Sher, ma studiare alla facoltà di Medicina è difficile?
 
Riuscirò a studiare e nello stesso momento praticare sport?
 
Mi hanno detto che devi essere un genio alle superiori per studiare Medicina! Secondo te posso affrontare questo percorso?
 
Com’è dopo il test? È diverso dalle superiori?
 
Alla fine, anche se questo Blog ha lo scopo di dare le migliori guide per la preparazione al test di ammissione, queste domande sono inevitabili. Soprattutto per Medicina.
 
E dico che ci stanno tutte.
 
E’ più che normale voler conoscere al meglio il percorso che si andrà ad affrontare, soprattutto per Medicina, una facoltà che è come l’Everest per gli alpinisti (cit. Anwal: un messaggio per i futuri studenti di Medicina).
 
Mentre gli studenti che ho invitato precedentemente sul Blog avevano da condividere le emozioni e sentimenti legati alla facoltà di Medicina, l’articolo di oggi rappresenta una vera e propria guida per assorbire al meglio il primo impatto con questo corso di studi.
 
Non sarò assolutamente io a guidarvi, ma Payam, studente al 5° anno di Medicina e amministratore di una delle Facebook Community più grandi dedicate agli studenti di Medicina: lo studente di Medicina di Merda.
 
Parola a Payam!
 
 
facoltà di medicina
 
 
Sei interessato a studiare Medicina e vuoi sapere come stanno veramente le cose?

Se hai il coraggio, continua a leggere questa storia: una storia horror…

Una storia su come stanno veramente le cose!

Quando mi stato chiesto di raccontare il mio percorso, mi sono detto: beh, perché no? Potrebbe essere utile fare un po’ di chiarezza su alcune cose.

E in effetti vorrei che fosse utile, non la solita solfa: “Iscrivetevi a medicina, è tutto più roseo”, che è la cosa quanto più lontana dalla realtà.

Racconterò come è il mondo universitario per come lo conosco io, comparando, oggettivamente, gli aspetti positivi con quelli negativi, partendo dal presupposto che quanto dico può venirvi raccontato diversamente da un altro studente di medicina, perché ognuno ovviamente la vive in modo diverso.
 

Scelta dell’università: fai ciò che ti incuriosisce.

 
Innanzitutto: scegliete l’università in base a quello che volete voi e non in base a quello che vogliono i vostri parenti.

Non è una cosa scontata, molti ragazzi scelgono questo percorso solo per le spinte dei genitori e chiaramente dopo si ritrovano in difficoltà, non avendo interesse alcuno per quello che studiano.

Ovviamente se volete studiare medicina pensando che un giorno diventerete uno di quei medici stereotipati delle serie tv che seguite vi sbagliate ugualmente.

Il mio consiglio è di fare qualcosa che vi possa piacere, informandovi da subito sulle opportunità lavorative che i vari percorsi su cui siete indecisi vi possono offrire.

Se ad esempio l’idea è di fare tanti soldi vi stupireste che ci sono molte opzioni migliori.

Potete scegliere medicina per curiosità, perché è quella che vi permette di imparare più cose nuove, perché vi piace il corpo umano, perché non c’è nient’altro che vi ispiri di più, perché siete sadici e vi piace il lavoro del medico, ecc…

Basta che la cosa vi interessi, insomma. Quindi informatevi bene!

Test di ammissione a Medicina: un ostacolo o un primo esame?

Se dopo tutte le considerazioni, dopo aver pesato i pro e i contro di ogni facoltà, deciderete che effettivamente il mondo medico vi interessa, dovrete prepararvi per il test di ingresso a Medicina.

(Non per forza, perché l’Italia è il magico mondo che permette ad alcuni di passare senza prepararsi, grazie ad avvocati e ad altra gentaglia che rovinano il paese e la futura salute dei cittadini…)

Ma se vi interessa diventare studenti di Medicina questo test non è nient’altro che il primo di tantissimi esami che dovrete superare per potervi laureare.

Per passarlo, come per ogni esame, basta studiare.

Ma di cose si tratta?

Banalmente si tratta di una prova a crocette che testa, come saprete, le vostre conoscenze per materie come: Biologia, Chimica, Fisica e Matematica.

Queste 4 materie sono poi accompagnate da Logica e Cultura Generale.

C’è un programma degli argomenti richiesti e ci sono dei libri che li spiegano tutti con sufficiente chiarezza.

Questi libri assieme alle simulazioni e alle prove degli anni passati vi permetteranno di passare tranquillamente questo test.
Tuttavia ogni volta, ragazzi che non lo passano – perché evidentemente non erano preparati sugli argomenti richiesti – assieme ai loro genitori danno la colpa alla sfortuna o al ministero o alle domande “improponibili”.

Poi ci sono quelli che danno colpa al fattore ansia, senza rendersi conto che non poter gestire l’ansia in situazioni difficili è comunque un demerito quanto non sapere le risposte quando si concorre per diventare medici.

Ma non vi curate di loro, iniziate quanto prima a studiare e a colmare le vostre lacune. Vi renderete conto che i punteggi che fate nelle simulazioni raggiungeranno vette altissime una volta studiato tutto il programma richiesto.

Certo se tutti memorizzassero questi libri riassuntivi ci sarebbero solo punteggi prossimi al 100% (e in quel caso la fortuna conterebbe eccome), ma per fortuna vostra non accade mai e l’alta variabilità interindividuale e la presenza di punteggi prossimi al 100% così come di punteggi sotto a 0 sono indice di una diversa preparazione tra gli studenti.

Inoltre ricordo che se un test è oggettivamente difficile risulta difficile per tutti allo stesso modo.

Una volta superato il test siete finalmente dentro ed è tutto in discesa… O almeno così vi diranno.

Vi renderete conto da subito che quel test che avete passato e la maturità, in confronto a quello che vi aspetta, sono minuzie.

Ma credo che il passaggio da “poche pagine di libro” a “interi volumi” da preparare una volta entrati nel mondo universitario sia cosa comune per ogni facoltà.

Primo anno alla facoltà di Medicina: esami, professori e amici.

Al primo anno dovete da subito abituarvi alla mole di roba da studiare.

Cioè?

Per intenderci: l’esame di anatomia è un centinaio di volte più grande del vostro esame di maturità, anche se in ogni città viene affrontata diversamente, bisogna comunque capire, memorizzare ed esporre migliaia di pagine.

I professori sono diversi:

  • quelli che leggono le slide;
  • quelli che danno più informazioni del libro;
  • quelli che parlano a manetta e all’esame pretendono che tu sappia quanto hanno detto loro;
  • quelli che non si presentano a lezione né avvisano gli studenti (e non tutti gli studenti abitano nei pressi del polo universitario).
 
Ci sono poi quelli che a lezione dicono una cosa, nel libro c’è scritta un’altra, sulle slide un’altra ancora e all’esame chiedono cose non da programma…

Ci si abitua a capire quali lezioni sono fondamentali per la propria formazione e quali si possono saltare per dedicare il proprio tempo ad altro (studio individuale o partite a carte).

Non tutti i professori sono imparziali (ma la situazione rimane sempre migliore delle superiori) né tutti usano lo stesso metro di giudizio:

ci sono esami in cui si può essere interrogati da 5 commissioni diverse e a seconda di quelle in cui si finisce strappare un 30 può risultare cosa semplice o una delle 12 fatiche di Ercole.

Sempre al primo anno imparerete a conoscere i vostri futuri colleghi, in classe con voi.

Ci sono diverse categorie di compagni di corso, ve ne elenco qualcuna:
  • Quelli che faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote al resto della classe, perché sono degli idioti.
    Ci sono in tutte le classi e si possono trovare anche prima dell’università.
    Sono persone piccole e frustrate, che nelle decisioni sugli esami, le date degli appelli, ecc… vanno in direzione contraria alla classe, non per un guadagno personale (di solito le loro decisioni sono prive di logica) ma perché pensano che se gli altri vanno male, loro fanno un balzo avanti in carriera. 
    E sai qual è il bello? Che paradossalmente alla fine sono sempre quelli che ci rimettono.
  • Quelli che studiano tutto a memoria, senza capire nulla di quello che leggono. Forse sono gli stessi per cui il percorso di studi è stato deciso dai genitori.
    Magari prendono tutti 30 ai singoli esami, ma arrivano a laurearsi senza ricordarsi nulla.
    Lo studio a memoria è fondamentale per passare gli esami ma se non le capite le cose, ricordarvi i tomi da 1000 pagine risulta molto più difficoltoso.
  • Quelli che si dedicano interamente allo studio, isolandosi dal mondo. Sono persone tristi.
  • Quelli che sanno che siamo tutti sulla stessa barca, che studiano capendo le cose e condividono con tutti gli altri i materiali, le domande degli orali, gli appunti, ecc…

Personalmente i miei amici li ho scelti nell’ultima categoria e vi consiglio di fare altrettanto.

Ho detto che la mole di studio è molto più grande rispetto alle superiori, ed è oggettivamente vero.

Ma ciò non significa che non avrete vita sociale, anzi: trovando un buon compromesso potrete studiare musica, fare sport, frequentare l’università e avere pure una vita sociale.

Il trucco?

E’ imparare ad organizzarsi e trovare un metodo di studio adeguato.

Consiglio: trovate degli amici con cui studiare e aiutarvi a vicenda!

 
Attenzione: quelli che si lamentano di non far altro che studiare sono solo persone ansiogene o vogliono terrorizzarvi perché si divertono così.
 
Ricordate che ogni anno entrano circa 10.000 persone e quasi tutte sopravvivono ai 6, o più, anni)!
In ogni caso studiate, impegnatevi, state con gli amici e divertitevi: gli anni passeranno in fretta!

(Non fatevi scoraggiare dai vostri ex compagni delle superiori che inizieranno a lavorare o si sposano quando voi sarete al 3 anno.)

Se vi fissate dei mini-obiettivi e li perseguite con costanza sarà anche piacevole studiare.

Senza contare che la maggior parte degli argomenti sono veramente interessanti e vi apriranno la mente su parecchie questioni.

Dal terzo anno: tirocinio e pazienti.

Attorno al terzo anno inizierete a frequentare i reparti dell’ospedale universitario vicino a dove studiate.

Inizialmente vedrete ben poco e farete ben poco.

Col tempo i termini utilizzati dai medici risulteranno sempre più familiari e non vi sentirete totalmente stupidi.

 
Attenzione: noterete che quanto succede in ospedale e i pazienti sono parecchio diversi da come vengono studiati sui libri!
Certo, pure i tirocini hanno i loro problemi a volte: poco spazio per gli studenti, medici che non ti seguono o ti fanno sentire ingombrante, problemi con i turni e quant’altro.

Ma sono problemi che ci sono da sempre, imparerete a gestirli.

Il tirocinio vi permetterà di farvi un’idea del lavoro che vorrete fare e di quale specializzazione scegliere una volta che saranno finiti i 6 anni di studio.

Giusto, perché dopo i 6 anni, ci sarà un esame di stato da sostenere e se volete specializzarvi in qualche area (cardiologia, endocrinologia, neurologia, chirurgie, ecc…), un altro test da superare.

 
Ovviamente in questo test le borse sono così poche che solo una minor parte dei laureati potrà superarlo e studiare altri 3-5 anni come specializzandi.
 
(Gli specializzandi per fortuna hanno uno stipendio.)

Mi rendo conto che ora queste ultime informazioni sono superflue e una volta arrivati al 6 anno magari per voi il corso sarà totalmente diverso.
 
Al momento credo vi interessi capire se volete diventare medici o meno.

Ripeto: ogni università sarà sopportabile e bella se le cose che si affrontano rientrano nei vostri interessi.

Spero di aver chiarito i vostri dubbi, se avrete bisogno di altre informazioni o consigli non esitate a contattarmi.

In ogni caso vi faccio un grande in bocca al lupo e vi auguro tanti successi per il futuro.

Ci vediamo dentro!

Payam 

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