test di ammissione storia
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Ogni volta che ricevo una richiesta di consulenza o lezioni private, mi sento dire la seguente frase:

Sher, io sono un caso a parte…

Sorrido, perché di casi ne ho visti tutti. E poi, diciamoci la verità, quale caso così assurdo può mai esserci?

Ci sono studenti che hanno problemi in famiglia, quelli che non sanno nulla delle materie del test, quelli che sono disperati perché dopo anni di corsi e libri a caso non riescono a passare il test, e tanti altri casi di consulenza che se dovessi elencarli tutti non finiremmo più.

Poi un giorno arriva Marco.

Premetto: mai visto così tanta professionalità, rispetto e cordialità in una persona.

Auguro a tutti di trovarsi di fronte una persona come lui. C’è da imparare molto.

Solitamente i ragazzi che mi contattano, giustamente, vogliono la soluzione ai problemi.

Della serie: Sher, ti ho pagato, adesso risolviamo i problemi. 

Tornando a noi, Marco sì che era un caso a parte…

Ecco le sue parole: Sher, sono un medico…

Pensavo avesse capito male: le mie consulenze sono riservate agli studenti che vogliono sostenere il test di ammissione. LOL!

Mi dissi, tra me e me: ma. Che cazzo sta succedendo?

Era assurdo.

Ora niente spoiler!

Lascio la parola a Marco che ti racconterà tutta la sua storia, dall’inizio fino alla fine 😉

Buona lettura!

test di ammissione storia

Mi chiamo Marco Gitto. Sono un medico ventiseienne della Provincia di Messina, appassionato di neurobiologia e neuropsicologia del linguaggio e della comunicazione umana. Sin dalle scuole medie, ho diviso il mio tempo tra la passione per le scienze ed l’amore per la musica e il teatro.

Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico, ho deciso di continuare gli studi nella Facoltà di Medicina e Chirurgia nell’Università di Messina. Dal terzo al sesto anno di corso, ho scelto di internarmi nel reparto di Otorinolaringoiatria, dividendo le frequenze tra l’ambulatorio di Vestibologia, l’ambulatorio di Foniatria ed il reparto di Otorinolaringoiatria. Mi sono laureato nel 2016 con il voto di 110/110, sviluppando una tesi sperimentale sulle tecniche di management chirurgico nei pazienti con carcinoma della laringe.

Ho conseguito l’abilitazione alla professione medica nella sessione estiva di esami di Stato del 2016 e nell’anno accademico 2016-2017 ho completato il Master Universitario in Vocologia Artistica all’Università di Bologna.

Sin da subito, sono rimasto affascinato dall’Anatomia e la Fisiologia della laringe, in particolar modo della voce e proprio grazie ai miei professori e tutor ho scoperto la branca della Foniatria: una disciplina che coniuga Neurologia, Psicologia ed Otorinolaringoiatria allo studio e alla riabilitazione dei disturbi della comunicazione nei pazienti adulti ed in età evolutiva. E proprio il rapporto con i medici e con i logopedisti mi fece scoprire come fosse possibile coniugare la passione per l’arte con quella per la scienza.

Purtroppo e forzatamente, per via di un misto fra problemi familiari e problemi di salute,  proprio quest’anno, a conclusione del percorso accademico e immediatamente dopo l’esame di Stato, sono stato costretto ad interrompere il percorso lavorativo con grande rammarico. Nonostante ciò, la mia intenzione era di procedere con gli studi all’Università, con la speranza di poter lavorare collateralmente nello stesso ambito. Da qui è nata l’idea di affrontare il test di Professioni Sanitarie, scegliendo l’indirizzo di Logopedia e, per motivi di prossimità geografica, tentare nella sede di Catanzaro.

Ricercando online quante più informazioni possibili riguardo al bando e alle modifiche apportate nel corso dei 7 anni trascorsi, a fine Maggio mi sono imbattuto nel blog di Sher, nei suoi articoli e nelle sue guide sulla preparazione per i concorsi. Dopo aver letto e preso appunti, ho richiesto una consulenza il pomeriggio stesso, spiegandogli come fossi riuscito a ritagliarmi 3 mesi di tempo in vista del concorso del 13 Settembre.

Sher è stato molto sincero e diretto, spiegandomi che sarebbe stata necessaria una preparazione a 360 gradi per potere avere delle possibilità concrete e che non sarebbe stato possibile tralasciare nulla – a tal proposito, non nego di essermi preoccupato, essendo passati 5 anni dall’esame di Fisica medica e di Statistica medica, ossia le uniche due materie che approssimativamente erano vicine al programma di Fisica, Matematica e Logica.

Nei giorni successivi, mi ha presentato il prospetto del piano di preparazione con una divisione precisa delle ore di studio e le materie da affrontare ogni mese.

Sono rimasto affascinato sia da come il metodo di Sher fosse efficiente e, nonostante il carico di studio fosse decisamente impegnativo, si riuscisse a procedere con una curva di miglioramento in continua crescita.

Non sono mancati ovviamente i momenti di difficoltà e di sconforto, ma la sicurezza di avere un piano dettagliato e dei mini-obiettivi giornalieri e mensili mi ha permesso di non lasciarmi andare e di fidarmi della strategia e dei risultati che ottenevo nei quiz ogni giorno del libro ArtQuiz consigliatomi da Sher.

Lo scoglio principale che ho affrontato è stato riprendere il programma di Chimica, che è stato il mio primo esame nella Facoltà di Medicina e di cui solo alcuni argomenti vengono ripresi nel programma dell’esame di Biochimica e Biologia Molecolare.

L’inizio era decisamente frenato e la curva dei risultati non era nemmeno lontanamente vicina a quella del primo mese. Per trovare una soluzione, ho deciso di ritagliarmi un’ora in più al mattino per seguire delle video-lezioni di Chimica che seguivano a grandi linee il programma richiesto dal MIUR per il test.

Sicuramente non erano abbastanza, ma il fatto di avere avuto un’idea generale degli argomenti prima ancora di affrontarli nel libro di testo, mi ha permesso di velocizzare il tempo passato sui libri e concentrarmi di più sull’applicazione ai problemi presenti nei test.

Il risultato, fortunatamente, è stato più che buono.

La settimana precedente al test, sempre sotto consiglio di Sher, ho seguito il suo metodo “TESTKO” per ultimare la preparazione ed sfruttare al meglio le simulazioni e pianificare una strategia efficiente per il giorno del test. Assieme al piano di studi, questo è stato per me l’elemento più importante in assoluto, in quanto mi ha permesso di avere già chiaro al momento dell’apertura del plico come sfruttare ogni singolo minuto, gestendo l’ansia da performance, così da concentrarmi passo dopo passo in maniera intelligente sugli argomenti d’esame, non più affrontando in maniera sequenziale e casuale la prova nella sua interezza.

Così facendo, sono riuscito a superare la prova ed aggiudicarmi un posto in graduatoria. Una vittoria che virtualmente condivido con Sher e con tutte le persone che hanno creduto in me.

Con la duplice esperienza dei test di ammissione alle spalle, ho pensato a quali fossero effettivamente gli elementi che uno studente debba aver chiari nel momento in cui sceglie di affrontare la preparazione ai test e, quindi, il giorno della prova. Con estrema sintesi, ho ritenuto fossero due le più importanti (premesso che nel blog di Sher, per altro in costante aggiornamento, vengono approfondite tutte le domande che uno studente potrebbe porsi sia oggi che un domani):

  • Non avere paura di chiedere aiuto

Dale Corson (ex-presidente della Cornell University e Professore di Chimica) spiegava ai suoi studenti quanto fosse importante saper chiedere aiuto e quali fossero gli step necessari per farlo correttamente, ossia:

1. prima di tutto “chiedersi che cosa esattamente non si è capito” e non invece fermarsi al dire che l’intero argomento non è chiaro;

2. provare di nuovo a risolvere il dilemma, cercando di capire dove si trovi l’elemento di confusione; appuntarsi gli step con il quale lo si affronta; e magari provare a spiegare il procedimento ad alta voce (un po’ richiamando la massima di A.Einstein “se non puoi spiegarlo semplicemente, allora non l’hai capito abbastanza”);

3. se si dovesse rimanere bloccati, allora chiedere una domanda specifica riguardo al punto non compreso, esponendo il procedimento impiegato.

A riguardo, sia nella consulenza, sia nel corso “TESTKO”, Sher ricorda appunto quanto sia intelligente chiedere una mano tramite consulenza e/o lezioni private, così da avere sempre d’avanti tutte le risorse possibili per risolvere ogni dubbio.

  • Essere consapevoli del tempo

Durante una lezioni delle Psicologia Generale svolte all’interno del corso integrato di Psichiatria ci è stata descritta la legge di Parkinson, che mostra come “…il lavoro aumenti per riempire il tempo che gli si è dedicato”, ossia maggiore è il tempo a disposizione e più è probabile che esso venga sprecato.

E’ facile capire come questo sia assolutamente calzante in materia di test e preparazione per i test.

Vi suggerisco di dare al tempo il giusto valore, specialmente durante lo studio perché indipendentemente che voi decidiate di dedicare tre mesi o un intero anno per prepararvi, è essenziale essere consapevoli del carico di studio, di quanto giorni abbiate a disposizione e quanto tempo in media impieghiate a concludere un argomento o un’intera materia.

Sperimentate, giocate, siate creativi, così da avere piena coscienza di voi stessi e del vostro metodo di studio.

Con poco altro da aggiungere e un sorriso stampato in faccia, nel cercare di trovare una conclusione sincera ed adatta, ma che dia comunque il giusto impatto come ha fatto il famoso “stay hungry, stay foolish” di Steve Jobs agli studenti dell’Università di Stanford, il mio pensiero è volato al mio libro preferito in assoluto: “On the road” di Jack Kerouac, ossia la storia semi-autobiografica di Sal Paradise (pseudonimo dell’autore) e Dean Moriarty (pseudonimo di Neal Cassady) e dei loro viaggi in giro per gli Stati Uniti in cerca di “non si sa cosa”, ma in cui, appunto, “l’importante è partire”.

E’ un libro di vita e di come essa ogni giorno ci mette di fronte delle scelte, a volte piacevoli, a volte meno; e non importa quanto tortuosa, impetuosa e lunga possa essere il strada, l’importante è che venga percorsa; e per Sal “solo i “mad ones”, i folli, sono gli unici che riescono: coloro che vanno matti per la vita, che vanno matti per la voglia di parlare, che vanno matti per la voglia di essere salvati dalle difficoltà. Loro: i desiderosi di tutto”.

Con la speranza che le parole di Kerouac – e anche le mie – possano ispirare tutti voi, concludo con la frase-metafora che ha dato il titolo al libro stesso e che racchiude il senso del “viaggio della vita” lavorativa/personale di ognuno di noi.

“Nulla dietro di me, tutto avanti. E’ sempre così sulla strada…”

Un abbraccio a tutti.

Marco

p.s.: ad un anno di distanza ho superato per la seconda volta il test di ammissione! Ecco la parte due di questa storia: superare il test di ammissione 3 volte (clicca qua).​

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