Da quando ho creato questo Blog ho pubblicato circa 60 articoli.

Sai cosa?

29 di questi articoli sono storie di studenti che ho seguito e che hanno superato il test.

E lascia che te lo dica…

Non sono storie di studenti a caso.

Sono storie di persone che hanno dovuto fare conti con la realtà, e pur avendo tutto contro, hanno superato il test e raggiunto i loro obiettivi.

Ad esempio:

Caterina, mamma di due bambini, ha superato il test a 31 anni

Cristina lo ha superato a 34 anni. Mille dubbi, ma ce l’ha fatta.

Marco, già Medico, ha superato il test di Logopedia per ben 2 volte.

Chiara ha superato il test al primo tentativo studiando anche per la maturità.

L’affermazione che comunque mi ritrovo spesso sentir dire è la seguente:

Sher, io sono un caso speciale e non ce la farò mai.

NON. ESISTINO. CASI. SPECIALI.

Per il test, c’è chi parte da zero e chi no.

TUTTO QUA.

Esiste poi un obiettivo:

superare il test tramite una preparazione efficace.

La domanda che può nascere spontanea è:

Come si può avere una preparazione efficace non avendo mai studiato le materie per il test?

La risposta è la seguente:

studiando, CON FATICA, tramite un metodo, pianificazione e strategia.

Proprio come Annabella (infermiera) che a 28 anni ha deciso affrontare il test di Medicina.

Lavorare con lei e seguirla in tutta la sua preparazione è stata una delle soddisfazioni più grandi da quando seguo studenti per il test.

E ti posso assicurare che è raro trovare studenti talmente coinvolti nel processo di preparazione che ogni loro svantaggio, invece di bloccarli, li motiva ad andare avanti ancora più decisi.

Napoleon Hill dice nel suo libro La chiave principale della ricchezza:

L’uomo motivato dalla chiarezza di intenti e che agisce in base a tale motivazione con le forze spirituali che ha in sé può sfidare tutte le persone indecise, partendo in svantaggio e superandole sul traguardo finale.

Annabella ha lottato in ogni momento per imparare qualcosa in più che potesse fare la differenza al test.

Partiva con conoscenze pari a zero in Chimica.

Eppure…

A lezione con lei non ho mai sentito qualcosa del tipo:

è difficile, non ce la farò mai.

Siamo tutti capacissimi quando abbiamo le carte in gioco in regola.

Voglio vederti cosa fai quando le cose si metteranno male.

E si mettono veramente male quando arrivi verso Giugno/Luglio con 100 nozioni studiate e 110 scordate.

Ignorare le proprie lacune adesso è facile: tanto ci sarà tempo.

E quando le cose si mettono male ti assicuro che video motivazionali su Youtube, guru di instagram e corsi miracolosi per il test non ti aiuteranno.

Serve la forza e disciplina che aveva Annabella.

Qua sotto trovi la sua storia completa.

Buona lettura!

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Test di Medicina: superarlo a 28 anni. Storia di Annabella

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Ciao ragazzi!

Innanzitutto mi presento:

mi chiamo Annabella e ho 28 anni, e quest’anno (2020) ho finalmente deciso di prepararmi per affrontare il test di medicina e superarlo.

Dico “finalmente” perché era già da un po’ di tempo che l’idea mi ronzava per la testa, ma ogni volta veniva stroncata da pensieri per nulla incoraggianti quali “Ormai è tardi”, “Hai già un lavoro”, “Hai già scelto la tua strada”, eccetera.

Ho appena cominciato a frequentare le lezioni in una facoltà dove mi trovo benissimo e non potrei essere più felice della scelta che ho fatto.

Ma partiamo dal principio.

Come avrete notato, ho qualche annetto in più rispetto ai ragazzi che hanno sostenuto l’esame di maturità quest’anno, e questo si traduce certamente in una maggiore esperienza accademica e lavorativa, ma anche in nozioni del liceo ormai andate perdute nel dimenticatoio, riguardanti soprattutto materie fondamentali da padroneggiare per sostenere il test d’ingresso a medicina.

Mi sono diplomata in un liceo scientifico, tuttavia dopo la maturità non avevo affatto le idee chiare su cosa fare del mio futuro.

Ho provato diversi test d’ingresso a varie facoltà senza prediligerne in realtà nessuna in particolare, ed infine ho intrapreso la strada dell’infermieristica, avendo già abbastanza familiarità con l’ambito grazie ad entrambi i genitori infermieri.

Concluso il percorso, ho cominciato a lavorare come libera professionista in varie strutture.

Ciò nonostante, poco dopo la laurea, una sensazione di incertezza ha cominciato a pervadermi.

Avevo fatto la scelta giusta? Era questa la strada che volevo seguire per il resto della mia vita?

Andando avanti nel tempo, la risposta è diventata sempre più chiaramente “no”.

Nel mio percorso lavorativo mi sono appassionata sempre di più alla parte medica della professione, e cominciavo a chiedermi sempre più insistentemente come sarebbe stata la mia vita se a 19 anni avessi scelto di studiare medicina, rassegnandomi all’idea che ormai “fosse tardi” per cambiare strada.

Non potevo decidere ora di intraprendere un percorso di studi così lungo e impegnativo, ormai avevo fatto la mia scelta. Solo l’idea mi sembrava una follia!

Dopo 3 anni di lavoro a livello ambulatoriale presso laboratori di analisi e studi medici, ho preso coraggio e con l’appoggio della mia famiglia e delle persone a me care mi sono detta:

Perché no?

ANNABELLA TEST MEDICINA
A preparare le terapie…

Non esisteva in realtà alcuna ragione valida per non provarci.

Ho cominciato acquistando il solito manuale che notoriamente si utilizza per la preparazione ai test d’ingresso, l’Alpha test – ma solo ad aprirlo e trovarmi davanti la quantità di nozioni da studiare, soprattutto di materie come chimica, fisica e matematica, di cui non avevo più assolutamente alcun ricordo, mi ha fatto provare una sensazione di vertigine mista a panico.

“Non ce la farò mai”, mi sono detta.

Mi sono iscritta al test d’ingresso l’anno scorso, nel 2019, ma avevo preso la decisione troppo tardi per riuscire a prepararmi, e i turni lavorativi non mi hanno permesso di ritagliarmi molto tempo da dedicare allo studio. Mi sono presentata ugualmente all’esame per vedere come fosse strutturato e quale livello di difficoltà mi sarei dovuta aspettare, chiaramente non superandolo, ma con la decisione di prepararmi nel miglior modo possibile per il test dell’anno 2020.

Nel frattempo ho cambiato posto di lavoro, sempre come infermiera, in una struttura in cui lavoravo su turni che mi sottraevano molte energie per riuscire a dedicarmi seriamente anche allo studio.

Per non ripetere l’errore dell’anno precedente, ho deciso di lasciare il mio posto di lavoro pochi mesi prima del test per concentrarmi unicamente sullo studio, intenzionata a superarlo a tutti i costi.

Avevo quindi deciso di rischiare tutto, se fosse andato male sarei caduta dalla padella alla brace.

Come ciliegina sulla torta, il 2020 si è rivelato un anno difficile per tutti, e contro ogni previsione mi sono trovata a trascorrere il lockdown relegata in casa cercando di mantenere la concentrazione con mia madre che passava l’aspirapolvere a ogni ora del giorno, ed io che ero sempre stata abituata a studiare esclusivamente nel silenzio tombale dell’aula studio circondata da altri disperati come me che si lanciavano reciproche occhiate di compassione.

Ben presto ho avuto anche modo di scoprire che il tempo a disposizione non era molto per preparare in modo adeguato e approfondito tutte le materie. Avevo una base per biologia e anatomia, materie che ho affrontato precedentemente anche nel mio percorso di studi, ma con chimica, fisica e matematica sono partita letteralmente da zero: nonostante avessi frequentato un liceo scientifico concluso ormai 9 anni prima, non mi rimaneva più alcun ricordo.

In sostanza, in molti mi dicevano:

Ma certo che ce la farai, hai già una laurea nell’ambito.

Nulla di più sbagliato, chi era appena uscito da un liceo con le idee fresche dei programmi della maturità era decisamente avvantaggiato rispetto a me, ed escludendo anatomia, nessuno mi avrebbe chiesto nozioni riguardanti la mia attuale professione.

Ho affrontato il programma di biologia per conto mio, non trovando particolare difficoltà nello studio teorico della materia in quanto avevo già delle basi, anche se da rispolverare.

Ho notato tuttavia che Alpha test era spesso eccessivamente sintetico nella spiegazione, e quando arrivavo agli esercizi di verifica di fine capitolo, mi rendevo conto di avere difficoltà ad affrontare quiz riguardo a temi che credevo di conoscere abbastanza bene.

Il libro che stavo utilizzando non aiutava molto: gli argomenti dei quiz erano sparsi e le risposte non erano commentate.

In sintesi, nelle domande più difficili non capivo dove stessi sbagliando e per quale motivo: spesso le risposte multiple erano molto simili e una sola parola faceva la differenza.

Ho perso parecchio tempo a integrare vari testi tra Alpha test, libri di testo del liceo, internet, senza essere sicura del livello di approfondimento richiesto per il test, dato che spesso e volentieri, pur avendo consultato diversi libri, mi trovavo davanti domande tranello a cui non sapevo rispondere.

Conclusa biologia, nonostante i dubbi, sono passata a chimica.

E qui sono iniziati i problemi seri.

Ho cominciato per conto mio dal primo capitolo – dopo una giornata passata a dannarmi sul libro dovevo arrendermi all’evidenza: non ci stavo capendo assolutamente nulla.

Mi sono messa a cercare online consigli su come preparare chimica per il test ed è successo il miracolo: mi sono imbattuta nella pagina di Sher, in modo più specifico in Wikimica.

Sul blog ho letto alcune storie di ragazzi che avevano preparato chimica per il test grazie a questo corso, e mi sono decisa di provare a vedere di che cosa si trattasse: inizialmente ero un po’ scettica, ma nella peggiore delle ipotesi, male non poteva farmi e non sarei certo andata in bancarotta spendendo una somma così esigua di denaro.

Incredibilmente, tutti gli argomenti che avevo cercato di capire con tanta fatica e senza successo il giorno precedente studiando dal libro di testo, qui erano spiegati con una semplicità disarmante.

Il corso mi ha riempito di entusiasmo al punto che ho deciso di mettermi subito in contatto con il suo autore, Sher, e chiedere una consulenza.

Eravamo già nel mese di maggio, mancavano pochi mesi al test e mi rimanevano ben 3 materie da preparare da zero.

Sher mi ha stilato un piano di studi per i mesi rimanenti, e con mio grande rammarico e delusione, mi ha consigliato di tornare a dedicare un altro mese a biologia per colmare le lacune.

E ha fatto bene, perché mi ha salvato da fallimento garantito.

Sono quindi tornata su biologia, consapevole del fatto che probabilmente non mi sarebbe rimasto molto tempo per concludere il programma di tutte le materie richieste nel bando.

Su consiglio di Sher ho acquistato Art Quiz, libro che affronta i quiz divisi per argomento e con le risposte commentate, e su cui mi sono esercitata risolvendo tutti i quiz alla fine di ogni capitolo: finalmente cominciavo a capire quali fossero i miei punti deboli e quali errori commettevo, e soprattutto stavo cominciando a prendere dimestichezza con i quiz, che prima mi mettevano in difficoltà.

Ho deciso quindi di acquistare anche Wikibio: testo pensato appositamente per chi si prepara per il test di ammissione, completo e chiaro, che entra nel dettaglio dove necessario, risparmiando agli studenti di perdere tempo inutilmente consultando e integrando mille manuali, come avevo fatto io in precedenza.

Nel frattempo mi sono esercitata ogni giorno con i quiz di logica, la mattina appena sveglia per mettere in moto il cervello, e ho cominciato a ripassare le nozioni principali per cultura generale riguardanti soprattutto: storia, con particolare attenzione alle date degli ultimi due secoli e ai personaggi principali, filosofia, letteratura, premi Nobel, Costituzione e attualità.

Generalmente è sempre presente qualche domanda di attualità nella parte di cultura generale, quindi è utile tenersi aggiornati seguendo le notizie e leggendo i giornali (quest’anno abbastanza prevedibili le domande sulla pandemia e sui decreti legislativi).

Ogni giorno ho dedicato circa 8 ore allo studio:

2-3 la mattina a scelta tra logica, cultura generale o nozioni base di matematica, e il pomeriggio 5 ore alla materia principale, che era biologia prima e chimica poi.

(Attenzione: questo non è un consiglio su come dovresti studiare per il test. Ognuno ha bisogno di allineare le varie materie in maniera totalmente differente.)

Finito l’orario di studio, chiudevo i libri e cercavo di staccare la testa da tutto, quando riuscivo mi sfogavo facendo una passeggiata nella natura, guardavo un film oppure dedicavo il poco tempo rimasto agli amici che mi davano ormai per dispersa, altre volte crollavo per la stanchezza e mi addormentavo.

Non nego di essermi svegliata varie volte nel cuore della notte rendendomi conto di star ripetendo nel sogno il ciclo di Krebs o il blocco p della tavola periodica.

Tornando a noi, a questo punto avevo concluso biologia. Di nuovo.

E dovevo tornare a chimica, di nuovo.

Ci trovavamo ormai a inizio luglio.

Per chimica, ho seguito prima il corso di Wikimica e in seguito ho deciso di farmi seguire con 2-3 lezioni private a settimana da Sher, integrando le lezioni con il libro che utilizzavo al liceo.

Dopo ogni lezione, conclusa la parte teorica, cercavo di affrontare tutti i quiz sull’argomento e mi consultavo con lui nella lezione successiva se avevo dubbi su alcuni esercizi.

Quando abbiamo finito la parte di chimica inorganica e relativi esercizi, ormai solo un paio di settimane mi separavano dal test e mi rimaneva da affrontare ancora tutta la parte di chimica organica, per la quale avevo acquistato il corso Codice carbonio.

Ho cominciato a seguirlo, ma mi sono resa conto che il tempo scarseggiava, le nozioni erano troppe da ricordare in pochi giorni, e dovevo dedicare le due settimane rimanenti cedendo la priorità al ripasso dell’intero programma che avevo affrontato fino a quel momento.

Ho tralasciato completamente fisica, mentre di matematica ho fatto in tempo ad affrontare meno di metà programma:

questa non era nel modo più assoluto la situazione in cui volevo trovarmi a metà agosto.

Il sentimento prevalente era la frustrazione per non aver cominciato a studiare prima e per non aver calcolato i tempi in modo adeguato da riuscire a concludere il programma con la sicurezza di aver approfondito ogni argomento, rispettando i tempi che mi ero prefissata.

Nonostante tutto, non era il momento per piangersi addosso.

Mi sono rimboccata le maniche e ho deciso di non arrendermi fino alla fine, anche se le possibilità di riuscita davanti a me si affievolivano sempre di più e cominciavo ormai ad accettare l’idea che molto probabilmente avrei dovuto ripetere il test l’anno prossimo.

Ricordo l’ultima settimana come una disperata corsa contro il tempo, trascorsa a studiare tutti i giorni dalla mattina a notte fonda, cercando di assimilare il più possibile fino all’ultimo momento – conscia del fatto che qualsiasi informazione e qualsiasi quarto di punto avrebbero potuto avere grande importanza.

Ho continuato a ripassare fino all’istante in cui sono entrata in aula per sostenere il test – alcune scuole di pensiero sconsigliano questa tecnica, ma in quel momento era la cosa che più mi faceva sentire tranquilla.

Ed effettivamente per quanto mi riguarda si è rivelato utile, perché sono riuscita a rispondere a un paio di domande grazie ad argomenti letti il giorno prima.

Era finalmente arrivato il grande giorno.

Comunque fosse andata, quella sera avrei potuto dormire sonni tranquilli sapendo che avevo fatto tutto ciò che era in mio potere per dare il meglio.

Alle ore 12 in punto si aprivano le buste: la prima e unica simulazione che ho fatto in questi mesi è stata il test stesso.

Mi ero esercitata con tutti i quiz possibili per argomento, ma arrivata agli ultimi giorni, ho deciso di non fare alcuna simulazione per non peggiorare l’ansia nel caso in cui avessi totalizzato un punteggio negativo il giorno prima dell’esame.

Avevo deciso precedentemente quale strategia mettere in atto il giorno della prova, e per il resto ho lasciato le carte in mano al destino: o avrei saputo rispondere, o non avrei saputo rispondere.

Ho deciso quindi di partire da biologia, la materia che conoscevo meglio: ho risposto senza difficoltà alla maggior parte delle domande, ne ho lasciate 2 in sospeso in quanto ero indecisa tra due risposte.

Ci sarei tornata dopo.

Sono passata poi a cultura generale in quanto avevo già adocchiato molte domande a cui sapevo rispondere al primo colpo, quindi ho cercato di totalizzare il maggior numero di punti nel minor tempo possibile, conscia del fatto che ne avrei avuto bisogno in seguito per la parte di chimica e per eseguire i calcoli di logica e di matematica.

Ho copiato immediatamente le risposte di cui ero sicura sulla griglia, poi sono passata a chimica.

Questa è stata per me la parte più difficile, ricordo che in un dato momento l’ansia aveva preso completamente il sopravvento e ho dovuto fermarmi per fare dei respiri profondi e schiarirmi le idee prima di rimettermi al lavoro, a quel punto anche il ricordo della tavola periodica cominciava a vacillare nella mia memoria. Dovevo rimanere lucida, non potevo perdere la mia occasione in questo modo.

Per alcune domande mi sono trovata indecisa tra due risposte e ho deciso di rischiare:

col senno di poi mi rendo conto quanto sia stato azzardato, ma volevo garantirmi la possibilità di totalizzare il maggior numero di risposte possibili lasciando un margine di errore.

Se avessi segnato solo le risposte di cui ero sicura al 100%, non avrei avuto modo di arrivare al punteggio soglia.

Ho tralasciato completamente la parte di fisica, e ho cercato di vedere se fosse possibile rispondere a qualcosa di matematica, nonostante fosse una delle materie in cui ero meno ferrata.

Ho risposto solo ad un paio di domande, sono passata quindi a logica, dove ho risposto abbastanza velocemente ai quiz di logica verbale, ma mi sono persa nei calcoli di logica-matematica quando il tempo era ormai agli sgoccioli.

Negli ultimi 10 minuti ho copiato le crocette rimanenti sulla griglia, in tutto 45 su 60, controllato e ricontrollato il foglio delle risposte, per poi accorgermi a casa durante il calcolo del punteggio in seguito alla pubblicazione delle soluzioni, che ne avevo dimenticata una. Corretta.

Avevo perso 1.5 punti che avrebbero potuto essere decisivi.

Perdere un anno per una crocetta, il colmo.

Il mese seguente al test si è rivelato addirittura più lungo dei mesi precedenti passati sui libri: l’attesa dei risultati cominciava a diventare difficile da sopportare.

Sapevo di aver totalizzato un punteggio vicino alla soglia, quindi mi aspettava un mese in cui l’ansia, anziché diminuire, sarebbe aumentata.

Avrò copiato correttamente le rimanenti risposte sulla griglia?

Sarà vero che ho omesso solo una crocetta?

E se mi troverò un punteggio totalmente discordante dai miei calcoli?.

Tutti questi dubbi giravano continuamente come in un vortice nella mia testa.

Il 17 settembre sono stati pubblicati i risultati anonimi per codice etichetta: non ricordavo il mio codice, che avevo letto di sfuggita per pochi secondi prima di consegnare il foglio, ma sono riuscita a risalire al mio risultato grazie al punteggio che avevo calcolato consultando le soluzioni, divise per materia, e avevo un vago ricordo di una lettera e un numero presenti tra gli ultimi caratteri del mio codice.

Eccolo lì, il mio punteggio, con i miei 1.5 punti in meno rispetto ai miei calcoli iniziali.

Il pomeriggio stesso è stato calcolato il punteggio minimo di entrata e mi sono resa conto di averlo superato.

Nonostante la crocetta che avevo tralasciato!

Sospiro di sollievo.

Tuttavia nulla era ancora ufficiale, era necessario aspettare un’altra settimana per la pubblicazione delle anagrafiche e altri quattro giorni per la pubblicazione della graduatoria nazionale.

Con le anagrafiche ho appurato che il punteggio che avevo individuato dal codice etichetta era effettivamente il mio, e poi è arrivato il tanto atteso giorno di pubblicazione della graduatoria: mi sono catapultata giù dal letto all’alba per aggiornare e riaggiornare la pagina di Universitaly, per poi scoprire che avrei dovuto aspettare altre lunghe ore di ansia perché la pubblicazione era in ritardo e i server del sito erano intasati.

Tutto benissimo fino alla fine.

Alle 15 di pomeriggio, con quasi 7 ore di ritardo: ecco la graduatoria, finalmente.

Sono entrata alla facoltà di medicina a Siena, non la mia prima scelta, ma una scoperta che mi ha reso comunque felicissima, e col senno di poi, forse in realtà più della città che avevo inizialmente indicato come prima scelta.

In pochi giorni la mia vita si è rovesciata completamente:

ho raggiunto l’obiettivo per cui ho lavorato tanto, mi sono trasferita in una città che amo, e ho ripreso gli studi frequentando la facoltà che sognavo.

Se ci penso non mi sembra ancora vero, in questo momento non posso che essere felice di non essermi arresa nemmeno quando tutto sembrava un ostacolo insormontabile.

In conclusione: non abbiate paura di chiedere aiuto, la cosa più importante è riuscire ad organizzare un buon piano di studio e sfruttare al massimo il tempo a disposizione utilizzando gli strumenti più adatti – avere qualcuno che vi segue può fare davvero la differenza, anche a livello psicologico e motivazionale.

Se non avessi chiesto a Sher di seguirmi, probabilmente a quest’ora starei ancora cercando su Google cosa significa la dodicesima parte dell’isotopo 12 del carbonio.

Mi sento inoltre in dovere di fare due parole sulla strategia.

La strategia ha un’importanza fondamentale.

Ad oggi mi rendo conto che ciò che mi ha salvato al test è stata proprio lei: se avessi affrontato la prova senza un piano d’attacco premeditato, avrei totalizzato un punteggio molto più basso, perdendo tempo prezioso nel tentativo sconclusionato di risolvere lunghi calcoli o problemi complicati di logica.

Invece grazie al corso TESTKO di Sher e la sua consulenza ho elaborato una strategia perfetta che mi ha permesso di trasformare la mia preparazione in un punteggio che altrimenti non avrei raggiunto.

Vi SCONSIGLIO fortemente di fare simulazioni se non esclusivamente le settimane precedenti al test e a programma concluso.

In molti vi diranno il contrario, cioè di fare simulazioni da subito. Sono INUTILI.

Vi basta leggere la seguente guida di Sher: Simulazione Test Medicina: è veramente utile farla online? Analisi

Piuttosto utilizzate quel tempo a disposizione per rispolverare gli ultimi presidenti della Repubblica o l’ultimo spin-off del Signore degli Anelli, è probabile che ve li chiedano.

Oppure per fare una passeggiata in mezzo ai boschi e ricordarvi che la vita è anche altro oltre all’ansia e alle notti senza sonno.

E infine, non arrendetevi mai, nemmeno quando vi sembra di inseguire un’impresa impossibile da realizzare, nemmeno quando potete stilare una lista lunghissima di motivi per cui lasciar perdere e pochissimi per cui continuare a combattere.

Nemmeno quando siete al 15 di Agosto e il mare l’avete visto solo nelle cartoline ricevute dai vostri amici che fanno aperitivi sulla spiaggia in diretta Instagram, mentre voi non vedete la luce del sole da mesi e cominciate ad avvertire una vaga carenza di vitamina D accompagnata da fotofobia.

Utilizzate con saggezza il tempo a disposizione perché ogni minuto è prezioso, e quando sentite che non ce la fate più fermatevi, respirate, riposate, sfogate la tensione e quando avrete finito, ritornate al lavoro più forti di prima.

E quando sarà tutto finito scoprirete che ne è valsa la pena, e che questo sarà in realtà solamente l’inizio.

In bocca al lupo ragazzi, possiamo e dobbiamo farcela!

Annabella

Sheryaar
Sheryaar

26 anni. Fisioterapista e studio Economia. Dal 2014 mi occupo della preparazione al test di ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie tramite consulenza, lezioni private, guide e corsi.

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Mari
Mari
5 mesi fa

Non ho parole per ringraziarvi ragazzi. Oggi ero proprio giù perché mi sono bloccata con la preparazione.

La tua storia mi ha dato una forza incredibile.

Grazie Annabella e grazie Sher per il vostro tempo.

Marianna

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