Penso che nessuna DEBBA per forza credere in noi.

Io, tu, e tutti coloro che ci circondano, andranno, nel bene o nel male, comunque avanti.

Cosa voglio dire?

Voglio dire che storia del “nessuno crede in me”, ad un certo punto, non ha alcun senso.

Ad una certo punto penso che si debba percorrere felicemente e con coraggio la strada che pensiamo sia la nostra.

Avere persone attorno a noi che ci danno stimoli positivi e ci indirizzano nella vita è sicuramente un fattore che ci aiuta molto, ma non è una garanzia.

Ci saranno sicuramente dei momenti in cui ti troverai a fare i conti con la realtà senza l’aiuto di qualcuno.

Ed è proprio lì che voglio vederti.

Vederti camminare con il volto che trasmette forza, coraggio, determinazione e la voglia di raggiungere il traguardo senza necessità alcuna di supporto.

Voglio vederti dare il tuo massimo anche quando hai mille paure e dubbi.

Come se tu avessi la motivazione dentro di te.

Che da dentro la tua essenza ti spinga a dare di più.

Proprio come un leone che decide quando cacciare la gazzella perché ha fame.

E non come una gazzella che non può decidere di fermarsi:

se si ferma, è morta.

In questo post sul Blog voglio presentarti una delle migliori studentesse che ho seguito per la preparazione al test di ammissione.

Dunque, il punto è questo: Deborah non doveva passare il test.

E soprattutto non avrebbe dovuto fare ciò che ha fatto della sua vita.

Perché?

Perché i giudizi altrui avevano un’influenza così importante che Deborah non riusciva a credere nelle sue capacità.

Ma ce l’ha fatta.

Come?

Te lo dirà lei stessa.

Lascio la parola a Deborah!

Buona lettura!

p.s.: se vuoi leggere tutte le storie pubblicate sul blog, clicca qua.

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Vuoi superare il test di Medicina? Non mollare mai. La storia di Deborah

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Ciao ragazzi, eccomi!

Mi chiamo Deborah e da quest’anno sarò una studentessa di medicina.

La mia storia è rivolta soprattutto a tutte quelle persone che, come me, sin da piccole sono state sommerse di rimproveri in merito al loro comportamento, al loro profitto scolastico, al loro modo di esporsi, al loro modo di studiare, e che man mano si sono convinte di non essere capaci di far nulla solo perché ciò gli veniva costantemente ripetuto.

Con questa lettera voglio dirvi che non siete ciò che gli altri vi fanno credere di essere, dovete avere fiducia in voi stessi, sempre.

Vi assicuro che riuscirete a raggiungere qualunque obiettivo.

Affermo questo perché sono la prova vivente che si può riuscire a diventare quello che si vuole, se lo si crede fermamente.

Ero la più discola della classe sin dalle elementari, per non perdere la mia “fama”, ho perseverato alle medie, per poi raggiungere l’apice alle superiori, dove nel febbraio della 1° superiore mi resi conto di aver portato a casa non una pagella, bensì l’estratto di un rotolo di carta igienica.

Tutte insufficienze ragazzi, non poteva esistere una pagella peggiore, non potevo fare di peggio.

D’altronde mi ero proprio impegnata per raggiungere quel risultato, i miei genitori esasperati non sapevano se uccidermi o accettare rassegnati la probabile bocciatura cercando di porvi rimedio, fortunatamente optarono per la seconda soluzione.

Conclusione: tre debiti da recuperare, matematica, latino ed inglese; “rincuorata” per non essere stata bocciata, imparai la lezione e per i successivi 4 anni cercai di raggiungere il mitico 6 (che per me valeva come un 10).

E cosi fu! 

Nonostante il mio scarso interesse per tutto ciò che concerneva l’istruzione, un pomeriggio mentre ripetevo biologia alla signora del doposcuola, mi accorsi di ricordare tutto, ricevendo anche i complimenti.

Non diedi peso a quelle parole e pensai solo che fosse stato un caso.

Ancora non capivo che fare il medico sarebbe diventato il mio sogno, eppure all’età di 16 anni durante la pausa pranzo, quella poverina di mia madre era costretta a sorbirsi gli interventi di chirurgia plastica trasmessi dal programma Dr. 90210.

In 5° liceo iniziai a pensare al mio futuro: ero indecisa fra giurisprudenza e moda (idee chiare!).

Un bel giorno le mie amiche mi dissero che avrebbero tentato i test d’accesso alle professioni sanitarie e allora pensai:

 “Ma si dai, proviamo!” 

(ancora non avevo la benché minima idea di quello che sarei voluta diventare).

Già che c’ero provai anche il test di medicina.

Conclusione: non superai nessuno dei due test e mi iscrissi a Scienze Biologiche.

Da quel momento iniziò la mia metamorfosi, cominciai a seguire con entusiasmo le lezioni, iniziai ad avere voglia di scoprire il misterioso mondo della biologia e fu in quel momento che capii di aver scelto casualmente la strada giusta.

L’anno successivo riprovai i test, e con quel poco che avevo immagazzinato, riuscii a superare solo quello per professioni sanitarie, entrando al CdS di Tecniche di laboratorio biomedico (beh si! Esiste anche questo corso di laurea e vi assicuro che è fantastico).

Per i primi due anni di corso, la passione per la professione del medico riaffiorava solo di tanto in tanto: non tentai più i test d’accesso. 

Ci avevo rinunciato!

Ma un giorno, mentre frequentavo il tirocinio di Anatomia Patologica, nel vedere il mio professore che campionava un colon ed una cistifellea, anche se emozionata pensai ai limiti della mia futura professione e il mio pensiero divenne triste considerando che, invece c’era molto di più da conoscere; avevo voglia di andare oltre, e fu in quell’istante che presi la mia decisione:

farò il medico, costi quel che costi!

Era esattamente il mese di febbraio e fra tirocinio, lezioni, studio per le ultime materie, riuscii, non so come, ad organizzare anche lo studio per il test di medicina, era un conto alla rovescia.

A luglio non appena finite tutte le materie del mio corso di laurea, iniziai a studiare a più non posso per il test. 

Arrivato il fatidico giorno, presi il plico con la consapevolezza di chi si sta giocando tutto in 100 minuti (sbagliatissimo!).

Conclusione: non entrai a medicina e l’unica cosa che mi giocai fu il cervello.

Invece di vanificare gli sforzi in più direzioni avrei dovuto riposarmi un po’ e ricominciare a studiare con calma, dopo la laurea, tanto avrei avuto un anno a disposizione per prepararmi.

Cari amici, la conseguenza fu una mente avvolta da pensieri catastrofici, credevo di aver perso il mio unico treno, pensavo di essere ormai troppo grande per iniziare una carriera da medico, avevo perso la fiducia in me stessa, tanto da non ritenermi capace di essere in grado di superare il maledetto test.

Tentai, presa dalla rabbia del giorno dopo, avendo metabolizzato di non aver superato l’ennesima prova, di concentrarmi nello studio sia per il completamento del mio corso di laurea, sia per il mio progetto futuro, alternando simulazioni di test di medicina a capitoli della mia tesi.

Conclusione: a metà novembre ebbi un crollo sia fisico, che mentale.

Dedicai le mie “ultime forze” solo alla laurea ed il 24 Novembre 2017 ebbi la mia prima soddisfazione professionale.

Da quel momento in poi, capii che avrei dovuto guardare tutto con un’ottica diversa, creandomi altre strade, avrei dovuto pensare ad un piano alternativo al test e che il mancato superamento di quest’ultimo non mi avrebbe dovuto rattristare più di tanto.

Avevo anche pensato di raggiungere la mia migliore amica in Inghilterra e lavorare lì come tecnico di laboratorio.

A gennaio ricominciai a studiare con molta calma e soprattutto con una mentalità differente rispetto a quella dell’anno prima, ebbi anche i miei momenti di sconforto durante la preparazione, ed è proprio in questi momenti che ripensavo fermamente all’obiettivo da raggiungere.

Non avendo mai studiato matematica e fisica, pur essendomi diplomata in un liceo scientifico, decisi di iniziare da lì, avendo 9 mesi a disposizione ho potuto farlo.

Si è vero, nel test ci sono solo 8 domande di matematica e fisica, ma se possiamo accumulare punteggio anche con queste, perché non farlo?!

Non ho studiato un’enciclopedia sulla fisica: ho studiato solo il minimo indispensabile per riuscire a svolgere gli esercizi più gettonati, ad esempio il moto rettilineo uniforme e quello uniformemente accelerato (vi serviranno anche per la logica), il lavoro, l’energia cinetica e potenziale e soprattutto le resistenze ed i condensatori (questi ultimi escono spesso ed una volta memorizzate le formule vi renderete conto della loro estrema facilità, dovete saperle per forza).

Beh, io ora parlo con aria saccente, come se la fisica fosse il mio pane quotidiano (minchiate!), ma non avrei mai capito questi concetti senza Sher, infatti, grazie al suo aiuto tramite lezioni private sono riuscita a comprendere in poco tempo le regole per svolgere gli esercizi in maniera veloce e prudente (questo è ciò che conta).

Anche in chimica abbiamo svolto un ottimo lavoro: credo che solo Sher riesca a spiegare il concetto di reagente limitante paragonandolo alle ruote dell’auto, ora penserete “ma che cazzo c’entra?”, ebbene si, lui l’ha fatto.

La chimica è molto importante, e insieme alla biologia, rappresenta la maggior parte delle domande di ambito scientifico, per cui se avete poco tempo a disposizione concentratevi su questa e sulla biologia.

Studiatele bene!

Non appena completate un capitolo di teoria, esercitatevi nella pratica riferita a quell’argomento (io ho utilizzato Artquiz studio e mi sono trovata molto bene).

Inoltre per chi come me stava entrando in depressione perché non ricordava la nomenclatura o non capiva come si formano quei cavolo di acidi, oppure per chi non ricorda i nomi degli ioni ed i numeri di ossidazione, c’è la soluzione: iscrivetevi a Wikimica, ribattezzato da me come “Wikimicia” (avevo letto male e quando ho detto a Sher di aver acquistato “Wikimicia”, non potete immaginare le prese per il culo).

Riuscirete a capire tutto, ve lo garantisco.

Per non parlare della parte di nomenclatura organica, avete presente tutte quelle linee a zig zag dei composti da nominare? 

Il mio cervello si era sempre rifiutato di capire anche solo cosa fossero, mentre Sher con molta pazienza è riuscito nell’ardua impresa e finalmente riuscii a capire.

Ovviamente il mio “tutto è importante” è riferito strettamente al contenuto del programma ministeriale, infatti la prima cosa da fare non appena decidete di sostenere il test di medicina, sarà quella di stampare il programma e seguirlo fedelmente, senza però approfondire troppo i concetti, tanto li approfondirete negli esercizi; ogni volta che troverete una nuova informazione in merito ad un argomento, scrivetela in un foglio!

Io avevo creato una pagina word dove man mano aggiungevo i concetti che incontravo, (questo vale per tutte le materie).

Sono convinta che se uno legge 100 parole alla fine ne ricorderà solo 20, se ne legge 20 ne ricorderà solo 4, perciò meglio abbondare che scarseggiare, specialmente se si ha tanto tempo a disposizione.

Per la biologia sinceramente non saprei cosa consigliarvi dato che da anno in anno il livello di conoscenza richiesto varia, ci sono stati anni in cui è bastata una conoscenza generica dell’argomento, altri (come quest’anno) in cui si è richiesta una conoscenza più approfondita.

Quindi sicuramente il mio consiglio è quello di studiare tutto quello che c’è nel programma in maniera generale e se vi resta del tempo approfondite.

Ma a prescindere dal tempo che avete a disposizione, ci sono degli argomenti che dovete conoscere benissimo, come:

– Mitosi e meiosi

– Duplicazione, trascrizione e traduzione

– Funzione dei vari organelli

– Differenze tra eucarioti e procarioti

In questo momento mi tornano in mente solo questi, ma se andate su internet troverete gli argomenti più richiesti, ecco, almeno quelli dovete saperli.

Passiamo ora alla logica. 

La logica è stata sempre il mio punto debole, la mia testa si era sempre rifiutata di capirla, chiedevo disperatamente consigli alle persone che c’erano passate prima di me, ricevendo sempre la solita risposta: è tutta una questione di pratica.

Questo è vero solo in parte, perché prima di tutto dovete conoscere le regole che stanno alla base dell’esercizio.

Non risolvete gli esercizi seguendo l’istinto, perché il giorno del test il vostro istinto potrebbe convincervi che 2 per 2 faccia 6, quindi non fidatevi!

Esistono delle regole ben precise per svolgere gli esercizi di logica, imparatele!

Nonostante la mia convinzione al 100% che non avrei mai capito la logica, compresi i concetti basilari, fu tutta una questione di pratica e di allenamento mentale.

Mi presentai così al nuovo test dicendo tra me e me:

come va, va!

Ed ora eccomi qui, a stressarvi con la mia storia.

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Il consiglio che posso darvi, e mi rivolgo specialmente ai ragazzi che provano il test da anni, è: 

NON DOVETE MOLLARE, CAZZO! MAI!

Se quest’anno non è andata bene, rivalutate il vostro approccio al test e il vostro metodo di studio. 

Impegnatevi veramente!

Credete veramente in voi stessi e ce la farete, perché non è impossibile.

Se ce l’ho fatta io che non sono un pozzo di scienza, ce la potete fare anche voi.

Spero che questo mio monologo vi sia d’aiuto.

Vi auguro un grosso in bocca al lupo e mi raccomando:

VOI CE LA POTETE FARE!

Deborah

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Andrew

Ciao Deborah e ciao Sher!

Non sapete quanto mi ci sono ritrovato in questa storia. Anch’io, che ora ho 29 anni, e finalmente so cosa voglio fare, mi sono fatto influenzare da chi mi circondava.

Proprio qualche giorno fa pensavo se avesse senso iniziare a studiare Medicina alla mia età, ma con questa storia mi avete dato una speranza in più!

GRAZIE RAGAZZI.

Sher, continua così e non smettere mai di portarci queste storie, stai facendo un lavoro di qualità nettamente superiore agli altri.

Continua così!

Chiara
Ospite
Chiara

Sei stata BRAVISSIMA Deborah, anch’io farò il test l’anno prossimo e stavo pensando di fare lezione di chimica con Sher.. ti ricordi quante lezioni avete fatto in totale? Grazie

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