Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram

E’ passato già più di un mese dal test di Medicina.

Come ogni anno, dopo il test di Medicina, si inizia a parlare di tutto e di più:

irregolarità, abolizione test, nuovi corsi, piano B, ecc… ecc…

Vero?

E ti posso assicurare che ricevo decine e decine di messaggi al giorno su tali argomenti.

Il punto però è questo…

Tutto questo rumore post test è inutile.

Inutile per chi ha sostenuto il test.

E inutile per me in termini di tempo, tempo in cui gli studenti vorrebbero che facessi analisi delle graduatorie, dicessi cosa ne penso del fatto che il governo vuole abolire il test, ecc… ecc…

Io mi occupo di due cose:

  1. portare gli studenti pronti al test tramite lezioni, consulenze, guide e la Community;
  2. creare il miglior materiale per la preparazione al test.

Fine.

Ora, dopo l’uscita delle graduatorie ci sono due casi:

chi è entrato e chi non è entrato.

Ma va?!

Per chi è entrato, un grande in bocca al lupo.

Per chi invece non è entrato…

Questa è la guida.

La guida giusta nel momento giusto.

La guida di chi ha fatto 81 punti al test di Medicina e sa cosa significa riprovare il test.

Come sempre: prendi nota dei consigli. Faranno la differenza!

Ti lascio nelle mani di Fabiana.

Un abbraccio,

Sher

p.s.: in alcune parti di questa guida di Fabiana inserirò alcuni links utili su guide già scritte ed approvate da studenti che hanno già superato il test. 

__________________

81 punti al test di Medicina: ecco come ci sono riuscita – Consigli e Storia di Fabiana

coinsigli test medicina

__________________

Ciao!

Sono Fabiana e lo scorso 5 Settembre ho affrontato, insieme a 60 mila miei coetanei, una prova che avrebbe deciso il nostro futuro.

La mia esperienza in questo senso, però, inizia un anno fa, quando ho ottenuto il mio primo vero fallimento: non entrai a medicina con i miei 60 punti.

Sentivo di non essere stata abbastanza brava, di non aver fatto del mio meglio; avevo fallito.

Non ero arrabbiata con chi ce l’aveva fatta e aveva realizzato il suo sogno, ma ero delusa soprattutto da me stessa:

avevo sprecato un’occasione, e questa avrebbe potuto cambiare la mia vita.

Per evitare di perdere un anno, e vedere i miei compagni che intanto andavano avanti, mi sono iscritta al corso di biotecnologie.

È stato un anno difficilissimo, perché dentro di me sentivo che quello non era il mio posto, rifiutavo di inserirmi definitivamente perché sapevo che per me quella era solo una sistemazione provvisoria, che potevo fare molto di più.

Il problema dei test di medicina è che c’è un numero molto limitato di posti ed un numero di partecipanti enorme, e a decidere per noi saranno appena 60 crocette.

Magari per alcuni potrebbe sembrare un metodo ingiusto, ma lamentarsi a tal proposito non farà cambiare le cose, né ci aprirà le porte della facoltà:

queste sono le regole del gioco e l’unica cosa che possiamo fare è adattarci a queste condizioni e fare del nostro meglio.

Durante il mio primo anno a biotecnologie ho cercato di approfondire quanti più argomenti potevo, pensando che tutto mi sarebbe potuto tornare utile per i quiz e avrebbe potuto fare la differenza tra me ed un altro candidato che magari provava il test uscendo da un liceo.  

La seconda volta che riprovi un test del genere secondo me è più difficile da un punto di vista psicologico che per la difficoltà del test in sé:

c’è la possibilità che possa accadere come l’anno precedente e quindi bisogna considerare, eventualmente, anche l’idea di rinunciare.

Mi sono imbattuta nelle guide di Sher quasi per caso, ma dopo aver letto la prima non me ne sono persa più nemmeno una!

Guide: leggi le migliori guide dedicate alla preparazione per il test di ammissione.

Nei gruppi dedicati alle varie materie, mi ha fatto bene conoscere altre persone, provenienti da tutta Italia e con esperienze diverse alle spalle, che condividono il mio stesso sogno, le mie stesse paure…

Cercavo di capire come loro si approcciavano al test, i metodi che utilizzavano, i loro punti deboli, come gestivano l’ansia, le strategie che adottavano e anche il grado di preparazione che cercavano di raggiungere.

Non li ho mai considerati come avversari, ma semplicemente ragazzi che come me credono in un sogno e che quindi, al pari mio, avrebbero fatto di tutto per realizzarlo!

Gruppi: guida su come usare i gruppi Facebook + link alla Community più ampia dedicata al test di Medicina e Professioni Sanitarie.

Verso la metà di Giugno avevo finito tutti gli esami del primo anno di biotecnologie: questa volta volevo darmi davvero la possibilità di prepararmi al meglio per questa sfida, ma per farlo avevo bisogno di tempo, e i tre mesi estivi mi servivano tutti.

Per tutto il periodo estivo e fino al giorno del test non ho fatto altro che studiare, fare quiz, simulazioni ed esercitazioni, colmando tutti i miei punti deboli.

Ho avuto pochissimi giorni di riposo, ma ora, dopo i risultati che ho ottenuto, posso dire che ne è davvero valsa la pena.

Il problema maggiore per tutti quelli che hanno affrontato il test con me quest’anno era che non sapevamo bene cosa aspettarci.

Dopo la prova del 2015 molto criticata per la sua difficoltà e quella del 2016, completamente agli antipodi, definita da qualcuno perfino inadatta, si sapeva che la prova del 2017 sarebbe stata un punto di svolta.

Sì, ma in che direzione?

Tutti i nostri dubbi hanno trovato le loro risposte la mattina del 5 quando, seduti a quei banchi abbiamo deciso ancora una volta il nostro futuro con poche crocette.

Durante la prova ero tranquilla, anche perché non si ha letteralmente il tempo di pensare ad altro!

Bisogna concentrarsi sui quesiti, valutare bene la prova ed iniziare a fare una serie di considerazioni a riguardo, per capire come comportarsi

(Ad esempio a me è servito individuare il livello di difficoltà del test per decidere se lasciare alcune domande su cui ero incerta senza risposta o se invece valeva la pena “buttarsi”).

Strategia e la sua fondamentale importanza: leggi la guida su come affrontare il test.

Il tempo poi che intercorre tra la prova e la formulazione delle graduatorie ufficiali (in genere tocca aspettare circa un mese) sembra per gli studenti quasi interminabile.

A rigor di logica questo mese dovrebbe servire alle aspiranti matricole, che hanno dedicato tutta la loro estate allo studio, per riposarsi.

Per me è stato il mese più carico di ansia e dubbi di sempre.

Durante l’estate, immersa nello studio, non c’era stato tempo per farsi prendere dall’ansia e da inutili complessi…                               

Ma ora, a mente libera, si iniziano a pensare le cose più assurde, ci si dimentica delle risposte date, cala il buio più totale sul momento in cui si firma la scheda anagrafica e si susseguono tutta una serie di elaborazioni mentali (per il 90% costruite su basi infondate) per cui servirebbe lo psicologo!

Poi finalmente è arrivato il 3 ottobre e solo allora ho avuto la certezza di essere finalmente riuscita a coronare il mio sogno.

Sono entrata a medicina con 81 punti nella mia prima scelta: la Federico II di Napoli.

Fabiana graduatoria consigli test medicina

E posso dire con gran soddisfazione di essere risultata vincitrice anche al Campus Biomedico di Roma.

Adesso guardando indietro e ripensando a tutte le fatiche fatte, le giornate in cui ti viene voglia di mollare tutto, la sensazione di non farcela, posso dire che ne è veramente valsa la pena, che potendo tornare indietro rifarei tutto esattamente allo stesso modo!

A detta di chi questo percorso lo ha già quasi finito, è adesso che inizia la parte difficile, ma io voglio affrontarlo con la stessa serenità e determinazione con cui mi sono preparata per il test, ricordando sempre che tutto quello che si impara durante questi anni un giorno potrà davvero fare la differenza.

A chi affronta il test per la prima volta, uscendo dalla scuola superiore, consiglio di pianificare bene il tempo a disposizione dopo la maturità, di valutare attentamente il tipo di percorso fatto e, di conseguenza, il proprio grado di preparazione.

Molti potrebbero pensare che un test relativamente semplice, come quelli a cui siamo stati abituati negli ultimi due anni, significhi una prova accessibile per tutti anche senza una preparazione specifica.

Ma in realtà non c’è niente di più sbagliato.

Un test “abbordabile a tutti” significa semplicemente punteggi di accesso più alti.

La cosa fondamentale da tenere sempre presente è che una conoscenza di tipo unicamente nozionistica, come quella che riceviamo durante i 5 anni di scuola superiore, non consentirà da sola di passare il test.

Questo non perché il metodo adottato nelle scuole italiane sia sbagliato, ma semplicemente perché una prova così strutturata necessita di abilità specifiche, come:

imparare a rispondere ai quesiti in breve tempo;

a scartare subito le risposte sicuramente sbagliate;

riconoscere le domande formulate in modo da confondere gli studenti. 

La sfida potrà sembrare impegnativa, ma con tanta determinazione e una buona organizzazione del piano di studio tutto si può fare!

Pianificazione e la sua importanza: storia di un medico al test.

Agli studenti che invece affrontano questo test per la seconda volta (o ahimè anche per la terza), posso dire che io, più di chiunque altro, capisco la situazione in cui si trovano; conosco bene le emozioni spesso contrastanti che provano e anche quella sensazione di rammarico ed insofferenza.

Come prima cosa consiglio di analizzare in maniera indipendente e totalmente SINCERA la prova ed il suo risultato.

È fondamentale per prima cosa capire quali sono stati i punti deboli, dove si è sbagliato e cosa non ha funzionato alla perfezione:

il metodo di studio;

una materia sottovalutata che invece avrebbe potuto fare la differenza;

il tempo che si ha avuto a disposizione per la preparazione;

ecc… ecc…

Fatto ciò bisogna chiedersi se questo è davvero il percorso di studio che ci piacerebbe intraprendere o se è una decisione presa in maniera frettolosa e poco accurata (sappiamo bene che le scuole non fanno un gran lavoro nel percorso di orientamento con i ragazzi che stanno per diplomarsi).

Se siete certi che questa sia la vostra strada, che non possiate fare nulla di diverso con altrettanta passione, che sarete disposti ad affrontare tutti i sacrifici che si presenteranno, beh allora smettete di sognare quanto sarebbe bello entrare e fate il possibile per far avverare il vostro sogno!

Con dedizione, passione e costanza tutto è possibile, ne sono certa!

Dalla mia personale esperienza posso dire che la cosa migliore da fare sia iscriversi ad una facoltà che dia una buona preparazione sulle materie che saranno presenti nel test (biotecnologie, farmacia, professioni sanitarie, ctf, ecc..), così da riempire le lacune che ci portiamo dalle scuole superiori.

Per i testi da adottare invece sono convinta che i libri del liceo siano più che sufficienti:

bisogna considerare che il MIUR prepara un test calibrato sulle nozioni per studenti che si sono appena diplomati, non per professori universitari!

Migliori libri delle superiori (e non) da sfruttare per il test: clicca per leggere la grande guida.

Non credo di dover includere in questa guida dei buoni motivi per cui fare il medico, perché sono sicura che ognuno di noi ha le proprie ragioni e la propria storia personale.

Ma qualunque possa essere  la motivazione, sia essa un sogno che si ha da bambini o maturato nel tempo, una propensione innata o un desiderio di riscatto, non potete permettere ad un test di fermarvi!

Fabiana

__________________

Links utili per la tua preparazione:

> Nuovo sul Blog? Clicca qua!

> Consulenze e lezioni di private.

> Migliori corsi online.

 

TEST DI MEDICINA - 36 CONSIGLI PRATICI (GUIDA).

Scarica ora la guida contenente 36 consigli pratici per la preparazione la test di ammissione.

Leave a Reply

avatar
  Iscriviti  
Notifica di