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Sui gruppi Facebook per la preparazione al test di Medicina e Professioni Sanitarie non tutti gli studenti si lasciano esporre veramente a ciò che è difficile e diverso. Sarà la timidezza, la poca voglia o la paura di mettersi in gioco. Non so.

Posso però assicurarvi che chi ha capito l’importanza della condivisione, si è esposto aiutando gli altri e ha accettato le sfide per superare ogni suo limite, ha raggiunto risultati eccellenti, e questo non vale solo sui gruppi per il test, ma per qualsiasi obiettivo nella vita.

In questo articolo abbiamo la storia di Alessia, che ha abbracciato con motivazione e costanza ciò che effettivamente non sarebbe mai stato suo; una testimonianza di chi ha creduto veramente nella trasformazione, focalizzando sul PROCESSO, ottenendo così il risultato desiderato: l’ammissione a Fisioterapia e a Medicina. 

Buona lettura!

 

 


F
accio ancora fatica a realizzare di essere entrata, ma sento di meritarmelo, dopo un anno e passa di duro lavoro, finalmente sono entrata a fisioterapia!

Ho deciso di voler diventare fisioterapista durante il quinto anno di liceo, e alla fine della maturità mi sono ritrovata a dover preparare un test di cui sapevo poco e per la preparazione del quale, non sapevo niente.
L’unica cosa che sapevo era: è difficile entrare a fisioterapia, ci sono pochi posti”.

Ho passato l’estate a studiare sui libri di preparazione, ho fatto un corso di teoria alla fine di agosto che è stato quasi totalmente inutile, in quanto avere spiegazioni di teoria fino a due giorni prima del test non ti danno molte possibilità di studiare. Inoltre avevo già studiato la maggior parte degli argomenti che mi spiegarono al corso #LuglioEAgostoSuiLibri.
Il corso mi fu utile per avere un’infarinatura sulla logica, soprattutto per la logica verbale, anche se avrei potuto risparmiare un po’ di soldi e prendere ripetizioni a riguardo (ma ero troppo orgogliosa per dire “okay andiamo a ripetizioni”, dire “faccio un corso” è più bello, anche se forse meno utile).

Arriva il giorno fatidico, provo fisioterapia a Bologna (CINECA). Escono i risultati 56.8 alle sanitarie, non basta per entrare a fisio, dopo i ripescaggi l’ultimo entra con 60.0. #MiMangioLeMani.

In pratica passata un’estate sui libri e non è bastato…

Il mio punteggio bastava però per entrare ad infermieristica ma non era quello che volevo fare. Decisi da subito che avrei riprovato fisioterapia e se non fossi entrata avrei voluto fare altro, quindi non presi in considerazione l’idea di fare l’infermiera ma decisi di iscrivermi ad infermieristica.

Affrontai il primo anno di università con le idee chiare: avrei dato solo gli esami che mi avrebbero potuto riconoscere (non c’è certezza di aver esami riconosciuti) o esami su materie/argomenti che mi sarebbero stati utili per la preparazione al test.
Caso vuole che avessi biologia, fisiologia, anatomia e altre materie superutili per la mia preparazione nel primo semestre, il che mi ha dato la possibilità di organizzare al meglio il lavoro: esami nel primo semestre, studio prettamente sul test nel secondo.

Secondo semestre: inizia tirocinio.

Un po’ spaventata dall’idea del lavoro dell’infermiera decido comunque di iniziare tirocinio e sebbene non ho cambiato idea rispetto a quello che avrei voluto fare, è stata una bella esperienza, che mi ha lasciato tanto. Questo perché mi sono trovata bene sia con infermieri/tutor, sia con le altre tirocinanti, ma soprattutto perché l’empatia verso il paziente era forte. Dopo questa esperienza ho preso seriamente in considerazione di lavorare un domani – come fisioterapista – in ospedale o comunque con pazienti anziani.

Vedere gli occhi di un paziente brillare, poiché dopo essere stato un mese allettato comincia a camminare con il girello, mi ha riempito il cuore.

Durante tutto il periodo universitario e sopratutto durante il tirocinio, in cui spesso e volentieri tornavo a casa stanchissima, mi sono serviti tantissimo i gruppi di Sher e soprattutto le #SfidaconSher che hanno tirato fuori il mio lato agonistico, mi hanno fatto fare quantità di quiz assurde quando avrei voluto solo rimanere sul divano guardando la tv, oppure dormire (sessioni notturne di sfida quando avevi la sveglia alle 6 #tuttomoltobello).

Fare tanti quiz in poco tempo (perché non avevo tutta la giornata libera) mi hanno aiutato ad essere più veloce e a capire che potevo fare molti più quiz di quello che pensavo!

Cercando di stringere perché la sto facendo lunga, ho passato un’altra estate sui libri (ho visto meno sole dell’estate prima) e ho fatto un altro corso.

Ma dopo un anno di università serviva un altro corso?

Forse ce l’avrei fatta anche senza, forse no. Non volevo rischiare. Questo corso era strutturato in maniera completamente diversa dall’altro, con riassunti fast della teoria e tanti quiz per l’allenamento e ovviamente il fulltime di concentrazione a poco tempo dal test, che ti distrae dall’ansia crescente.

Giusto per farvi capire che non sono la prima scema che ha avuto culo in un test, ho passato Fisioterapia a Perugia e Roma, e ho fatto i miei bei 72.6 punti a medicina.


alessia-chicco-studia-con-sher-scs

Costanza e perseveranza ragazzi!


Potrei dire che non ci credevo neppure io ma sarebbe una cazzata, perché io ci ho creduto fino alla fine!


CONSIGLI dati dalla mia esperienza:

1. Se dovete affrontare il test per la prima volta, INFORMATEVI, non si sa dove sbattere la testa, non si sa come prepararsi al test e su cosa prepararsi e spesso e volentieri non si sa come studiare. Leggete le guide di SherArtquiz è il top e l’ho scoperto grazie a lui.

Chiedete a chi ha già affrontato il test: che cosa ha fatto, come si è trovato, e cercate la strada che più vi si addice.

2. Se non siete entrati e sapete davvero cosa volete fare nella vostra vita, NON MOLLATE! Valutate bene che cosa fare, se frequentare o no l’università nel frattempo, quale facoltà e come affrontare quella facoltà.

3. A tutti quelli che proveranno il test, fate le sfide di Sher più che potete, vi sfiniranno, vi faranno incazzare perché “dove pensa che trovi tutto quel tempo?!” ma saranno utili!
Anche perdendo una sfida, avrai fatto di più di quello che avresti fatto non facendola “Comprendi?” cit.


Alessia.

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