entrare a medicina maria teresa studia con sher

Entrare a Medicina è il sogno di tantissimi studenti.

E molto probabilmente se stai leggendo queste parole è perché anche tu hai un interesse particolare per questo ambito!

Quindi ti chiedo subito un favore: leggi questo articolo fino alla fine, ti aiuterà molto!

Si diventa grandi e ci si accorge che, se si vuole aiutare tramite la Medicina, non si può solo sognare: bisogna svegliarsi e superare il test di Medicina.

Non tutti, però, hanno le basi per percorrere questa strada in maniera autonoma.

Chi ha buone basi, in qualche modo, a volte, riesce a cavarsela. 

Chi invece non ha basi, purtroppo, non ha molte speranze.

Oltre all’ignoranza più totale nelle materie del test aggiungiamoci, ad esempio, qualche annetto in più di età.

E in più se il soggetto ha un’impronta del tutto non scientifica, perché ha una laurea in ambito umanistico, è proprio il top della situazione.

Già entrare a Medicina è difficile perché il test è selettivo, ma con condizioni in cui hai una preparazione di base peri a zero, e un’impronta scientifica nemmeno elementare, il tutto diventa ancora più difficile.

E’ proprio il caso di consulenza che ho avuto per il test 2018.

Maria Teresa voleva entrare a Medicina, ma non sapeva da dove iniziare:

28 anni, laurea in un ambito diametralmente opposto a ciò che serviva per entrare a Medicina e una visione buia riguardo la preparazione al test di ammissione a Medicina.

Dalle prossime righe potrai leggere proprio le sue parole e la sua storia.

Lascio a lei la parola!

Buona lettura!

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Entrare a Medicina a 28 anni senza basi: ecco come l’ho fatto.

entrare a medicina maria teresa studia con sher

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Mi chiamo Maria Teresa e ho 28 anni.

Sì, faccio parte del gruppo di “attempati” sognatori che vogliono entrare a Medicina dopo altre lauree, dopo aver lavorato, dopo aver fatto tutt’altro.

Lasciate che vi racconti!

Dopo il liceo non avevo idea di cosa fare: non avevo assolutamente voglia di studiare e l’idea di passare l’estate della maturità sui libri era una cosa folle per me all’epoca!

Così ho scelto una laurea umanistica senza test di ingresso.

Ma niente!

In questi anni il pallino di entrare a medicina si è fatto sentire sempre di più, ho iniziato ad invidiare i miei amici che erano entrati in specialità, ho sposato un medico e insomma, dopo ben 10 anni dalla maturità ho capito che volevo diventare un medico anche io.

Meglio tardi che mai, no?

Ora, l’enorme scoglio che mi trovavo davanti dopo aver preso questa decisione era il test d’ingresso; premetto che la mia situazione di partenza era disastrosa, avevo fatto un linguistico mediocre e avevo smesso di fare chimica e biologia in terza.

Già di base in matematica e ragionamento numerico ero una capra…

Ho sempre avuto enormi difficoltà.

Figuriamoci dopo 5 anni di corso di laurea in lettere passati a leggere enormi tomi di letteratura russa…

A stento sapevo cosa fosse un atomo, e non parliamo di una divisione in colonna senza usare la calcolatrice.

Per farla breve questa era la mia situazione di partenza:

basi di biologia = 0

basi di chimica= 0

basi di matematica= 0,1

basi di logica matematica= 0

basi di logica verbale= sufficienti

La prima volte che ho sostenuto il test era il 2017.

Come la maggior parte degli studenti ho iniziato a studiare tutto dall’inizio, mi sono ammazzata di teoria su uno dei libri di preparazione per i test in commercio, ho imparato a fare le divisioni in colonna (eh non le sapevo fare XD), ho preso ripetizioni di chimica.

Matematica e fisica non le ho nemmeno considerate, dicendomi: tanto erano solo 8 domande.

GRANDISSIMO ERRORE!

Logica-matematica ho iniziato a guardarla solo durante l’estate,

(Altro grande errore in quanto era il mio tallone d’Achille.)

Mi sono iscritta ad un corso di preparazione di un mese: mi hanno fasciato la testa di nozioni iper-super avanzate e devo dire, col senno di poi, alquanto inutili.

Mi chiedevo: ma a cosa servono i loro strumenti. Non aiutano ad entrare a Medicina. Anzi! 

Le loro simulazioni erano impossibili, di una difficoltà disarmante, facevo punteggi bassissimi e vedere che altri ragazzi riuscivano perfettamente a farle mi demoralizzava tantissimo.

Sono arrivata il giorno del test estremamente in ansia, con pagine e pagine di teoria appiccicate in testa, senza aver lavorato sulla strategia e sulla gestione del tempo.

Ebbene, nonostante sapessi a memoria il valore di elettronegatività del tungsteno il test del 2017 mi ha letteralmente fot…ta.

Avevo talmente lavorato poco sulla strategia che non sono nemmeno riuscita a terminare il test.

Anzi, ricordo che mi ero incistata su un esercizio di logica e ci avevo messo 10 minuti per risolverlo, poi mi avevano praticamente tolto la penna di mano (giuro!)

Uno schifo. Veramente!

E avevo studiato così tanto.

Ad Ottobre, dopo aver superato lo sbatti iniziale per il folgorante fallimento, ci ho riprovato.

Avevo bisogno di un piano, un piano vero.

Avevo bisogno di regole, di strategia, di un metodo che andasse bene per me e non datomi da un qualsiasi insegnante di un qualsiasi corso.

Qualcosa che fosse specifico per me. Esclusivamente per me!

Una cosa che avevo capito bene era:

se voglio entrare a Medicina, devo lavorare da sola!

Ma la competizione con gli altri mi angosciava.

Mentre navigavo in rete trovato la grande guida di Sher.

E niente.

La lettura della guida, seguita da una consulenza con Sher, mi ha dato tutto ciò che mi serviva.

Dopo la consulenza sapevo come dovevo lavorare:

  • Battere gli altri sulle nozioni: niente nozioni inutili ed approfondite, ma solo quelle che mi servono.
  • Battere gli altri sul metodo: intersecare la teoria con un ripasso mirato tramite l’uso di quesiti.
  • Battere gli altri sulle emozioni il giorno del test grazie ad una strategia ad hoc.

Così ho iniziato.

Ho comprato Artquiz Studio e l’ho completato una volta.

Ho sottolineato tutti i quiz che non capivo/che non mi venivano e li ho rifatti all’infinito, fino a 2 settimane prima del test.

Anche se ormai li sapevo svolgere, continuavo a rifarli per ripassare!

Avrò rifatto tutto quel libro una quindicina di volte.

Questo metodo è andato bene soprattutto per logica matematica perché avevo così tanto interiorizzato e compreso i vari quiz che anche se me ne trovavo davanti uno nuovo capivo che ragionamento dovevo fare (ne parlo dopo).

Non mi interessava fare 20 milioni di quiz.

Quelli di AQ bastavano.

Il punto è questo:

tutti sanno che bisogna fare i quiz, ma non sanno come vanno fatti.

Bisogna sfruttare ogni singolo quiz.

Stessa storia con chimica, biologia e matematica.

Di fisica sono riuscita a coprire solo qualche argomento; ho deciso di concentrarmi molto bene sul resto perché sapevo, per come sono fatta, che cercare di coprire anche tutta fisica mi avrebbe mandato in ansia.

Dopo aver costruito delle basi veramente solide in queste materie, visto che avevo tempo ho deciso di concentrarmi sui dettagli solo per la materia che mi piaceva di più: biologia.

Ho comprato Wikibio e ho deciso di trasformare in quiz ogni argomento non coperto/coperto parzialmente da Artquiz.

Ho pensato alle domande più stronze possibili e ho creato un file di quiz di tutto il programma di biologia che avrei poi utilizzato come ripasso.

A Giugno ho iniziato a ripassare come da programma!

Come?

Ho dedicato una settimana biologia, quella dopo chimica, quella dopo matematica e quella dopo logica, poi gli argomenti di fisica e poi ricominciava tutto il ciclo.

Questa modalità andava benissimo per me!

Andava bene per i miei ritmi e per le mie lacune!

Tra un impegno e l’altro, dovevo trovare il modo di stare nei tempi, piuttosto rimanevo a studiare fino alle 2 di notte, ma dovevo stare nei tempi.

Il fatto di avere delle regole e un programma ben definito da seguire, grazie alla consulenza con Sher, mi dava sicurezza.

Piano piano cominciavo a capire che le mie basi erano davvero solide e più rifacevo i quiz più diventavo fiduciosa.

Sher mi disse:

non fare simulazioni fino ad Agosto.

Falle solo quando sei pronta e hai una strategia.

L’idea di cominciare a fare simulazioni a metà luglio era forte, volevo vedere che punteggio avrei fatto, ma ho resistito.

Dovevo prima essere convinta di sapere bene ogni argomento che avevo studiato, altrimenti, memore della mia esperienza 2017, mi sarei demoralizzata.

Ad Agosto ho iniziato finalmente a lavorare sulla strategia:

ho comprato TESTKO e ho cominciato a concentrarmi sul tempo, soprattutto per logica, che mi era stata fatale la prima volta.

Su Artquiz avevo segnato gli esercizi che implicavano un ragionamento troppo lungo, non adatti al mio carattere ansioso.

Mi sono detta:

se incontri un quiz e capisci che magari puoi risolverlo ma che ti ci vuole tanto, balzalo all’istante, poi ci torni dopo.

Questo faceva parte della mia strategia!

Avrei cominciato con Biologia, poi fatto Chimica, Matematica, poi Fisica se ci fosse stata qualche domanda che sapevo.

Dovevo TASSATIVAMENTE avere a disposizione 40/50 minuti per fare logica, prima verbale, poi matematica perché in quest’ultima ero meno sicura.

Solo la settimana prima del test ho cominciato con le simulazioni per mettere in pratica la strategia.

Con TESTKO avevo a disposizione un po’ di simulazioni, e avrei lavorato solo su quelle, senza fare simulazioni online super difficili che mi avevano buttato giù l’anno prima.

Le simulazioni di TESTKO aveva tutte circa la stessa difficoltà: è l’unico modo per confrontare i risultati della strategia.

Ho attuato la mia strategia:

tolto 10 minuti di tempo in più rispetto al test, lasciato circa 50 minuti per logica.

Le simulazioni sono andate alla grande e questa cosa mi ha galvanizzato da bestia e mi ha dato un sacco di fiducia.

Anche se forse il test sarebbe stato più difficile rispetto alle simulazioni, avevo comunque assunto un atteggiamento iperpositivo, ottimista e fiducioso.

Credo che quello che più è cambiato rispetto all’anno scorso è stata la testa, la disposizione verso il test.

Sono arrivata il giorno del test agguerrita, per niente ansiosa, sapevo che avevo basi forti e che sarei entrata, se non in prima scelta almeno nelle altre.

Lavorare tanto sulle basi e soprattutto sulla strategia mi ha permesso di arrivare a questo atteggiamento quasi euforico che mai avevo avuto prima.

Mi sarei mangiata quel cavolo di test, punto e basta.

Avevo la ricetta:

preparazione + strategia.

Appena hanno dato il via sono partita a bomba come pianificato:

in Biologia ero forte e ho saputo rispondere alla maggior parte delle domande, questo mi ha dato ancor maggior fiducia.

Poi sono passata a Chimica, anche quella è andata abbastanza bene.

Ho lasciato stare gli esercizi lunghi (ci avrei pensato dopo).

Ho incontrato un esercizio difficile ma che era molto simile ad uno di Artquiz che avevo rifatto mille volte e l’ho risolto.

Poi sono passata a Matematica e Fisica.

Di Matematica ne ho fatti 3 su 4, di Fisica 0.

“Pazienza, andiamo oltre”, mi sono detta.

Ho trascritto tutte le risposte e come prefissato avevo circa 50 minuti per logica.

Andava tutto bene.

Ma, giustamente, non può andare sempre tutto bene.

No?

Colpo di scena: i quiz di logica verbale erano molto più difficili di quanto mi aspettassi, ne ho lasciati subito un sacco.

Ed è lì che conta come agisci.

Devi avere una strategia, e con TESTKO ne avevo una.

Mi son detta:

calma, hai un casino di tempo, fai quiz di Matematica che sai fare e poi torna su quelli verbali stronzi.

Così ho fatto, in Logica-Matematica contro ogni previsione non ho avuto grandi difficoltà tranne alcuni esercizi (palesemente balzati) poi ho avuto tempo di tornare sugli altri quiz verbali stronzi.

Avevo tempo, ero calma, ci ho riflettuto bene e ho dato le mie risposte.

Su 3 quiz non ero convintissima ma ho risposto lo stesso perché potevo rischiare (per due è andata bene, per uno no).

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ALT!

Sher che parla qua!

Perdonami l’interruzione, ma ho dovuto farlo per il tuo bene!

Mi spiego meglio.

Spesso i ragazzi leggono storie e testimonianze di studenti e cercano di imitare ciò che leggono, perché pensano sia la cosa giusta da fare per superare il test ed entrare a Medicina.

Non funziona così, purtroppo.

“Permettersi di rischiare al test” non significa che devi per forza rischiare.

E’ tutta un questione di statistica e devi esserne consapevole.

Nel caso specifico di Maria Teresa:

3 quiz che vanno male sono 3*0.4 = 1.2 punti in meno.

Ma con anche solo un quiz dei tre corretto (+1.5) e quindi gli altri due sbagliati (-0.8) si ottiene un punteggio positivo!

Se si ha una strategia ed una ottima preparazione per ottenere un buon punteggio di base, si può usare la statistica a proprio favore.

Quello che ai corsi potrebbero indicarti come culo, i miei ragazzi lo conoscono come svantaggio razionale: una situazione di svantaggio sfruttata a proprio favore per riuscire ad entrare a Medicina.

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Ho trascritto le risposte di logica e…

WOW!

Posato la penna 10 minuti prima della fine del test.

Di meglio non potevo fare, rispetto all’anno scorso era già un successo!

Quando ho visto il mio punteggio su Universitaly quasi non ci ho creduto:

10 punti in più rispetto all’anno scorso!

La maggior parte di questi punti in più sono stati grazie alla strategia e allo stato d’animo, di questo ne sono sicura!

Sono stata assegnata a Milano, in prima scelta!

Entrare a medicina Maria Teresa Studia con Sher

Se qualcuno mi avesse detto due anni fa che avrei superato il test per entrare a Medicina, gli avrei dato del pazzo.

Ero convinta che solo qualcuno di naturalmente predisposto al ragionamento matematico poteva passare il test, invece mi sono ricreduta.

 Ce l’ho fatta anche io, che sono la persona più lontana da una predisposizione naturale ai calcoli.

Davvero, non lo dico così per dire, ma ero veramente una capra tremenda, un caso disperato, qualcuno addirittura al liceo mi diceva che non ce l’avrei mai fatta!

Alla faccia sua!

Se ci sono riuscita io, partendo da una situazione davvero disastrosa!

Credo che chiunque ci metta davvero tanto impegno possa riuscirci.

Sostenere il test è stata per me una sfida pesantissima, mi ha tolto tempo ed energia, ma riuscire ad entrare a Medicina, considerata la mia situazione di partenza e quello che i prof dicevano di me al liceo, rimane una delle mie più grandi conquiste!

Una fatica ripagata al 100%!

Ragazzi, ognuno necessita di un metodo diverso, bisogna solo trovare quello giusto!

Per me lavorare sulla strategia e rifare gli stessi quiz tante e tante volte così da sentirmi sicura e ottimista.

Altre persone invece si sentono stimolate dalla competizione e si trovano bene a confrontarsi con gli altri.

Se volete entrare a Medicina, un consiglio che posso dare è: trovate il vostro piano, il vostro metodo, la vostra strategia, buttatevi a bomba e non fatevi sviare da nient’altro.

Seguite il vostro piano d’attacco anche nei momenti più difficili!

Non mollate!

Costruite le vostre basi passo dopo passo!

La preparazione per il test di Medicina sicuramente gioca un ruolo fondamentale, ma anche lavorare sulla strategia, sull’atteggiamento mentale vi permetterà di piegare in due questa cavolo di ansia, che in quell’ora e quaranta minuti ci gioca un sacco di brutti scherzi!

A chiunque si senta scoraggiato e pensa di non potercela fare dico:

forza!

Ci Sono passata anche io!

Tieni a mente che è solo una fase, oggi ti senti così, magari domani anche, ma fra qualche giorno ti sentirai fortissimo!

E lo sarai,

collega.

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Anch’io dovrò sostenere il test di ammissione a infermieristica e parto da una laurea in ambito umanistico… Speriamo di farcela!

Grazie per la storia!

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