Entrare a Fisioterapia - Tango - Mario Esposito
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Entrare a Fisioterapia è il sogno di molti studenti, ma veramente pochi ci riescono.
 
Una preparazione per il test di ammissione non adeguata, una scelta di libri sbagliata, una strategia inefficace al giorno del test e diversi gravi errori nel periodo pre test fanno sì che entrare a Fisioterapia (un corso dove il rapporto tra posti disponibili e studenti iscritti al test di ammissione raggiunge numeri altissimi) diventi ancora più difficile.
 
Che sia il test di Medicina o il test delle Professioni Sanitarie, poco importa adesso, perché la storia che leggerai tra poche righe è rivolta a chiunque ha un sogno nella vita, e sta lottando continuamente per trasformalo in realtà.
 
Lascio la parola a Mario, uno dei membri più attivi che io abbia mai osservato nella Facebook Community per la preparazione al test delle Professioni Sanitarie e Medicina 2016.
 
Buona lettura!
 
 
entrare a fisioterapia e tango
 

Entrare a Fisioterapia: una promessa da mantenere.

Ero uno studente in gamba, con ottimi voti e proveniente da un’umile famiglia di muratori.
A 17 anni, per ragioni economiche e familiari dovemmo trasferirci. 
Senza girarci troppo attorno: fu un forte trauma seguito da un lento declino.
 
Temporeggiai con i problemi credendo nel lieto fine, trovai l’amore della mia vita e con costante impegno riuscii diplomarmi con il massimo dei voti.
 
Ma non sapevo cosa volessi fare, chi volessi diventare.
Non avevo particolari ambizioni. Mi ero chiuso in un mondo mio, fatto di passività e chiusura.
 
Da buon procrastinatore ormai, all’ultimo giorno utile, mi iscrissi all’università e nel frattempo per sostenermi con gli studi, iniziai a fare il cameriere, mestiere che solo chi l’ha vissuto sa quanto possa essere poco gratificante, a tratti umiliante soprattutto se si è senza stimoli e particolari ambizioni.
 
Nel frattempo sostenevo esami a singhiozzo, anche se con ottimi voti, ma non ero più me stesso.
 
Sfiduciato, con l’autostima ai minimi storici, davo la colpa a tutto e tutti, ma mai a me stesso.
Gli anni passavano lenti ed io ero ormai fuori corso, senza scopi né ambizioni, in pratica mi facevo guidare  passivamente dagli eventi, stavo diventando sempre più un cameriere e sempre meno uno studente.
 
Un giorno grazie alla mia ragazza scoprii il Tango, che mi appassionò così tanto da ballarlo anche per strada e partecipare addirittura a qualche spettacolo, cosa che per me, che ormai vivevo in un mondo isolato dagli altri, era la realizzazione di un’Utopia.
 
Mi dissi: cavolo, se riesco a ballare il Tango, posso fare qualsiasi cosa.
 
Ormai continuare con un’università che avrebbe richiesto tempi ancora molto lunghi, non era possibile, quindi, a 27 anni, decisi di fare un passo indietro e di tentare il test di Professioni Sanitarie, puntando il più in alto possibile: Fisioterapia, 15 posti per la prima scelta.
 
Ora, io di solito faccio promesse solo quando so di poterle mantenere, e promisi alla mia ragazza non solo che sarei passato, ma che avrei fatto addirittura il primo (vi lascio immaginare l’espressione di lei a tali parole).
 
Verso Maggio comprai i libri necessari per prepararmi, cosicché di mattina e pomeriggio studiavo, di sera andavo a lavoro (vi lascio immaginare anche il periodo estivo per un cameriere, soprattutto con tutti i colleghi che storcevano il naso dinanzi alla mia decisione, ma io mi ero posto un obiettivo ed ero determinato a portarlo a termine).
 
Poi verso Luglio scoprii i gruppi di preparazione di Sheryaar, e lì ci fu la spinta definitiva verso la realizzazione di quello che a poco a poco stava diventando il mio sogno: entrare a Fisioterapia.
 
Mi confrontai e confortai con migliaia di persone che avevano le mie stesse ambizioni e le mie stesse paure, seguii i preziosi consigli di Sher alla lettera. Più le cose diventavano difficili, più ero determinato ad andare avanti.
 
Venne il giorno del test, ed io avevo la giusta ansia e la consapevolezza di poter far bene.
Il momento più difficile fu l’attesa dei risultati, non potevo far nulla, solo aspettare.
 
Il giorno in cui dovevano uscire le graduatorie, 28 Settembre, mi svegliai verso le ore 11:00, e da lì in poi fu un susseguirsi di “aggiorna pagina”, in attesa di conoscere il mio futuro.
 
All’ improvviso non c’era più la connessione internet, e pochi secondi dopo ricevo una chiamata…
Era l’ amore della mia vita.
 
Lei: hanno pubblicato i risultati, li vuoi sapere?
 
Io col cuore in gola: no, si, ni, Vabbé spara…
 
Lei: ce l’hai fatta, e sei il primo in graduatoria a quasi 11 punti dal secondo, hai mantenuto la promessa. Ti amo.
 
Non saprei come descrivere cosa provai in quel momento, mi sentivo come Will Smith in “alla ricerca della felicità” con il morale a mille e con la voglia di cominciare subito a realizzare il mio sogno.
 
Avevo vinto io, contro tutti e contro tutto ma soprattutto contro il peggiore dei miei nemici: ME STESSO. Questo grazie a tante persone, una su tutte Sher, ma anche grazie ai membri dei vari gruppi: vi porterò sempre nel mio cuore.
 
Per concludere voglio dirvi che per quanto sia difficile, per quanto tutti vi scoraggino, non pensate MAI che sia troppi tardi, solo VOI potete giudicarvi e decidere cosa fare della vostra vita, quindi siate gli insegnanti di voi stessi, e se davvero ci tenete, non esitate a buttare il cuore oltre l’ostacolo, che poi il panorama è meraviglioso.
 
Un grazie ed un in bocca al lupo sincero a tutti voi,
 
vi abbraccio!
 
Mario

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