fisica per il test di ammissione
fisica per il test di ammissione
 
 
 Sher, ma dovrei studiare Fisica per il test di ammissione…? Tanto sono solo pochi quiz…
 
Classico ragionamento di chi ha una strategia sbagliata per il test.
 
Prima di partire con la carrellata di consigli, e facendo riferimento ad un articolo già scritto precedentemente, ti faccio io una domanda:
 
secondo te, per un test che puoi sostenere una sola volta all’anno, è meglio arrivare pronti su tutto o rischiare di non entrare in graduatoria anche solo per un decimo di punto?
 
Non rispondere alla domanda. Riflettici e basta. 
 
In questa guida su come preparare Fisica per il test di ammissione dell’area sanitaria, condividerò con te tutto ciò che ho imparato per studiare Fisica in modo efficace e senza frustrazioni.
 
Ribadisco qualcosa che ho già ripetuto diverse volte: ho sempre avuto un rapporto molto difficile con le materie come Chimica, Fisica e Matematica, ma non ho mai smesso di scoprirle e, oggi, anche se studio Fisioterapia, queste tre materie continuano ad affascinarmi ogni singolo giorno, soprattutto Fisica.
 
I consigli che troverai in questa guida sono gli stessi che trasmetto agli studenti che seguo per il test di ammissione e per le consulenze.
 
Se vuoi valorizzare questa guida, prendi come oro ogni singolo consiglio che troverai da qua fino in fondo. Fidati. Funzionano!
 
 
 
Ecco l’indice dei contenuti che andremo ad affrontare:
 
  1. Il punto chiave
  2. La formule: a memoria?
  3. Gli esercizi: l’incubo
  4. Le basi necessarie
  5. I quiz di Fisica
  6. I migliori libri di teoria
  7. Il miglior libro di quiz
  8. Conclusioni

 1. Fisica per il test di ammissione: qual è il punto chiave?

 
Se qualcuno dei ragazzi che ho seguito per la Fisica del test di ingresso di Medicina o Professioni Sanitarie sta leggendo questa guida, ti potrà testimoniare che, anche se non sembra, studiare Fisica è la cosa più ovvia che ci sia, se sai qual è il suo punto chiave.
 
Se vuoi studiare Fisica per il test di ammissione (e non) devi fare semplicemente una cosa: osservare.
 
L’osservazione è la base di questa meravigliosa scienza.
 
Hai già sentito parlare del bosone di Higgs?
 
Tranqui, non ti chiedo cos’è il bosone di Higgs 😉
 
A Higgs, colui che nel 2013 ha vinto il premio Nobel per la teorizzazione del Bosone di Higgs (ma va?), venne chiesto come mai avesse scelto di studiare Fisica (teorica). 
 
Beh, la sua risposta fu semplice, proprio come la Fisica: 
 
si tratta di capire e comprendere il mondo! 
 
Giusto un esempio che uso spesso durante le mie lezioni: pensa di camminare da casa tua per raggiungere il supermercato, percorrendo la strada più corta.
 
Se sarai tu a percorrere tale strada, ti ci vorranno, ad esempio, cinque minuti.
Se le stessa strada viene percorsa da una signora anziana di 94 anni con una protesi all’anca e al ginocchio, quanto tempo ci impiegherà?
 
Non è importante sapere il tempo preciso (che sarebbe il compito della Matematica), perché ciò che è importante, in Fisica, è la seguente conclusione: questa signora per percorrere la tua stessa strada avrà bisogno di più tempo.
 
Banale? Non sempre e non per tutti.
 
Ti faccio una domanda: quali sono le due grandezze importanti in questo esempio?
 
La massa? Il volume? La carica elettrica? L’energia?
No.
 
Semplicemente lo spazio e il tempo.
 
Insomma, non così semplicemente.
Quando durante le mie lezioni di Fisica faccio la stessa domanda, passano come minimo cinque minuti prima che arrivi la risposta corretta.
 
Tornando a noi: siccome lo stesso spazio nel nostro esempio può essere percorso in tempi diversi, si introduce un nuovo concetto: la velocità.
 
L’introduzione del nuovo concetto non è mai per rendere tutto ancora più difficile, ma per semplificare ciò che si sa già. 
 
Invece di dire “ho percorso la strada in meno tempo rispetto alla signora che ha percorso la mia stessa strada” potrai dire che “sono più veloce della signora”.
 
Infatti, l’errore che spesso si fa durante lo studio della Fisica, è quello di apprendere un concetto già preconfezionato senza però osservare tutto ciò che sta alla base di tale concetto.
 
Dall’esempio precedente si arriva senza troppi sforzi anche alla formula della velocità, che sarà in relazione, semplicemente, allo spazio e al tempo.
 
Di nuovo, semplicemente una cippa: c’è gente che per la formula della velocità di un corpo che percorre un certo spazio in un determinato tempo, utilizza le grandezze come il volume e la temperatura…
 
Se la relazione tra le due grandezze è palese come in questo caso, ne deriva che, per ricavare la velocità di un corpo, bisognerà dividere lo spazio per il tempo impiegato dal corpo per percorrere tale spazio.
 
A volte capita che, durante le lezioni di Fisica, non basti questo approccio per arrivare alla formula, e allora la domanda che faccio, ad esempio nel caso della velocità, è la seguente: dimmi un valore di velocità a caso.
 
Risposta veloce, ovvia e banale: 50 km/h.
 
Beh, sai che questa risposta comprende la formula della velocità.
 
Come?
 
Siccome km è l’unità di misura dello spazio e h del tempo, avremo che la velocità è banalmente spazio/tempo (perché appunto km/h, quindi spazio/tempo).
 
 

2. Le formule: non sono formule, ma relazioni!

 
Chissà quante volte avrai sentito la seguente affermazione: le formule non vanno imparate a memoria.
 
Tante volte eh?
 
Ha funzionato? Con me no…
 
La domanda che mi son sempre posto è:
 
Ok, le formule non vanno imparate a memoria, ma cosa bisogna fare?
 
Infatti, viene sempre detto di non studiare le formule a memoria, ma nessuno risponde o anticipa questa domanda, docenti compresi.
 
Leggi bene: le formule devono essere imparate a memoria, ma prima di impararle devi capire le relazioni tra le varie grandezze presenti in tali formule (come nell’esempio della velocità di prima).
 
In Fisica, cos’è una formula?
 
Una formula non è altro che una relazione tra diverse grandezze. Tali grandezze definiscono ciò che osserviamo 
 
(Tu prendila così, ma non dirlo in giro, i fisici si incazzano :P).
 
Pensa alla formula della velocità menzionata precedentemente: abbiamo osservato due persone che percorrevano una certa distanza in un certo tempo e abbiamo cercato la relazione che lega le due grandezze: distanza e tempo).
 
La velocità è l’esempio di relazione che è visibile a tutti, ma ci sono relazioni tra grandezze che non sono sempre visibili (esempio: le forze tra due cariche), motivo per cui l’osservazione non deve per forza basarsi su ciò che è visibile.
 
Tutto ciò che ci circonda si può, in un modo o l’altro, relazionare tramite una formula.
 
Fico no?
 
Allora che ne dici di lasciare un bel like come feedback alla seguente guida 😉
 
 
 
Grazie! 😉

La Fisica è proprio questo: osservi e cerchi una relazione.

 
Quindi, Sher, vuoi dirmi che devo stare tutto il giorno a farmi le pippe mentali per arrivare alle formule?
 
No, hai la fortuna di vivere in un periodo della storia dell’umanità dove l’informazione è accessibile molto facilmente.
 
(un piccolo terzo grado :P).
 
Non devi stare tutta la vita a cercare le relazioni tra le varie grandezze, ti basterà prendere un buon libro e studiarlo. Tutto quello che dovresti fare tu per arrivare alle formule, è già stato fatto.
 
Lo studio, anche su un libro di Fisica, deve essere osservazionale, dovrai quindi cercare di immedesimarti nel percorso verso la scoperta della famosa formula.
 
 

3. Gli esercizi di Fisica per il test di ammissione: farli o no?

 
Ok, quindi se studio Fisica tramite il metodo osservazionale e cerco di capire le relazioni presenti nelle formule, sono a posto? Ho finito?
 
NO!
 
Gli esercizi di Fisica, e soprattutto di Fisica, non sono qualcosa a parte come spesso si immagina.
 
E’ sbagliato e poco producente, per il test, ritenere che ci sia la Fisica tutta di teoria e poi la Fisica tutta di esercizi.
 
Gli esercizi sono la parte integrante per quanto concerne lo studio della Fisica: non saper fare gli esercizi significa non aver capito ciò che hai studiato. E’ semplice.
 
Quando studiavo Fisica al Liceo, pensavo di essere pronto, come diversi miei compagni di classe, ma le verifiche sugli esercizi andavano male, e incolpavamo (non sapendo dove fosse il dilemma) spesso i docenti.
 
Ora capisco il motivo: il nostro metodo di studio per la Fisica non era adatto.
 
Non importa quanto tempo studi per il test di ammissione, se hai un metodo sbagliato, puoi fare tutti i salti mortali che vuoi, ma l’efficacia dello studio non sarà buona. 
 
Due cose sono importanti per avere successo nella risoluzione di qualsiasi esercizio di Fisica:
 
  1. Aver studiato la teoria tramite osservazione, arrivando quindi alla formula;
  2. Osservare durante l’esercizio!
 
Cosa significa osservare durante l’esercizio?
 
L’osservazione che ti ha portato alla formula, devi poterla replicare in modo autonomo in un esercizio che a sua volta, però, ti pone delle condizioni precise.
 
Se noti che non riesci proprio ad approcciarti verso un esercizio di Fisica, questo significa che l’osservazione che ti ha portato alla formula non è stata abbastanza efficace da permetterti di sfruttarla in un caso specifico.
 
Un’altra cosa importante: l’osservazione non deve essere semplicemente unidirezionale.
 
Esempio: se lascio cadere la pallina blu, essa cade.
 
L’osservazione deve essere multidirezionale (critica).
 
Esempio: se lascio cadere la pallina blu, essa cade, ma anche: se non lascio cadere la pallina blu, essa non cade; se lascio cadere la pallina rossa, anch’essa cade, e se non la lascio cadere, non cade; se lascio cadere la pallina blu e quella rossa assieme, entrambe cadono.
 
Se la tua osservazione è stata efficace, quindi critica, non avrai problemi con gli esercizi che vengono somministrati al test di ingresso di Medicina e Professioni Sanitarie.
 
 

4. Quali sono le basi necessarie per studiare Fisica?

 
Per non avere problemi con la Fisica e soprattutto con gli esercizi, sia durante la preparazione che al giorno del test di ammissione, e per non dover imparare a memoria le formulette, oltre ad avere una osservazione efficace, devi assolutamente:
 
  1. Saper ricavare formule inverse.
  2. Conoscere bene il tanto odiato sistema internazionale.
  3. Avere delle buone basi di matematica.
 
Questi tre punti importanti sono spesso coperti direttamente dai libri di Fisica nella parte introduttiva, e siccome l’introduzione è la parte che si tende a saltare per primo quando si studia Fisica, chissà perché tutti gli studenti che seguo per Fisica si presentano sempre con delle lacune gravi in uno dei tre punti.
 

5. I quiz di Fisica al test di ammissione

 
I quiz di Fisica al test di ammissione sono quattro (o almeno, l’anno scorso era così), e quattro quiz equivalgono a 6 punti (+1.5 punti per ogni risposta esatta).
 
Sei (6) punti, a meno che il test non sia ad esempio di Infermieristica con un rapporto iscritti e posti di 1:2, sono di fondamentale importanza per assicurarsi il posto in graduatoria.
 
Conosco molto bene la Fisica presente nei test di ammissione di Medicina, Professioni Sanitarie, Odontoiatria e Veterinaria, e ti posso promettere che 6 punti di Fisica al test di ammissione si possono guadagnare senza elevati sforzi, mettendo semplicemente in pratica ciò che hai letto fino ad adesso ed assicurandoti le basi descritte nel punto precedente.
 
 

6. Migliori libri di teoria per il test di ammissione

 
I libri di Fisica per il test di ammissione di Medicina, Professioni Sanitarie, Odontoiatria e Veterinaria ce ne sono tanti: da quelli creati ad hoc per il test a quelli per gli studi universitari.
 
La scelta del libro per il test di ammissione dipende, come sempre, in base alle tue conoscenze.
 
I libri delle scuole superiori, per il test di ammissione, vanno sempre benissimo, però c’è la possibilità di scelta in base alle tue conoscenze e in base al tempo che hai a disposizione.
 
Vediamo assieme cosa c’è di buono sul mercato 😉
 

Libri delle superiori

 
Se non hai le basi, hai tempo e vuoi andare sul sicuro, la Fisica di Amaldi, a mio parere, è il miglior libro di Fisica attualmente presente in Italia:
 
 

Libro riassuntivo

 
Se hai già delle basi, non hai abbastanza tempo, e vuoi ripassare velocemente il programma di Fisica per il test di ammissione di Medicina, Professioni Sanitarie, Odont. e Veterinaria, ecco un libricino ad un costo davvero basso:
 
 
 

7. Miglior libro di quiz per il test di ammissione

 
Mi dispiace, ma non c’è un libro (buono) e specifico di quiz solo sulla Fisica per il test di ammissione.
 
Ti posso consigliare solo l’unico (e il miglior) manuale di quiz per tutte le materie del test di Medicina, Professioni Sanitarie, Odontoiatria e Veterinaria:
 
 
Il motivo per cui consiglio Artquiz Studio è semplice: attualmente, è l’unico che si basa su un metodo razionale per la preparazione al test.
Leggi la mia guida per la preparazione al test di ammissione dove ne parlo in modo specifico (clicca qua).
 

8. Conclusioni

 
Sicuramente la quantità e la qualità dello studio fanno la differenza, ma ogni materia richiede un approccio differente.
Se, in base al tempo e in base al punteggio che statisticamente ti servirebbe per entrare nel corso di tua scelta, decidessi di studiare Fisica per il test di ammissione, cerca di ripercorrere i punti elencati in questa guida.
 
Il test non lo passa chi sa di più, ma chi sa usare bene ciò che sa…
 
Spero con questa guida di averti reso lo studio della Fisica per il test di ammissione un po’ più digeribile, e l’unica cosa che ti chiedo prima di lasciarti, è condividere tale guida con chiunque possa averne bisogno. 
 
Credo fortemente che la condivisione di ciò che di utile sappiamo sia la parte fondamentale per imparare di più. 
 
Io ho fatto la mia parte. Adesso tocca a te! 
 
 
 
Se anche tu hai avuto problemi con la Fisica e vorresti aggiungere o condividere qualcosa, lascia un commento qua in basso, mi farebbe molto piacere!
 
Un abbraccio,
 
Sheryaar
 

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