bene di cosa ha bisogno di sentirsi dire.

→ Come sempre: ascoltalo e basta. Se vorrà e se avrà da raccontarti qualcosa lo farà.

E anche con questa quarta parte ho finito di darti tutto quello che potevo.

RIASSUNTO PARTE 4

Accompagnare e incoraggiare in questo ultimo momento aiuterà lo studente a tranquillizzarsi.

Se ha avuto una preparazione efficace, a prescindere dal risultato del test, appena inizierà ad affrontare i quiz del test tutte le ansie e preoccupazioni svaniranno.

Devi essere presente e creare solo vibrazioni positive.

Puoi accompagnarlo, preparargli la colazione, incoraggiarlo, ecc…

Fai in modo che possa arrivare al test leggero d’animo e senza preoccupazioni che non siano il test.

L’unica cosa importante che lo studente deve fare, se ha effettuato una consulenza con me, è scrivermi subito dopo il test con le sue impressioni.

Ancora due parole e poi giuro che ho finito!

Penso che il nostro lavoro da genitori non sia prendersi meriti ma di essere i pali che aiutano nostri figli a stare sempre in piedi, soprattutto in momenti difficili. 

Questo è come la penso io e non mi aspetto che tu sia d’accordo con me.

Indubbiamente, essere genitore non è un ruolo facile, però, con il cuore in mano ti chiedo solo una cosa:

abbi fiducia di tuo figlio.

Lascia che possa volare come il vento.

Lascia che possa esprimersi senza pregiudizi.

Lascia che possa avanzare consapevole che se avrà bisogno tu ci sarai. E per farlo devi fare un passo indietro.

Anzi, forse due passi indietro. 

Ti prometto che ce la farà!

Un abbraccio!

Sheryaar

Sheryaar
Sheryaar

26 anni. Fisioterapista e studio Economia. Dal 2014 mi occupo della preparazione al test di ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie tramite consulenza, lezioni private, guide e corsi.

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Angela
Angela
1 mese fa

Da genitore non posso che ringraziarti e farti i miei complimenti. Mi figlia (Chiara) ha fatto una consulenza con te e ha superato il test l’anno scorso. Ogni volta che parliamo del test mi ricorda quanto tu sia stata fondamentale nella sua preparazione. Hai lasciato un segno! Grazie Sher e anche per la guida! Sicuramente condividerò con un’amica che è la mamma di un ragazzo che farà il test! Grazie ancora!

Angela

Reb
Reb
1 mese fa

Sher non sai quanto mi ha fatto bene leggere questa guida.. I miei genitori sono separati e le cose non vanno sempre per il verso giusto.. E hai ragione quando dici che spesso è meglio fare un passo indietro. Non so se passerò il test quest’anno perché tra maturità e il rapporto con i miei non ho potuto dare il massimo, ma ci sto comunque provando. L’anno prossimo se sarà necessario mi affiderò alla tua consulenza (una mia amica fa lezioni con te e mi ha parlato molto bene del tuo lavoro).. Grazie per sostenerci e grazie per pensare anche… Leggi di più

Mirta
Mirta
1 mese fa

Da quanto ho capito tu hai una figlia Sher. Sono veramente contenta che ci siano ancora ragazzi come te pensano alla genitorialità in maniera così sana.

Io e mio marito facciamo di tutto per aiutare nostra figlia ma non tutto va sempre alla grande. Leggendo quello che hai scritto ho trovato spunti interessanti e spero di migliorare.

E sicuramente verso Agosto le dirò (obbligherò ) di scriverti siccome vi siete già sentiti per la consulenza.

Ottimo lavoro Sheryaar, un abbraccio

Enzo
Enzo
1 mese fa

Ciao Sher!

Ormai sono diversi anni che non ci siamo più sentiti. Anch’io avevo risposto al tuo sondaggio!

Condivido pienamente questa guida e tutti i consigli.

Grande Sher! Sono contento che stai ancora aiutando ragazzi a superare il test.

Enzo

Maddy
Maddy
1 mese fa

Grazie mille Sher per questa mega guida.

Per caso il corso TESTKO è disponibile anche per studenti che non hanno fatto una consulenza? Ho visto diversi feedback sul tuo corso solo che mi risulta impossibile accederci. Inoltre mi sembra di capire che non fai più consulenze per quest’anno ma solo per l’anno prossimo.

Ho terminato la preparazione e vorrei poter sfruttare ogni tua risorsa per arrivare al test pronta.

Aspetto una tua risposta.

Anonimo
Anonimo
1 mese fa

Grande Sher… Grazie per il tuo tempo e per tutto il lavoro che fai. Si vede che ci tieni tanto. Mi sto trovando benissimo con il tuo corso wkimica e ti assicuro che partivo da meno venti in chimica. Fatto strabenissimo… Grazie grazie grazie

Marika
Marika
1 mese fa

Ciao caro Sheryaar,

ti seguo ormai da 2 anni e non puoi avere idea di quanto mi hai aiutato anche se non ci siamo mai sentiti. La mia storia è molto particolare motivo per cui non mi è possibile, almeno per adesso, chiederti aiuto direttamente. Ma ricordati che stai facendo un bellissimo lavoro e non smettere mai di farlo. Questa guida contiene informazioni che ogni genitore dovrebbe avere e sono d’accordo con te sul fatto che non tutti capiranno il significato di “aiutare i figli” da subito.

Ti auguro tanto bene Sher,

un abbraccione

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