test ammissione logopedia
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Eh ma io non ho più 18 anni per provare il test di ammissione…

Non ci riuscirò mai a superare il test…

I miei parenti dicono che non ce la farò mai ad entrare…

Mio zio medico dice che entrano solo i raccomandati superano il test…

Non ho fatto le materie scientifiche a scuola che ci sono al test…

Posso capire.

Molto probabilmente tutte le scuse del mondo che ci inventiamo per non inseguire i sogni è perché non ci piace avere a che fare con percorsi difficili.

Invece dall’altra parte c’è sempre qualcuno veramente sfigato:

non ha tempo, non ha risorse, non ha la capacità, non ha persone che credano nei suoi sogni, eppure!

Eppure, a distanza di qualche anno, questo sfigato ha superato uno dei test di ammissione più selettivi, e noi siamo ancora qua a inventarci tutte le migliori scuse per giustificare la nostra perdita.

E che perdita!

Una lotta persa prima di lottare.

Molto probabilmente questo non è il miglior modo per iniziare la presentazione di una storia come quella che leggerai tra poco, però è veramente doloroso vedere ragazzi che non provano neanche ad inseguire i propri sogni.

Infatti dopo il test, ogni anno, mi ritrovo sempre con due tipi di studenti:

  1. Chi non ha passato il test di ammissione e dice che non lo farà mai più perché non è capace.

  2. Chi non si è neanche presentato al test perché aveva paura e pensava di non esserne all’altezza.

Non è assolutamente nel mio intento incolpare questi studenti, ma se tu (sì, tu) che leggi le mie parole e rientri nel gruppo di persone che hanno paura e dubbi sulle proprie capacità, ti faccio una domanda:

se ce l’ha fatta Caterina, perché non potresti farcela tu?

Caterina è una delle persone più motivate e determinate che abbia mai visto.

In pochi mesi di preparazione ha spinto se stessa oltre, molto oltre, i propri limiti.

Ed è sempre una grande soddisfazione seguire studenti come lei che sono disposti a fare di tutto per trovare la propria migliore versione.

Lascio la parola a Caterina!

Sperando, ancora una volta, che tu possa credere nel tuo Nobile sogno.

Un abbraccio,

Sheryaar

p.s.: se questa storia ti aiuterà in qualche modo, lascia un commento in fondo a questo post. E’ un piacere leggere i vostri feedback! Ci aiutano a migliorare!

test ammissione logopedia

Test ammissione Logopedia: storia di Caterina.

Eccomi!

Ciao ragazzi!

Sono Caterina, ho 31 anni, e quest’anno ho passato il test di Logopedia!

(Continuo a dirlo e scriverlo perché sinceramente non mi sembra ancora vero!)

Sono mamma di due bimbi di 2 e 4 anni, ho una laurea umanistica alle spalle e ho uno studio di logopedia nel quale finalmente potrò lavorare attivamente anche io.

Come molti studenti, uscita dalle superiori non sapevo quale sarebbe stato il mio percorso.

Avevo fatto un Liceo Linguistico perché ho sempre odiato le materie scientifiche mentre sono sempre stata portata per imparare nuove lingue forse anche grazie al fatto che ho vissuto in Messico e ho fatto lì le elementari.

Mia madre, logopedista, mi aveva detto di iscrivermi a Logopedia, ma c’erano troppi “ma” e “però” nel mezzo:

troppa strada, troppo difficile entrare, test d’ingresso su materie che io avevo fatto a malapena e con scarsissimi risultati, il non interesse in generale verso un ambito di cui non conoscevo praticamente nulla.

E così decisi di iscrivermi ad un corso di laurea che non mi piaceva ma che pensavo potesse alla fine portarmi a qualcosa.

Errore madornale.

Dopo essermi laureata e non trovando lavoro decisi di iniziare ad andare in ufficio da mia madre per aiutarla con alcuni bimbi che avevano bisogno di potenziamento per quanto riguardava lo studio e le difficoltà di apprendimento: e li mi si aprì un mondo.

Feci dei corsi e dei master per poter lavorare con loro e così pensavo che sarei andata avanti.

Altro grande errore.

Nel mentre a 25 anni mi sposai, a 27 arrivò il primo bimbo e a 29 il secondo.

Mia madre si trasferì, mi lasciò lo studio e dovetti rimboccare le maniche e trovare delle logopediste e psicologhe che potessero fare il lavoro al posto mio.

Fu in quel momento, nel momento in cui vidi quei bimbi, le loro difficoltà e la gioia che si aveva ad ogni loro progresso che iniziò a maturare dentro di me la voglia di fare altro, di diventare logopedista.

Ed è da qui che inizio tutto.

Dico che ho tentato due volte il test perché in realtà è così, anche se realmente l’ho fatto tre volte.

La prima volta ero incinta del mio secondo (sarebbe nato due settimane dopo, non vi dico come sono arrivata alla sede del test), e ovviamente non avevo studiato ma solo guardato in maniera veloce le cose e non avevo capito ovviamente nulla del programma.

La seconda volta mi misi invece a prendere lezioni di chimica a partire da Novembre; avevo capito che per poter avere delle possibilità dovevo essere preparata nelle materie più importanti, sopratutto perché logopedia richiede punteggi alti.

Pensavo di essere preparata (in realtà chimica inorganica manco sapevo cosa fosse) e quando uscirono i risultati per nemmeno due punti non entrai nel ripescaggio.

Li fu il momento in cui ci rimasi veramente male, e pensai di non essere in grado di poterlo fare, che le persone che mi circondavano avevano ragione a dire che solo uno su 10 riesce a passare e che io probabilmente non ero portata.

Ecco qui che entra in mio aiuto un elemento fondamentale del mio carattere:

quando mi metto in testa una cosa ci posso sbattere la testa mille volte, ma alla fine ci riesco, per quante volte cada e mi faccia male.

Se io voglio un risultato lo ottengo.

Dopo che uscirono i risultati iniziai a cercare su internet qualsiasi cosa che mi potesse essere utile, ripetizioni di chimica, matematica e fisica per colmare le lacune che avevo, libri di testo più efficaci di quelli che avevo utilizzato fino a quel momento.

E lì per fortuna scoprii Sher.

Contattai Sher a inizio anno per una consulenza, dopo che avevo iniziato a ripassare biologia e guardare di nuovo qualcosa di chimica.

Gli dissi che quest’anno dovevo passare il test a Milano Statale, non importava quante ore e quante rinunce avrei dovuto fare, ma io a Settembre volevo entrare nella facoltà dei miei sogni.

Dopo un’analisi del mio caso mi creò un piano di studio e mi indicò il metodo di studio.

Intanto comprai Wikimica e Wikibio perché avevo bisogno di capire il perché delle cose, non solo studio mnemonico.

Dopo una settimana, grazie a Wikimica, la chimica inorganica iniziava a diventare più semplice e anche confortante.

Ero felicissima!

Acquistai anche Artquiz e li fu la svolta.

Iniziai a prendere anche lezioni private di matematica e di chimica con Sher; ero molto determinata, e lui mi ha aiutato anche con un piano di studio che all’inizio mi sembrava impossibile.

La realtà dei fatti è che non era impossibile, anzi, a volte sono riuscita a fare anche più ore di quelle richieste.

Il fatto era che non pensavo che per poter passare il test avevo bisogno di studiare così tanto.

(D’altronde nemmeno per gli esami della mia prima laurea avevo studiato così tanto).

Lì capii dove avevo sbagliato in precedenza:

era questione di dedizione, di dare il massimo per riuscire a essere tra i pochi che sarebbero entrati.

Era completamente diverso il mio approccio.

Verso fine agosto iniziai anche ad utilizzare TESTKO.

La migliore strategia come dice Sher è quella di fare un punteggio alto sì, ma fare il minor numero di errori, ed è quello l’elemento decisivo.

Essere sicuri delle proprie capacità, stabilire un metodo di studio e di approccio e non fare simulazioni tanto per, ma con criterio, per verificare che la propria strategia sia solida e funzioni anche nel momento di maggior stress il giorno del test.

Arrivò il giorno del test, ero relativamente tranquilla; sapevo di essere in grado di poter fare le cose perché ero preparata per il peggio:

partirono i 100 minuti.

Ecco, qui dovrei dirvi che andò tutto alla perfezione.

In realtà non fu proprio così:

grazie al corso TESTKO di Sher terminai il test in 60 minuti ricontrollando le risposte, ed ero convinta di aver fatto quasi tutto in maniera corretta.

In realtà solo dopo mi resi conto di aver commesso errori stupidi dovuti all’ansia e dal fatto che il mio cervello era andato in tilt perché ci tenevo veramente troppo ad entrare e le emozioni in quei momenti giocano brutti scherzi.

Insomma ero in crisi nera, me la prendevo con me stessa per non esserci riuscita dopo essermi preparata con così tanta dedizione ed impegno…

Vi confesso: l’attesa del test è niente in confronto all’attesa dei risultati quando sai di aver fatto errori stupidi.

E’ terrificante! 

I risultati uscirono il 18 settembre.

Io ero tranquillissima.

Perché?

Semplice.

Perché già pensavo che a Ottobre mi sarei rimessa sotto a studiare.

Insomma apro le graduatorie e mi vedo.

In mezzo ad altri bottoni gialli, c’era il mio verde:

posizione 53.

test ammissione logopedia graduatoria

Dire che mi sono messa a piangere è riduttivo.

Non ci credevo e non ci credo ancora.

Pensavo che studiare così tanto non mi sarebbe servito per superare il test.

Adesso ho capito che per raggiungere il proprio obiettivo bisogna guadagnarselo.

Ma guadagnarselo sul serio.

Non le 3 ore al giorno con la testa da un’altra parte.

In questi mesi di studio il mio pensiero ogni giorno era entrare a logopedia, ogni momento libero è stato dedicato a studiare, per me non sono esistiti i sabati e le domeniche, le vacanze le ho passate al mare a studiare con la torcia del cellulare mentre gli altri dormivano il pomeriggio.

I miei bimbi li vedevo per un ora e con il dolore nel cuore mi rimettevo a studiare perché sapevo che quello lo stavo facendo per me e per loro, perché non voglio essere la moglie di o la titolare di.

Io voglio essere Caterina la logopedista.

A Luglio è morto mio zio, l’uomo che mi ha accompagnato all’altare, uno degli uomini più importanti della mia vita, e con il dolore che mi accompagnava continuavo a studiare pensando che lui avrebbe voluto questo, e a quanto sarebbe stato orgoglioso se l’avessi passato.

Ogni giorno continuavo a pensare a quel bottone verde e alla felicità che avrei provato nel vederla vicino al mio nome.

Beh è successo, è successo tutto quello che avevo sperato e anche di più.

Per questo mi sento di dire ad altri che hanno affrontato ed affronteranno di nuovo il test:

non importa quanto sia difficile, quante poche possibilità ci siano di riuscire in un impresa, se uno lo desidera veramente, ha le possibilità e le potenzialità per farlo, e non esistono scuse.

Quando vi direte:

come sono stanco…,

non è un bel periodo…,

sono pieno di cose da fare…,

sappiate che se volete riuscire in un obiettivo dovete dedicare anima e corpo a raggiungerlo, perché è possibile!

Se non lo farete voi, lo farà qualcun altro.

E voi potete farcela!

Io ne sono la dimostrazione! 

A 31 anni e senza basi scientifiche sono entrata in una delle facoltà di Professioni Sanitarie più ambita.

E posso dire di avercela fatta con le mie forze, grazie alla persone che mi hanno sostenuto ma sopratutto a quelle che pensavano che non sarei mai stata in grado.

Sono soprattutto loro che mi hanno dato la forza di dimostrargli il contrario.

E adesso inizierò un nuovo percorso, difficile sì, duro sicuramente, ma con la consapevolezza che adesso mi sento completa e posso essere la mamma e moglie che prima non ero, perché sono diventata la versione migliore di me!

Cercate sempre la versione migliore di voi.

Un abbraccio a tutti!

Caterina

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Elena Tosi

Bellissima storia! Mi sono scese lacrime pensando alla difficoltà e al coraggio di questa mamma…Grazie Sher ancora una volta per dimostrarci che nulla è impossibile! Ho due domande da farti…
Prima di tutto voglio chiederti da quando sono aperte le consulenze? E poi quanto tempo ci vuole mediamente per finire chimica con te con lezioni private? Voglio aggiungere che ho già wikimica (mi trovo molto bene)
Grazie mille se risponderai!

Un abbraccio virtuale…
Elena

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