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Studiare Medicina è il sogno di molti studenti. Non importa se lo vuoi per vocazione, per orgoglio, per sfida o per fare tanti soldini, purtroppo per accedere alla facoltà di Medicina devi prima superare il test, e poi fare i conti con un mondo completamente diverso da quello della scuola superiore.

In questo articolo Giorgia ti guiderà, passo dopo passo e con tanti consigli, su com’è studiare Medicina e come affrontare tale percorso con successo.

Va bene Sher… Ma chi è Giorgia?

Giorgia è studentessa di Medicina che ha deciso di condividere il suo percorso con più di 30 mila persone tramite il suo canale Youtube.

E’ la dimostrazione in persona del fatto che, con una buona dose di orgoglio ed organizzazione, è possibile studiare Medicina ed occuparsi di ciò che più ci piace fuori dal contesto universitario.

Pronti? Via! La parola a Giorgia!

 

 

Studiare Medicina, com’è e come sopravvivere: la storia di Giorgia Turco.

 

Se qualcuno mi chiedesse “quando hai scelto di diventare medico?” io non saprei rispondere con certezza. Non ricordo il momento preciso in cui mi è balenata per la testa un’idea tanto assurda, quando ho deciso di complicarmi la vita a tal punto, ma allo stesso tempo mi sono proiettata nelle vesti di una professione che ammiro così tanto e che considero una delle più belle che io conosca.

Superare il test di Medicina non basta. La scelta: paura, incertezza e indecisione

Ad oggi credo sia stato un percorso molto lento, che mi ha portato ad abbandonare l’idea di una Giorgia artista o architetto, a favore di una me del futuro che indosso un camice e con al collo uno stetoscopio, e principalmente indotto da due cause principali: primo, la passione per le materie scientifiche, soprattutto per la biologia, che si è affermata in me durante gli anni del liceo, secondo, l’orgoglio che mi contraddistingue, quel meccanismo che scatta in me quando ho di fronte una sfida ardua ma che penso di poter superare. Potreste fraintendere questo ultimo punto e credere che io sia una persona piena di sé, ma così non è, infatti ogni volta che mi pongo una sfida davanti, una paura incredibile nasce in me, e così fu anche per Medicina: avevo paura di non superare il test di ammissione e quindi cadere nello sconforto, avevo paura che sarebbe stato un percorso di studi troppo difficile e infine continuo ad essere terrorizzata dal fatto di non essere in tempo con gli esami.

Per fortuna ho capito che queste paure non si possono superare del tutto, ma che sono, anzi, nel mio caso, istruttive: mi spingono ad andare avanti con la massima concentrazione e decisione, in modo da rendere sempre meno possibile l’avverarsi di ciò che mi spaventa.

La scelta di questo percorso, anche una volta passato il test di ammissione, non è stata semplice: credo che per ogni corso di studi non lo sia.

Quando decidiamo l’indirizzo universitario che seguiremo per i prossimi anni è come scegliere di punto in bianco cosa saremo per tutto il nostro futuro, certo, ci possono essere casi particolari, ma la maggior parte di noi in un secondo sceglie la sua professione.

Medicina o biotecnologie mediche: e adesso?

L’amore che provavo per le materie scientifiche e per la ricerca in questo ambito è stata per me un arma a doppio taglio, se da una parte mi ha indicato la giusta via, dall’altra ha creato in me un terribile dubbio: Medicina o biotecnologie mediche?

A conti fatti l’idea che un giorno potrò curare le persone, conoscere perfettamente come funziona il corpo umano e i meccanismi che lo contraddistinguono ha avuto la meglio, ma non vi nascondo che spero ardentemente di riuscire a portare un briciolo di sperimentazione e ricerca nella mia carriera di medico senza diventare un topo da laboratorio.

“E dunque perché ci racconti tutto questo?” vi verrà da pensare; un motivo c’è: voglio farvi capire che sono pochissimi i casi in cui qualcuno è assolutamente convinto di quello che vuole ed è certo delle sue scelte e perfettamente sicuro di se stesso.

Vi consiglio di buttarvi, scegliere ciò che in quel momento vi ispira di più, consci che non sarà un percorso facile ma d’altra parte anche meraviglioso. Non date troppo credito alle vostre paure e non lasciatevi fermare da queste, perché solo spingendoci oltre ciò che ci è comune possiamo evolverci e diventare le persone che sogniamo di essere.
Se doveste trovarvi in difficoltà con gli studi durante gli anni all’Università, non abbattetevi, continuate a sperare e provateci di nuovo, impegnandovi al massimo!

Dal Liceo alla facoltà di Medicina: il primo impatto e i cambiamenti

Dicendovi che l’inizio è stato semplice vi mentirei.

Quando inizia l’Università tutto si evolve, oltre a ciò che riguarda la sfera personale, come amicizie e rapporti con il mondo, ciò che per me è stato più difficile da superare riguarda proprio la vita scolastica.

I ritmi sono completamente diversi e l’Università tende ad essere incredibilmente dispersiva per chi vi si affaccia per la prima volta: i professori non sanno chi tu sia, le informazioni ti arrivano per passa parola e spesso molto incerte, la necessità di dover diventare del tutto autonomo nello studio per non rischiare di perderti durante le lezioni e arrivare senza sapere niente alla successiva sessione.

Sembra un mondo pericolosissimo appena ci si avvicina, o almeno questa è stata la mia primissima impressione, ma poco alla volta ho imparato a riconoscere il fatto che per gli stessi motivi l’Università poteva essere per me un punto di svolta, di innovazione, di riscatto verso la figura che al liceo avevo creato di me.

Mi ha spinto a crescere a maturare, perché venendo a mancare il gruppo classe e gli amici di supporto del liceo, ogni cosa all’inizio dovevo gestirla da sola, e in secondo piano la libertà che ho riconosciuto in questo nuovo ambiente mi ha dato la giusta spinta per ritrovare me stessa, per essere ciò che voglio senza il giudizio e le ideologie tanto oppressive con cui convivevo precedentemente.

L’Università è bella perché è varia, siamo talmente tanti in un unico canale, che ogni diverso tipo umano è compreso, e tu che ne fai parte, sei proprio libero di essere quel che preferisci.

Alcuni aspetti della vita scolastica si sono rivelati davvero diversi da quello a cui ero abituata, eccoli:

  • Gli esami alla facoltà di Medicina

    Gli esami rappresentano in sé un notevole cambiamento, non solo per il programma vastissimo che presentano e lo studio approfondito che richiedono, ma anche perché a livello emotivo costituiscono una vera e propria barriera da superare; la carica emotiva determinata dal periodo di studio e dalla stanchezza con cui si arriva al fatidico giorno potrebbero esservi nocivi, ma basta fare un respiro profondo, rimanere concentrati e non lasciarsi prendere dall’ansia.
    I primi esami saranno i più difficili, ma vedrete che, come è capitato a me, quelli successivi vi sembreranno sempre più gestibili dal punto di vista emotivo.
  • I professori a Medicina

    Il rapporto con i professori sarà strano all’inizio, sarete abituati alla scuola superiore, dove sapevano chi e che tipo di studente eravate, il vostro metodo di studio e i vostri punti forti o deboli che siano.
    All’Università il professore si ricorda al massimo le facce degli studenti seduti in prima fila, e voi vi presenterete al suo cospetto il giorno dell’esame avendoci scambiato, forse, due parole.
    Questa situazione potrebbe essere dispersiva, ma dal mio punto di vista bisogna valutare i suoi lati positivi: quando vi sedete davanti al professore all’esame avete modo di mostrare voi stessi e la vostra preparazione senza alcun tipo di pregiudizio, che era invece facile incontrare prima dell’Università.
  • Studiare Medicina e l’importanza del metodo di studio

    Il metodo di studio cambia completamente così come l’organizzazione del tempo da dedicargli; mentre al liceo si studia con costanza, durante tutto l’anno e le interrogazioni e i compiti in classe ci sono sempre, adesso mi capita di avere durante l’anno periodi di studio intenso e altri in cui mi posso godere le giornate completamente libere. In realtà vi sconsiglio di cadere in questa situazione, cercando di essere costanti, studiare durante tutto l’anno per non arrivare a chiudervi letteralmente in casa durante gli esami. Se organizzate il vostro tempo meglio di me potreste riuscire ad avere tempo libero poco per volta ma sempre. Io dovrei tentare di superare questo ostacolo, ma al momento mi risulta ancora difficile riprendere in mano i libri appena conclusi gli esami precedenti e non ignorare le pagine che inesorabilmente si accumulano giorno dopo giorno.

Studiare Medicina in due: l’unione fa la forza!

Tornando ai cambiamenti più organizzativi, come consiglio vi dico di non preoccuparvi perché poco per volta ci si abitua, ciò che all’inizio ci sembrava assurdo, come un esame dal programma enorme (che a Medicina è cosa da tutti i giorni), piuttosto che la possibilità di entrare a lezione in esagerato ritardo, diventano vera e propria routine.

Vi ricordate da piccoli quando non sapeva scrivere? Infatti piano piano, con impegno e dedizione, prima la scrittura diventa leggibile e poi personale, solo nostra. E’ così che funziona anche all’Università e nella vita in generale: si va per step, finché non abbiamo la completa padronanza di ciò che apprendiamo.

Un altro consiglio che posso darvi è quello di non affrontare tutto da soli, di trovare il vostro fedele amico dell’Università, con cui confrontarvi e confortarvi, ripetere le lezioni e organizzare le sessioni. Io la mia l’ho trovata e la adoro, mi aiuta a non distrarmi a lezione perché è la prima a stare quasi sempre attenta, ci aiutiamo l’un l’altra e ci dividiamo impegni e lezioni in base alle esigenze. Mi è fondamentale nei momenti di crisi, quando prima di un esame in lei trovo qualcuno con cui condividere i miei sentimenti, perché tutti gli altri, non si immaginano nemmeno quanto siano frustanti quei giorni per una studentessa di Medicina.

La positività è importante davanti ai cambiamenti: con il giusto impegno si può gestire e superare tutto!

Studentessa di Medicina e youtuber: solo questione di organizzazione

Magari qualcuno di voi ha già sentito il mio nome, magari no. Beh, se cercate su YouTube il nome “Giorgia Turco” vi troverete davanti al mio canale. Ormai l’ho aperto da svariati anni e con il tempo mi ci sono affezionata parecchio, anche perché come avrete visto i contenuti trattati sono tanto vari quanto lo sono stati i miei interessi negli ultimi anni, e così è diventato un po’ lo specchio del mio percorso e dei miei cambiamenti.
Avere un canale su YouTube non è cosa da poco, ormai per molti rappresenta un vero e proprio lavoro, ma, anche se per me è solo uno svago, è comunque molto impegnativo tenerlo sempre aggiornato, soprattutto se si è una studentessa di Medicina a tempo pieno.

Qual è allora il modo per poter far sempre tutto e con i giusti tempi?

La mia risposta è semplicissima: organizzarsi!

Se riusciamo a dare il giusto tempo ad ogni impegno, calcolandolo e posizionandolo al suo posto tra gli altri appuntamenti nell’agenda, si possono portare a termine in una giornata molto più cose del previsto.

Ho dunque i miei alleati dell’organizzazione che sono banalmente un’agenda, un calendario mensile e i miei amatissimi post-it, con i quali tappezzerei la stanza, soprattutto durante la sessione d’esame.

Non sono un amante dei mezzi tecnologici per l’organizzazione, perché credo che scrivere sul cartaceo mi permetta di dare molta più concretezza a ciò che devo ricordare, in modo che si fissi nella mia testa, così giro sempre con la mia Filofax nella borsa e vi segno sopra ogni nuova cosa da fare!

Per essere quanto più possibile produttivi vi invito a non annotare solo i veri e propri impegni, ma anche tutte le cose da fare in una giornata, con davanti l’orario per farle e il tempo che necessitano per essere completate, in modo che a fine giornata possiate rimandare a domani ciò che non è stato fatto oggi, evitando di dimenticarvi impegni nei meandri della vostra testa, e spuntare orgogliosamente quelli portati a termine!

Il problema più grande che ho riscontrato dall’inizio dell’Università per quanto riguarda il mio canale YouTube, è quello di non riuscire a tenermi aggiornata con i video degli altri youtubers che seguo, e di rimanere così un po’ “fuori dal giro”, però dall’altra parte non mi dispiace poi così tanto: non essendo influenzata esageratamente da ciò che va di moda, continuo a mostrare i contenuti che più mi piacciono e rappresentano, sperando che al pubblico possa continuare a piacere la vera Giorgia, senza trucco e senza inganno.

Studiare Medicina: ecco cosa ne penso adesso

Dunque eccomi qui, studentessa di Medicina, da un anno e mezzo ormai, e più vado avanti più sono contenta di aver scelto questo percorso.
Certo, i primi esami sono stati un tormento, non capivo come mi ero ritrovata a studiare la mia odiata fisica o a fissare per ore i vetrini di istologia tramite un microscopio che proprio non voleva collaborare, ma adesso già inizio a vedere un futuro più roseo, pieno di materie concrete e reali, e cosa importantissima, pieno di turni in ospedale.

Credo che non a tutti piaccia fare gli internati o le lezioni di adp (attività didattica professionale) in reparto, però devo dire che, mettersi per la prima volta un camice e anche solo osservare il colloquio del medico con il paziente, ha il suo fascino.

Magari noi piccoli di Medicina ci fomentiamo un po’ troppo in queste situazioni, però ditemi chi è che riesce a non esaltarsi quando poco per volta inizia a toccare veramente il suo sogno?

Non vi mento, il rapporto con il paziente mi preoccupa non poco: ho paura di sbagliare, ridacchiare di me stessa, dire stupidaggini e non riuscire a essere sufficientemente empatica, ma non vedo l’ora di imparare tutto ciò che c’è da sapere a riguardo!

Mi guardo indietro e benedico il giorno in cui ho studiato quella certa noiosissima cosa, che mi ha permesso non solo di essere dove sono, ma anche di riconoscere e comprendere quello di cui si sta parlando durante un qualsiasi colloquio.

Vi faccio un esempio: proprio oggi ho passato il mio primo giorno nel reparto di genetica del San Camillo qui a Roma, ho avuto modo di seguire più colloqui preamniocentesi, e grazie all’esame di biologia e genetica, che ho dato lo scorso giugno e per cui ho studiato tantissimo, in piena estate, quando avrei tanto preferito già essere al mare, capivo di che si parlava e ho potuto, con l’aiuto del medico di riferimento, tracciare il mio primo albero genealogico vero e proprio.

Così vi ripeto, ogni sforzo, ogni ostacolo da superare, ogni noiosissimo esame da studiare, sarà giustamente ricompensato più tardi, basta avere la pazienza di aspettare e continuare, dritti come un treno, per la nostra strada!

Cosa mi riserva il futuro?

Il mio futuro prossimo? Beh, per i prossimi 5 anni si tratta di studiare, studiare, studiare, e studiare sempre di più, ma anche di imparare tante cose interessanti. Non importa quanto sarò sopraffatta o impegnata, l’importante è essere orgogliosi di quello che si sta portando avanti, ed io lo sono ogni giorno di più.

Ogni tanto mi capita anche di pensare al mio futuro più remoto, a dove sarò, se sarò riuscita a superare i miei obiettivi e se sarò diventata la donna realizzata e talentuosa che ho sempre sognato di essere.
Per quanto io ancora non possa rispondere a queste mie domande, di una cosa sono assolutamente certa: questo percorso che ho intrapreso lo porterò a termine, un giorno sarò medico, costi quel che costi.

Sebbene ancora non abbia lontanamente idea della specializzazione che intraprenderò, e io continui a cambiare opinione giorno dopo giorno, nonostante i periodi di difficoltà e di incertezza, che tanto ci saranno sempre, sono arrivata alla conclusione che il medico sia il mestiere che meglio mi si addice.

Più volte ho pensato “Giorgia, ma che caspita stai facendo?” (e vi giuro lo penserete anche voi davanti a 1000 pagine da imparare a studiare), potevo scegliere una strada più semplice, magari meno sicura, magari più divertente, ma sicuramente meno appassionante di quella che sto seguendo in questo momento.

Non credo che studiare Medicina debba essere per forza una vocazione: sono più i ragazzi spaesati, che ho conosciuto in questo periodo all’Università, di quelli convinti e già lanciati verso il mondo del lavoro.

Quindi in conclusione vi dico che se studiare Medicina è il sogno della vostra vita dovete provare assolutamente il test, se invece Medicina è solo una delle possibili scelte che avete davanti, il test provatelo comunque e impegnatevi, perché, e ve lo sta dicendo una cinica come me, studiare Medicina è qualcosa di assurdo, vi sembrerà di superare ogni possibile limite umano di concentrazione e impegno universitario, ma nonostante questo ve ne innamorerete.

Spero di essere stata un buon punto di riferimento per chi di voi dovrà sostenere il test, e per chi invece ha appena iniziato il mio stesso percorso.

Giorgia

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