test di medicina 2016
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Il test di Medicina 2016 ha suscitato molte polemiche inutili. Ma è la prima volta che capita?
 
No. E’ così ogni anno!
 
Non mi è mai interessato parlare di graduatorie, punteggi minimi, ricorsi, irregolarità e tutto ciò che circonda il periodo che viene dopo il test di Medicina o Professioni Sanitarie, e non è mia intenzione farlo in questo articolo.
 
Questi sono argomenti preferiti di chi scrive articoli perché viene pagato per farlo: titoli accattivanti, senza contenuto, continue ripetizioni e spam senza dignità.
 
Ho creato le migliori guide su come prepararsi per il test, su quali errori non fare nella preparazione, su come affrontare il test e, assieme agli studenti stessi che vogliono passare il test, abbiamo dato vita alla più efficace community Facebook dedicata alla preparazione per il test.
 
In tutto questo però mi sono dimenticato di trasmettere una cosa importante che il test di Medicina 2016 ha sottolineato come nessun altro test degli anni precedenti.
 
Una lezione.
 
Una lezione che vale non solo per il test ma per qualsiasi obiettivo della vita.
 
Il bello sai qual è?

 

Che durante la mia preparazione per il test ho inconsapevolmente fatto riferimento a questo insegnamento come se fosse la cosa più naturale al mondo, senza quindi esprimerlo direttamente e in modo univoco e chiaro.

Era la primissima volta che Cambridge Assessment, nel 2013, si prendeva l’impegno di creare i quiz per il test di Medicina.

Mi ricordo ancora benissimo quando, in quella gigantesca aula dell’Università degli studi di Milano, mi trovai di fronte ad una tipologia di quiz mai visti prima.

E chi si era mai preparato per i quiz di quel tipo? Eppure…

 
Ed è proprio dal 2013 che molte associazioni profit, non profit e pseudo-non profit, corsi, gruppi Facebook, e personaggi che, forse, hanno passato il test strisciando sui ripescaggi, sbucano fuori dal nulla, proponendo materiale creato apposta per affrontare i quiz stile Cambridge.
 
Il test di Medicina 2016 invece ha sorpreso tutti: niente Cambridge, quindi niente quiz chilometrici di Logica e nozioni di base per le altre materie.
 
In meno di un’ora dalla fine del test mi trovavo con circa un centinaio di messaggi in privato e posts sui vari gruppi
 
Eccone alcuni:
 
“Il test era una cazzata! Il punteggio minimo sarà più di 70! Sicuro.”
 
“Sì ma cazzo, non è possibile che ci chiedono stronzate del genere! Le sa anche mio fratello che fa la prima elementare…”
 
“Senza la tua guida e la strategia non avrei mai potuto fare 50 quiz ad occhi chiusi. Le buone basi hanno dato il loro frutto.”
 
“Mi sono ammazzata per un anno intero sui libri a studiare tutto e di più di Biologia e Chimica, e al test cosa chiedono? Ma vaff…”
 
Insomma, messaggi pieni di rabbia, delusione e sorprese. Come ogni anno. Nulla di nuovo.
 
Di fronte ad un successo o un fallimento ognuno ha una reazione personale che dipende semplicemente da due principali variabili: impegno e aspettative.
 
In seguito al test di Medicina 2016 c’è chi, come studente, ha deciso di aderire a qualche ricorso collettivo, chi di mettersi l’anima in pace e prepararsi per il test 2017, e chi, come corso dedicato alla preparazione al test, per scemare l’inefficacia della modalità di preparazione proposta, ha preferito il silenzio più totale, e chi per mostrarsi l’eroe e difensore dei diritti degli studenti, ha inviato letterine al MIUR con la richiesta di poter scrivere i quiz per il test.
 
Nel 2013 con l’entrata del Cambridge la situazione era la seguente: il test è troppo difficile, oltre al livello di studi della scuola superiore. Non va bene.
 
Nel 2016 invece con l’uscita del Cambridge: il test è troppo facile e non permette una selezione efficace perché non si può discriminare chi è più bravo di un altro. Non va bene.

Iniziamo dal dire che questa storia del “eh ma immagino che tipo medico sarà colui che è stato ammesso passando un test come quello del 2016″ è la cavolata più grande dopo “il test di Medicina 2013/2014/2015 era un test difficile”, perché a prescindere dal test, nemmeno il corso di Medicina stesso partorisce sempre buoni medici.

Per essere un buon medico (o qualsiasi altra figura sanitaria o non) ci sono diversi fattori come la passione, la vocazione, la motivazione, una retribuzione economica, le aspettative, la generosità e l’empatia.
 
C’è un semplice fatto che bisogna accettare: per studiare Medicina in Italia, adesso come adesso, c’è un test di ammissione, e bisogna superarlo.
La contraddizione più grande sono gli studenti stessi che ritengono il test non meritocratico, ma si iscrivono per sostenerlo in tutti gli atenei possibili tra quelli privati e pubblici.
 
Quindi Sher, dannazione! Dimmi cosa ci ha insegnato sto test 2016!
 
Il test di Medicina 2016 insegna una cosa semplice ma molto, e davvero molto profonda: non puoi scendere in campo, dove hai davanti più di 50 000 concorrenti, con una preparazione parziale rispetto a ciò che ti è richiesto dal bando di concorso.
 
Devi essere pronto su TUTTI I FRONTI.
 
TUTTI I FRONTI.
 
No, non hai capito: devi essere capace, pronto e preparato su TUTTI I FRONTI.
 
Se nella graduatoria del test di Medicina 2016 c’erano circa 10 000 studenti che hanno fatto più di 62 punti (circa), significa che questi 10 000 studenti effettivamente avevano una preparazione a 360° delle varie materie previste dal bando.
 
Se non hai passato il test e stai pensando a eh ma loro hanno studiato solo due mesetti sui libri del Betatest, Gammatest, Martquiz… o al fatto che loro hanno fatto lo scientifico e io solo una scuola professionale, non posso aiutarti. Nessuno può aiutarti. 
 
Perché?
 
Perché TU non vuoi aiutarti.
 
Se hai deciso di prepararti parzialmente, bene, avrai sicuramente i tuoi motivi, ad esempio il tempo a disposizione, ma non chiedere miracoli se poi il punteggio minimo è di 70 punti.
 
Puoi trovarti tutte le motivazioni per giustificare il tuo/loro risultato, ma il fatto sta che chi ha spaccato il muro che si frappone tra lui e il suo obiettivo con più di 62 punti al test era più preparato di te rispetto agli argomenti del bando pubblicato dal MIUR .
 
Secondo J. Belfort, l’unica cosa che si frappone tra te e il tuo obiettivo è quella stronzata di storia che racconti a te stesso sul motivo per cui l’obiettivo non si può raggiungere.
 
Liberati dalle idee false, tue o quelle che ti vengono inculcate da chiunque, e datti da fare per il tuo prossimo obiettivo scegliendo un percorso di preparazione razionale e basato sulle tue esigenze.
 
Qua trovi un articolo interessante: come prepararsi partendo da ZERO!
Ciò di cui hai bisogno veramente lo sai tu in primis, dalla preparazione teorica a quella psicologica. Individua ciò che ti serve!

 

E se una volta individuato il bisogno non riesci ad ottenerlo, non elemosinare, chiedi a chi è veramente esperto nel campo e valuta.

 
Sii razionale ed abbi fiducia in te.
 
Che sia il test di Medicina o un qualsiasi obiettivo nella vita, fai in modo che se qualcuno pensa di avere più carte in gioco rispetto a te, tu ne abbia sempre una in più fino alla fine della partita.
 
E per quanto riguarda il test nello specifico, conosco qualcuno che si è già messo sotto a lavorare già dall’anno sorso per essere pronto su tutti i fronti.
 
Sarai il migliore in Biologia? Lui ti batterà anche in Chimica.
Sarai la migliore in Chimica? Lui vi batterà anche in Fisica.
Sarai il migliore in Fisica? Lui vi batterà anche in Matematica.
 
E molto probabilmente tu non studierai cultura generale, forse neanche lui, ma sono sicuro che chi vi batterà anche su questo fronte, sarà quello che era attento mentre il docente di storia spiegava la prima guerra mondiale e tu eri quello/a che stava in classe solo per fare presenza.
 
Come sarà il test 2017? Cambridge? Facile? Difficile?
 
Non lo sappiamo. Non ti è dato sapere. Non ti serve sapere. Nessuno può saperlo.

 

Lo saprai solo una volta che ce lo avrai davanti.

 
Vuoi trionfare? Impara dal test di Medicina 2016 e preparati su tutti i fronti, non importa quale sia il tuo obiettivo.
 
Non so quando raggiungerai tale obiettivo, ma una cosa di cui io sono assolutamente convinto è che tu ce la farai, perché la migliore preparazione porta sempre a migliori risultati. PUNTO.
 
Un abbraccio.
 
Sheryaar

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